Il buonumore può battere il fanatismo

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Il fanatismo si riconosce dalla pesantezza delle idee che propina. Una sana dose di umorismo può dissipare le opinioni più ridicole.

Come combattere quegli aspetti del temperamento umano che sfociano nel fanatismo? La risposta a questa domanda si trova in Letter concerning Enthusiasm, scritta da Anthony Ashley-Cooper, terzo conte di Shaftesbury (1671-1713). Pubblicata di recente da Chiarelettere, intitolata Lettera sul fanatismo, è introdotta da  David Bidussa con la sua piacevole Della intelligenza ironica. La lettera coglie quei pensieri lievi e meno seriosi, fondamentali per combattere l’intolleranza e l’eccesso di serietà.

L’autore, chiamato più comunemente Shaftesbury, è colui che ha teorizzato la forza della presa in giro senza offendere. Una presa in giro ragionevole ed equilibrata è un mezzo leggero e penetrante per opporsi alla violenza del fanatismo. Combattere il fanatismo con altrettanto fanatismo genera fanatismo. I fanatici non temono gli altri fanatici. Per fare un esempio molto dibattuto fra i tdG e non: Se si trattano in maniera estrema quei membri che contestano alcuni insegnamenti o modi di fare e li cacciano con modalità estreme, ostracizzandoli, è molto difficile che queste persone cambino atteggiamento, anzi la conseguenza che ne deriva è un altro fanatismo contrapposto, uno schieramento ostile di ex membri, che mira ad abbattere le credenze dei tdG, con la stessa violenza verbale, se non di più, con la quale sono stati trattati.

Violenza genera violenza, ostracismo altro ostracismo, avversione altra avversione, persecuzione altra persecuzione. E’ la legge del seminato: “Si raccoglie ciò che si semina” (Galati 6:7). D’altronde una classe religiosa che mostra questo atteggiamento non può pretendere che chi viene allontanato reagisca pentendosi e che ritorni felice e purgato delle sue colpe. A volte ci riesce, ma nella stragrande maggioranza dei casi questa regola non porta frutto, anzi genera oppositori accaniti. La religione che condanna severamente non viene vista positivamente. Ma anche chi è stato condannato, se reagisce allo stesso modo, ostracizzando il credo della sua ex religione e tutti i suoi aderenti, nonché fratelli di un tempo, non è che viene visto anche lui in chiave positiva. Tutt’altro.

Lo scopo che ogni religione si propone, è quello di “salvare le anime” e poiché si crede investita dallo Spirito Santo, si sente in missione per conto di Dio, in nome di un bene comune. Per Shaftesbury, tutti questi “eroi” della salvezza eterna non sono altro che degli esaltati, la cui passione infiamma e travolge ogni sensatezza.

giona-ninivitiSi tratta di interpreti inflessibili di una giustizia intesa a modo loro. Riluttanti come Giona, che parte controvoglia in missione per conto di Dio, non accetta poi l’idea che Dio possa recedere da una decisione presa. Se Dio perdona i niniviti, Giona è inflessibile, vuole la loro morte. Insiste per la condanna, diventa intollerante nei confronti degli assiri. Nonostante fosse timoroso all’inizio della missione, ora è divenuto un fervente giustizialista. Lui non prevede alternative alla soluzione di Dio. Le mani di Geova sono troppo deboli per portare la fiaccola del fuoco sacro della distruzione.

A ogni genere di fanatismo, Shaftesbury contrappone l’abitudine al ragionamento: ragionando si crea un ragionatore. [Vedi il pensiero della Bibbia in Proverbi 15:1; 1 Pietro 3:15; Colossesi 4:6] Secondo Shaftesbury, l’unica risposta migliore che si può dare al fanatico, è quella di canzonarlo in maniera decorosa, con un linguaggio che non vada oltre i limiti della decenza.

«La serenità non è soltanto il miglior antidoto contro l’entusiasmo, ma è anche il miglior fondamento della pietà e della religiosità più autentica».

Il buonumore è il vero antidoto al malumore del fanatismo. Il fanatico con i suoi discorsi esprime concetti illiberali e totalitari che violano le elementari norme del diritto umano: libertà di pensarla diversamente senza subire censure e persecuzioni.

«Il malumore induce un uomo a credere che il mondo è governato da una potenza diabolica e che ridere equivalga a una blasfemia».

«Se temiamo di introdurre il buonumore nella religione o pensare a Dio con gioia e libertà, è perché lo concepiamo come noi stessi, e non possediamo una nozione di grandezza e maestà che non sia associata alla solennità e alla cupezza».

In genere, concepiamo Dio in base al nostro stato d’animo che influenza il modo di credere. Il gioioso ha una visione di Dio gioiosa, il fanatico vede Dio con fanatismo. Chi si propone di cacciare il sano umore, perché non sopporta un’opinione diversa, è destinato a diventare dittatoriale. Per salvare il buonsenso e l’intelligenza si deve concedere libertà alla sana critica, poiché essa obbliga chi è soggetto all’ironia a proporre argomenti e prove del suo credo.

«Se la religione è genuina e sincera, non soltanto resisterà alla prova, ma si rafforzerà e ne trarrà vantaggio; se è spuria o mista con qualche impostura, solo così potrà essere smascherata».

