Il buon anziano

Ipotetico discorso del sorvegliante di circoscrizione, durante l’adunanza con il corpo degli anziani, quando un fratello viene nominato anziano di congregazione.

Caro fratello …, siamo felici di averti come anziano in congregazione, apprezziamo il tuo impegno e ti diamo il benvenuto. Vorrei che tenessi bene in mente tre aspetti del tuo prezioso incarico a favore dei fratelli: cosa significa far parte del tempio di Dio, l’essere testimone di Geova e nello stesso tempo anche discepolo di Cristo.

Paolo, in 1 Corinti 3:16, disse che i cristiani erano “il tempio di Dio” e che “lo Spirito dimorava in essi”. Si trattava di un’applicazione emozionante: “Il vostro corpo è la casa dello Spirito”. Geova non dimorava più nel tempio di Gerusalemme, ma nel cuore di ogni servitore di Dio di allora. Caro fratello, devi essere consapevole che questa nomina implica la casa di Dio, dove in essa abita ogni membro della congregazione inclusi i malati, i bisognosi, i deboli, gli smarriti.

Si tratta di fratelli e sorelle dove la presenza di Geova si fa particolarmente sentire. Vai incontro a questi fratelli, fallo con il batticuore, come facevano i sacerdoti e i leviti, dopo aver superato il muretto di pietra che separava gli ebrei dai gentili per presentarsi a Geova. Fai anche tu lo stesso nel cortile santo e simbolico, dove si trovano i fratelli più bisognosi.

Ricordati le parole che Gesù disse a Pietro: “Pasci le mie pecorelle”. E’ in questo luogo santo che la maggior parte di esse si trovano. Mentre fai tutto il possibile per prestare loro tenera cura, non dimenticarti la pecora smarrita che momentaneamente non dimora nel tempio. Presta attenzione ai fratelli che non ci sono più in questo cortile santo. Vai a cercarle con premura e trepidazione, come se andassi a meditare nel tempio davanti a Geova. Cerca di essere il custode e non il padrone dello Spirito che in essi dimora. Una congregazione senza questi fratelli bisognosi non è una congregazione di Dio.

Il secondo aspetto – essere Testimoni di Geova – implica che il tuo “io” scompaia dinanzi agli altri. Da questo momento hai il privilegio, ma anche la responsabilità di testimoniare con il tuo esempio la personalità di Geova. Devi motivare i fratelli e indirizzarli a Dio, senza pretese e senza gelosia. Essi non sono tuoi perché adesso sei un pastore delle pecore di Geova. Esse appartengono sempre a Lui. Non dimenticartelo mai. Impara a essere Testimone senza protagonismi. Il ruolo di anziano non è la copertura di uno spazio vuoto della tua vita, il raggiungimento di una meta finale o il palcoscenico dove far mostra delle tue abilità. Sei qui per servire e non per essere servito. Sforzati di farlo con umiltà e discrezione.

      Un buon anziano è sempre disponibile con i fratelli

Essere Testimone di Dio include la responsabilità di insegnare la Bibbia con tenerezza e compassione, evitando gli atteggiamenti aspri, esigenti e ipocriti. Ricordati che i capi religiosi di Israele mettevano “gravi carichi” sulle spalle del popolo. Tu dovresti alleggerirli. Non signoreggiare su quelli che sono l’eredità di Dio. Non oltrepassare i limiti dell’autorità che Dio ti ha concesso. Sforzati di conoscere l’aspetto di ogni singolo del gregge. Conosci le difficoltà che una pecora sta affrontando e quali bisogni specifici richiedono attenzione immediata, in modo da dare l’incoraggiamento e il sostegno necessari. Applicati per aver un buon dialogo con loro e con gli anziani. Non divenire indifferente a ciò che essi vedono e sentono nella congregazione, renditi sempre di più disponibile per assistere con amore i deboli.

