I segni di una corrosione spirituale

Non ci si allontana da Dio da un giorno all’altro. Ci sono segni evidenti di una corrosione spirituale che vengono trascurati o presi alla leggera. Come distinguere questi elementi corrosivi che riguardano non pochi singoli testimoni di Geova?

La corrosione in chimica è un fenomeno che provoca il graduale deterioramento del metallo per effetto di agenti esterni. La corrosione è nella maggior parte dei casi un processo naturale che per essere evitato necessita di interventi specifici, come ad esempio l’uso di vernici adatte allo scopo.

Un cedimento dovuto alla corrosione può avere conseguenze drammatiche. Chi non ha ancora in mente le immagini del crollo del ponte Morandi a Genova, che ha causato 43 morti e decine di feriti?

In senso figurato, la corrosione ha il significato di astioso, di superfice sporca, di malanimo, di sentimento che offusca l’obiettività di giudizio e la sincerità. Essa definisce dunque una rottura, una decomposizione. Ogni tdG ha una relazione con Geova e con il prossimo. Quando un’azione diventa corrosiva lo si capisce da come essa influisce su questa relazione. La corrosione nasce da un “cuore rotto”, causato da un agente esterno che lo decompone. Il corrotto ha un cuore dove il sangue ristagna emanando così un pessimo odore. Si capisce dunque che una persona è diventata corrosiva dall’odore che emana, non certo quello soave della verità, ma un odore che dà fastidio, che allontana invece di avvicinare, che stordisce e nausea.

Inoltre, amarezza, risentimento, livore, orgoglio e spirito di lamentela, sono sentimenti corrosivi come la ruggine che lentamente consuma la carrozzeria di una macchina. L’aspetto esterno può essere bello, ma sotto la vernice è in atto un processo distruttivo. Conoscere accuratamente Gesù, i suoi insegnamenti e il modo in cui opera la congregazione cristiana ci è d’aiuto nel proteggerci dagli elementi disgreganti e da modelli contraffatti della verità. La corrosione inizia a manifestarsi quando ci si lascia pervertire da contraddittorietà, quando ci si lascia rallentare nel servizio a Dio invece di essere più attivi nella verità e quando si critica e non si glorifica Geova e il suo popolo.

La corrosione tiene lontano l’amore, si blinda in se stessi e si nega l’opportunità di guardare oltre. Come quando le finestre di casa rimangono chiuse per tanto tempo e non si arieggia mai. Piano piano l’aria all’interno diventa viziata e irrespirabile. Fino a che, qualcuno apre la finestra e d’improvviso ci si risveglia dal torpore. Inoltre, il processo di corrosione tocca la propria vita e la svuota di ogni spiritualità, rendendo la fede un contenitore di cose materiali e di idee contrapposte all’insegnamento di Cristo. La corrosione intacca la gioia, spinge a trincerarsi nel proprio mondo, l’unico dove sentirsi onnipotenti. Qualcuno ha paragonato la corrosione spirituale all’alito cattivo: chi ce l’ha non se ne rende conto, però se ne accorgono gli altri quando inizia ad aprire bocca. La corrosione è dunque un atteggiamento del cuore che seduce, tranquillizza, inganna, fino a quando non si apre bocca.

Il corrotto vive una vita doppia: lusinghiero fuori e marcio dentro. Non si pone il problema se una cosa sia giusta o sbagliata. Un peccatore può chiedere perdono, un corrotto dimentica di chiederlo. Perché non ha più necessità di andare oltre, di cercare altre strade. Lui è stanco ma sazio, pieno di sé. La corruzione ha all’origine una stanchezza delle cose spirituali, tipica in questo caso è l’indifferenza verso i propri doveri teocratici e la dimenticanza dell’impegno assunto pubblicamente il giorno del battesimo.

Gli insegnanti cristiani che parlano per educare, se non danno l’esempio è come se stessero corrompendo la congregazione. Spesso siamo convinti di aver eliminato gli elementi corrosivi molto tempo fa, accettando e vivendo la verità, ma ci dimentichiamo che tutti siamo continuamente esposti alla tentazione corrosiva di elementi non solo esterni, ma anche interni alla congregazione.