A proposito di buonumore:

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L’umorismo può essere molto efficace anche per mostrare la stoltezza e l’ipocrisia nei confronti degli inattivi da parte di alcuni che servono nelle congregazioni oppure può essere utile per far riflettere gli stessi inattivi sulle loro scelte. La Bibbia usa questo tipo di umorismo anche per far capire agli altri e agli stessi tdG se i loro insegnamenti sono basati sulla Bibbia. Il senso biblico dell’umorismo vale per tutte le religioni, anche per quella dei tdG.

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Scrive Shaftesbury:

«Coloro che amano l’umanità, rispettano e onorano le convenzioni […] è un’imposizione penosa costringerli ad ascoltare controvoglia o indurli a discutere su determinati argomenti con un gergo che forse è sconosciuto a molti di loro. Ridurre gli altri al silenzio significa infrangere l’armonia della conversazione collettiva».

La crescita della verità avviene laddove si stabilisce la condizione del dialogo. Coloro che vivono sotto la tirannia religiosa e hanno imparato a venerarne il potere come ispirato direttamente da Dio, sono sviati tanto nella religione come nella ragione. La risposta di Shaftesbury al controllo dei suoi membri non è la repressione, ma la possibilità di dare spazio al libero pensiero e al buonumore. La religione fanatica che fa forza sulla paura come strumento per comandare genera una rigida imposizione delle credenze e delle regole, in modo da condizionare le coscienze dei fedeli, spingendoli ad eseguire senza sapere o discutere.

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Secondo Shaftesbury, chi possiede qualità spirituali non deve preoccuparsi se gli altri non ne riconoscono i meriti.

«Se per caso alcuni ignoranti […] sono disorientati da aneddoti discordanti e contraddittori sul nostro conto, tanto da non saper più cosa pensare, non sarebbe davvero ridicolo che ne restassimo offesi?».

 Per quanto riguarda le lodi, è difficile immaginare che Dio possa essere lodato da creature incapaci di distinguere ciò che sono. Senza l’uso della ragione, la fede è incompleta.

«Se un musicista fosse portato alle stelle da persone prive di orecchio musicale, difficilmente potrebbe accettare, senza scomporsi, l’applauso di questi uditori, almeno, fino a quando questi non fossero capaci di riconoscere la sensibilità dell’esecuzione. Se così non fosse non sarebbe onorevole e il musicista, fosse pure vanaglorioso, non avrebbe motivo di rallegrarsi».

 E’ difficile che Dio approvi l’adorazione di chi non conosce le sue qualità e il modo che lui stabilisce per adorarlo. Tuttavia:

«Possiamo avere eccellente orecchio musicale, e non saper suonare nessuno strumento.  Possiamo giudicare la poesia, senz’essere poeti; ma non possiamo avere alcun concetto della bontà senz’essere veramente buoni. Se dunque la lode dell’Essere divino è gran parte del suo culto, dovremmo, mi pare, apprendere la bontà, se non altro per imparare a lodarlo in modo adeguato. Infatti la lode della bontà che proviene da un cuore vuoto e falso, suona assai stonata».

Onestamente c’è da dire, che da allora molte di queste idee sono andate oltre il fine che Shaftesbury si proponeva. Oggi l’eresia è divenuta insolente, mentre il ragionevole buonumore è diventato una feroce critica senza alcun rispetto delle regole e del buon senso. Dio e tutto ciò che lo riguarda è messo in discussione, confinato in luoghi inaccessibili. L’uomo ha preso il posto di Dio. Shaftesbury ci spiega che le scelte sul fanatismo religioso del suo tempo, non nascono dal pensiero religioso, ma sono espressioni violente contro un sistema ritenuto falso, che promette un futuro effimero. Tali idee sono proprie di quelle religioni che si sentono depositarie della verità di Dio e che non vedono nel perdono e nella riconciliazione una via per “salvare” i peccatori. Spesso, costoro non adottano una violenza fisica ma prediligono una natura intransigente e radicale. Bisogna stare attenti anche a chi combatte questo tipo di religione, perché spesso si presenta come appartenente a un mondo di liberati, di individui che non si lasciano sottomettere, paladini di giustizia. Molto spesso questi nascondono un’intransigenza più esigente della loro ex religione che ora tanto disprezzano.

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Per approfondire:

il sonno della ragione   Il sonno della ragione genera mostri

intolleranza-Copia   L’intolleranza dei tolleranti

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Commenti (2)

  • gianni

    |

    Cari di Inattivo, come sapete poiché in passato abbiamo avuto modo di parlarci per email, io sono un disassociato, ma ho sempre apprezzato molti vostri articoli, ma in questo dove avete allegato in rimando “NON ARRENDERTI” e insieme ad una vs personale nota di incoraggiamento, mi hanno colpito in modo piu significativo, io aspetto di Tornare al Creatore nei modi che lui, se vorrà, mi indicherà, ma non voglio tornare ad una Organizazzione umana, ma dentro di me ancora una fiammella arde e voi con le vs parole me lo avete ricordato, desidero di cuore esprimervi i miei piu sinceri ringraziamenti ed apprezzamenti per gli sforzi che fate verso gli inattivi e di rimando verso chi è come me che indegnamente beneficia della vs riflessioni.
    Prego Dio che vi tenga in gran conto e vi benedica non tanto per le mie parole ma per quanto voi fate altruisticamente per gli emarginati spirituali. Grazie!
    Gianni

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    • inattivopuntoinfo

      |

      Ciò che l’uomo emargina Dio l’accoglie. Ce la farai! Grazie per i tuoi pensieri. i.i

      Reply

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