Il coraggio di dire le cose con franchezza

La franchezza è lealtà e schiettezza nel parlare e nell’operare. Si manifesta con una evidente sicurezza nell’affrontare persone o situazioni. Gesù è un esempio di franchezza. Egli parlava a chiunque senza giri di parole. Il contrario di franchezza è ambiguità, doppiezza, falsità, ipocrisia, simulazione. Ma anche paura. Quella paura che rende inerti, rinunciatari e incapaci di qualsiasi iniziativa.

Chi è franco non si sottrae alle responsabilità di rinnovamento dettato dalle esigenze bibliche, né alla trasparenza e alla lealtà nei rapporti fraterni. Il parlare di chi dice e non dice proviene spesso da un animo ondeggiante, ma anche dalla paura di essere giudicato. La franchezza è uno dei comportamenti a cui ogni cristiano è chiamato ad assumere. Non sempre il facile consenso è segno di unità e neppure l’unanimità, purché essa non passi attraverso il confronto schietto e libero.

Se in passato avete smesso di predicare perché la vostra franchezza è stata percepita come una ribellione o una mancanza di rispetto, ricordate che per un po’, la notte dell’arresto di Gesù e dopo la sua morte, tutti gli apostoli smisero di predicare, abbandonando il loro maestro (Matteo 26:56). Ma presto ripresero a farlo attivamente e con coraggio.

Quando furono interrogati, i capi religiosi riconobbero la franchezza di Pietro e Giovanni che da indagati passarono al ruolo di pubblico ministero. Non più accusati ma accusatori (Atti 4:13). Si tratta di un coraggio che disorienta i nemici della verità. E i nemici della verità sono anche dentro la congregazione. Quando la Bibbia parla di “libertà di parola” intende chi si esprime con franchezza e tatto. (Atti 28:30,31) La franchezza e la libertà di parola non provengono dall’istruzione religiosa, né dagli incarichi, né dal ceto sociale, ma dalla fede e dalla forza dello Spirito.

Quando il potere viene meno alla verità e alla libertà si trasforma in una forza minacciosa senza nascondere la sua debolezza. Ha dalla sua parte la forza ma non le ragioni. Il potere fa leva sulla paura, sulle azioni disciplinari, ma quando incontra uomini liberi resta disorientato. Il potere ha bisogno di servi consenzienti, di uomini che rinunciano alla loro dignità. Gli apostoli non sono uomini disubbidienti alle autorità religiose e non rifiutano l’autorità religiosa a priori o per principio. Vogliono che le cose stiano al loro posto: Geova, la verità e la coscienza vengono prima dell’autorità.

L’ubbidienza è una grande virtù come la sottomissione, ma prima a Dio e poi agli uomini. Ricordate: Il potere sconfitto sul piano della verità ricorre all’intimidazione e all’espulsione (Atti 5:40). Questa è falsa franchezza.

Gesù parlava con tanta franchezza da poter dire ai farisei: “Le meretrici vanno davanti a voi nel regno di Dio”. (Matteo 21:31) Gesù si espresse così perché le meretrici credevano in lui e avevano cambiato condotta smettendo di fare il male. I farisei invece si ostinavano a maltrattare i discepoli di Gesù. I veri cristiani sono franchi e coraggiosi nel dire le cose come stanno a chi maltratta i veri discepoli di Gesù, sia dentro che fuori la congregazione.

Anziché avvilirvi potete imparare da questa esperienza apostolica. In un certo senso anche gli apostoli, seppur per un breve periodo, furono “inattivi”. Se gli anziani e i fratelli si parlassero più spesso con genuina franchezza, rispettandosi a vicenda e mostrandosi onore, ci sarebbero meno “inattivi” in congregazione. Quando anziani e “inattivi” si parlano tra loro ciò che deve prevalere non sono i torti o le ragioni, ma Dio, la sua Parola e la coscienza di entrambi.

La franchezza non è mai aggressiva, dura, critica e intimidatoria. Non ha lingua affilata come un rasoio (Salmo 52:2). Non va confusa con l’insolenza o la sfrontatezza. La franchezza non è innata nell’uomo, è il risultato della relazione che abbiamo stretto con Geova sulla base della fede in Gesù Cristo. Non scoraggiatevi se qualcuno si offende per la vostra franchezza: se riferite ciò che dichiara la Bibbia perché dovreste abbandonare Geova e la sua congregazione? Il problema è di chi si offende e non di chi parla con sincera franchezza (Ecclesiaste 7:9). Non c’è nulla di cui vergognarsi o offendersi per la franchezza dei consigli che evidenziano le debolezze. Gli scrittori della Bibbia riportarono con franchezza sia le loro mancanze che quelle della loro nazione.

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Commenti (3)

  • Anonimo

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    Edificante considerazione.Grazie

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  • trismegisto

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    Scusate il nome il nome filosofico. Leggo da oltre un anno, tempo da cui ormai sono inattivo. Mi complimento per tutti gli articoli. Anche questo è straordinario, ma continuo a pensare, che a meno che, persone come voi prendiate il posto di quelli che denunciate, tutto rimarrà com’è. Sono ex PS poi PR e anziano con oltre 35 anni di attività, eppure un anno e mezzo fa per capricci ed esaltazioni di un viaggiante che ha oliato bene il carro dell’inquisizione sono stato fatto fuori in un botto. Via anziano, via dai comitati speciali, via da oratore assemblee, ecc. Sono convintissimo che ormai serva vino nuovo, l’otre è da buttare, probabilmente, e vogliate scusarmi qui, Geova forse è già passato ad altro, affettuosamente.

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    • inattivopuntoinfo

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      Grazie fratello per aver espresso soltanto una piccola parte dei tuoi sentimenti. Certamente avresti molte cose da dire sulla tua situazione. Per questo, se lo desideri, ti concediamo lo spazio sufficiente per raccontarci parte della tua esperienza cristiana. Sono in tanti che stanno vivendo una situazione personale simile alla tua. Ciò dimostra quanto sia pericolosamente dannosa l’inettitudine di alcuni che gestiscono le congregazioni e le circoscrizioni. Ti auguriamo un gran bene. (i.i)

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