La corrosione si può ripresentare sotto altre forme, come ad esempio quando si assume l’atteggiamento “io sono nella verità e tu nella menzogna”. Quando ci si sente tronfi della conoscenza e gonfi di orgoglio nell’occupare posti di prestigio nell’organizzazione. Ma anche dall’ossessione del potere, del podio, del microfono, degli applausi, delle pacche sulle spalle, del lauro sulla testa, degli sguardi asserviti e compiacenti. Quando si predica senza pratica. Quando non si riconoscono i propri limiti, ma solo lo stato dei risultati raggiunti, come se tutto fosse dovuto a un merito personale. Non mancano quelli che iniziano a vedere il male, che continuano a tollerarlo e poi a furia di guardarlo finiscono col commetterlo.

Un segno evidente della propria corrosione spirituale è quello di non chiedere scusa o perdono. Il corrotto non sente il bisogno di farlo. Non ha nessuna voglia di purificarsi o di cambiare attitudine. Il termine ebraico reso di solito “ruggine”, deriva da un termine che significa “essere malato” (2 Cronache 16:12. Le parole di Gesù in Matteo 6:19, 20 indicano come la ruggine può consumare cose preziose come l’oro, uno dei metalli più resistenti. Anche Giacomo dice: “Il vostro oro e il vostro argento si sono arrugginiti; la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi…” Giacomo 5:3. Il problema di costoro è che sono malati, ma loro sono convinti di no, nonostante la loro ruggine spirituale sia evidente.

Come si può riconoscere l’acciaio giusto? Non basta solo guardare il metallo o fidarsi dell’etichetta. C’è un modo per determinare che specie d’acciaio si ha in mano. Questo si può fare con la prova delle scintille, un’antica arte che permette di determinare non solo la composizione chimica del metallo, ma anche le caratteristiche assunte dall’acciaio a causa della decarburazione e del trattamento termico. (Vedi tale processo in L’arte di provare l’acciaio con le scintille).

In senso simbolico, chi si crede di esser spiritualmente forte come l’acciaio, come reagirebbe alle scintille provocate di proposito per farlo “accendere” o per “esaminarlo” a fondo? Nel fiocco di scintille ogni elemento produce il proprio particolare modello e colore specifico. La quantità di un elemento presente nell’acciaio si determina osservando la frequenza delle sue caratteristiche scintille. Che tipo di scintille determinano la tua tempra spirituale e il grado di resistenza al fuoco delle prove? Sei dedito alla causa contro i tdG al punto che hai messo la tua esistenza al servizio della battaglia contro il popolo di Dio?

Nel caso di chi si crede di avere una fede come l’acciaio, è bene ricordare, che nella moneta perduta, il ritrovamento ha rappresentato tutto lo sforzo di chi l’aveva perduta. La moneta è solo un metallo che non parla, non vede, non sente e che non può contribuire al suo ritrovamento. Mentre, la pecora smarrita può belare e farsi sentire. Essere tdG è in virtù del dono di Dio e non nel possedere una spiritualità come l’acciaio. E’ meglio essere pecora (in questo caso smarrita) e farsi aiutare gridando al pastore, che credersi prezioso, quando in realtà si è un metallo ridondante e vuoto. Il valore lo riconosce il proprietario e non l’oggetto in sé.

Come se ne esce? Bisogna alzare lo sguardo spirituale e vedere oltre le apparenze. Altrimenti, il cuore continuerà a puzzare per un po’, per un po’ ci immunizzeremo con i soliti ripetitivi e banali discorsi e poi, come sempre accade, finiremo per abituarci anche a questo lezzo. “Non adattatevi alla mentalità di questo mondo”. (Romani 12:2, PS). E nemmeno a quel puzzo che di tanto in tanto siamo abituati a sentire in congregazione. Infine, ricordate, che non basta otturarsi il naso di fronte a quello sterco spirituale che appartiene a coloro che vivono nelle stalle sudicie del web, bisogna starsene lontano, per non abituarsi al tanfo al punto di non sentirlo più.

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