I MAGHI DI OZ

Si avvicina il Natale e durante questo periodo, le librerie presentano in bella mostra sugli scaffali le fiabe che hanno affascinato milioni di lettori. Anche le televisioni, hanno in programma i film che hanno commosso generazioni di bambini e adulti. Tra questi non può mancare l’indimenticabile Mago di Oz.

La storia racconta le avventure di una bambina orfana di nome Dorothy, che vive con gli zii e un cane. Un giorno, un ciclone solleva la casa con dentro la bambina e il suo fidato cagnolino Toto, che vengono scaraventati in terre misteriose popolate di strani personaggi. Dorothy vorrebbe ritornare dagli zii e una strega benevola le consiglia di andare a chiedere aiuto al Mago di Oz. Lungo il cammino, a Dorothy e Toto si uniscono tre compagni di viaggio, ognuno con una richiesta da fare al mago. Lo Spaventapasseri vorrebbe un cervello, in modo tale da poter diventare un uomo vero, anche se in realtà, pur essendo privo di esperienza, dimostra di essere già molto saggio. L’ex Boscaiolo, trasformato in un omino di Latta da una strega cattiva, vorrebbe un cuore umano, mentre il Leone Codardo il coraggio.

Alla fine, dopo un viaggio lungo e rischioso, Dorothy ritrova la via di casa. Prima, però, scopre che il mago, non ha quei poteri straordinari con i quali grazie a una serie di trucchi illudeva la gente di possederli. Sotto l’aspetto di un’enorme testa di cartapesta e di altre maschere, il mago ventriloquo, non era altro che un omino vecchio, calvo e ruguso, che si nascondeva dietro la tenda e che aveva lavorato in un circo, dove la mongolfiera era stata spazzata via dal vento e trasportata in posti lontani con lui dentro. “Sono buono come uomo ma pessimo come mago” ripeteva, come per scusarsi delle sue stravaganti apparenze con le quali ingannava la gente. Memorabili i suoi consigli ai quattro amici: Un bambino appena nato il cervello ce l’ha, ma non sa servirsene. Solo l’esperienza rende intelligenti e più il tempo passa, più l’esperienza cresce.» disse allo spaventapasseri. Rivolgendosi al Leone Codardo: «Quello che ti manca è la fiducia in te stesso. Tutti davanti a un pericolo si spaventano, sai? Il vero coraggio consiste nell’affrontare il pericolo malgrado la paura e questo genere di coraggio a te non manca.» Taglialegna, hai torto a desiderare un cuore» rispose Oz. «Chi lo possiede spesso è infelice. Non immagini quanto sei fortunato a esserne privo.» Come posso smettere di fare l’imbroglione» mormorò «quando tutti si aspettano grandi cose da me?”

E’ inutile cercare per mari e monti ciò che già si possiede. I propri doni vanno cercati in se stessi. Molti stregoni della fede cambiano continuamente maschere per apparire ciò che altri desiderano vedere. Possono essere buoni come uomini, ma apparire pessimi come stregoni. E’ incredibile la serie di interpretazioni e significati dati a questo romanzo nel corso degli anni. Alcuni vedono nei doni del Mago di Oz: il simbolo del sapere nel cervello dello spaventapasseri; nel cuore del Boscaiolo di Latta la capacità di riconoscere i sentimenti e di gestire positivamente le emozioni; Il Leone Codardo ci ricorda che, senza un pizzico di coraggio, è impossibile affrontare nuove sfide, intraprendere nuovi percorsi o provare ruoli diversi. Altri vedono un modo per risvegliare, stimolare e riscoprire abilità e competenze che abbiamo dentro di noi. Non mancano coloro che vedono nel contenuto del libro una metafora di un percorso alchemico; altri sono convinti che il Mago di Oz ha radici occulte e nasconde verità esoteriche ispirate alla Teosofia. Anche in ambito religioso, molti oratori cristiani lo hanno usato come un’allegoria della fede e un sentiero che porta all’illuminazione, mentre gruppi di atei sostengono che Dio, è come il Mago di Oz, mortale, impotente e illusorio. In psicologia, il libro mette a nudo la debolezza degli adulti e la necessità per i bambini a fare la propria crescita. Nelle scuole materne è stato oggetto di numerose iniziative a scopo didattico.

A noi piace molto l’applicazione che i due autori del libro Il potere distruttivo dell’abuso spirituale, hanno scritto a pagina137:

In realtà il “Mago” è una persona che abusa del potere perché controlla un’intera città ostentando potere e punendo le persone che se ne rendono conto. In un regno in cui il problema era che il Mago non era in grado di liberare, Dorothy e i suoi amici diventarono il problema per aver notato quel problema.

     E’ triste pensare quante volte gli agenti di potere religioso controllano i loro regni spirituali ostentando potere. Queste persone citano continuamente versetti biblici sull’autorità, la sottomissione, il giudizio, la prosperità o la fine dei tempi, punendo le persone che notano che “l’uomo dietro la tenda” è soltanto umano e non presenta nessuna autenticità o autorità.

     Come ultima lezione da trarre da questa storia, alla fine di tutto il Mago disse a Dorothy e ai suoi amici: “Avete sempre avuto quello che vi serve”. Dorothy e i suoi amici avevano rischiato la vita per ottenere ciò che avevano già. In troppe famiglie e in troppe chiese cristiane si ordina ai credenti di fare i salti mortali per guadagnarsi l’approvazione di Dio, anche se è una cosa che hanno già ricevuto gratuitamente grazie alla morte in croce di Gesù.

 

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