L’ultimo aspetto – discepolo di Cristo – vuol dire “dipendere” da Cristo. In un’occasione, due discepoli di Giovanni il Battista, chiesero a Gesù dove abitava. “Venite e vedrete” rispose Gesù. A quel tempo, questa domanda era molto usata, per indicare a un Rabbi se potevano far parte della sua scuola. Il vangelo dice che i due rimasero con Gesù tutto il giorno. “Rimanere” era un modo tipico di amare il discepolo. “Venite”, “vedete” e “rimanete” vuol dire “dipendere da Gesù, che è diverso dal credere in lui. Dipendere da Gesù, significa dipendere dal suo spirito e da lui. Senza di lui non è possibile fare nulla di approvato.

Il segreto dell’essere suo discepolo dipende da come ti porrai di fronte ai tuoi limiti e alle tue imperfezioni. Fin dove ti spingerà questa dipendenza da lui? Dipendere da Lui significa accettare che la comprensione che hai avuto fino ad oggi di te stesso sia completamente rivoluzionata. La tua personalità deve essere rimodellata e ridisegnata. Non sarai più quello di una volta. Ora devi imparare a servirlo in un modo del tutto nuovo. La nomina di anziano è un punto di partenza, non un traguardo. Impara ad essere schietto con i forti e i potenti e a tacere di fronte agli umili. Insegna con dolcezza la Bibbia ai presuntuosi e a coloro che si credono dotti. Evita chi ti loda e ascolta chi ti ammonisce. Prega il doppio di quanto predichi e insegni.

Passa più tempo tra le pagine delle Sacre Scritture che sul palco o sulle sedie delle riunioni tra anziani e comitati vari. Non cercare privilegi e fai apprezzare la volontarietà e il donare allegramente. Se dai un comando fallo dopo aver amato chi cerchi di comandare e più di quelli che non ti obbediscono e non ti seguono. Intervieni con decisione e tenerezza solo quando è necessario. Moltiplica la tua gioia quando le cose non andranno come avevi previsto. Non divenire frettoloso nell’emettere giudizi. Aiuta i fratelli a volersi bene e perdona chi parlerà male di te ingiustamente. Confida di più nello Spirito che nei programmi, più nelle piccole cose che nei grandi eventi o nei grandi raduni. Accantona la gloria di questo mondo e cerca con tutto il cuore quella del Regno di Dio. Fai come Gesù, che durante il suo ministero considerò la predicazione della buona notizia del Regno un’attività della massima importanza, e mostrò ai discepoli come andava svolta. Esci con i fratelli in predicazione e insegna loro come si svolge efficacemente.

Gesù si aspetta che tratti il gregge nello stesso modo in cui lo trattava lui. Devi essere disposto a servire i fratelli anziché fare da padrone. L’apostolo Paolo aveva lo stesso atteggiamento umile di Gesù, come si comprende da ciò che disse agli anziani della congregazione di Efeso: “Voi sapete bene come dal primo giorno che misi piede nel distretto dell’Asia sono stato per tutto il tempo con voi, facendo lo schiavo per il Signore con la più grande modestia di mente”. L’apostolo desiderava che quegli anziani aiutassero gli altri con sincerità e umiltà. “In ogni cosa”, disse, “vi ho mostrato che, faticando così, dovete assistere quelli che sono deboli” (Atti 20:18, 19, 35). Va’ e fai anche tu la stessa cosa!

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Il sorvegliante di circoscrizione durante la visita successiva alla nomina, dovrebbe parlare con il nuovo anziano e l’intero corpo degli anziani per dargli ulteriori suggerimenti scritturali sul suo ruolo in congregazione e su come gli anziani possono collaborare con lui aiutandolo nell’adempimento del suo sacro servizio a Geova. Di visita in visita deve seguire il suo progresso.

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vedi anche:

Sai motivare i fratelli?

Vigilate su tutto il gregge

Il servizio di pastore nella congregazione

Lucignolo, candelabro o brace?

Anziani di talento e anziani mediocri

Fasci o sfasci?

Nani che si credono giganti e giganti che sono nani

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Il pastore smarrito

Leader di Dio o capi della congregazione?

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