Il cristiano IMPRUDENTE

La prudenza salvaguarda la vita, l’imprudenza la mette in pericolo

Questo articolo vuole approfondire il concetto di prudenza e prende spunto dalle parole pronunciate ieri da A. Morris sulla ripresa delle attività spirituali da parte dei Testimoni di Geova.

Secondo Morris, le linee guida in questo periodo di Covid-19 sono dettate da un atteggiamento di prudenza, da un comportamento di cautela ed equilibrio che serve a evitare rischi inutili e pericolosi per la salute.

I testimoni di Geova si sforzano, dunque, di non avere un comportamento palesemente contrastante con le norme ragionevoli e valuta sufficientemente le possibili conseguenze dannose di atti imprudenti. Essi sanno bene che ogni virtù cristiana è una «disposizione» abituale al bene, nel senso che ha come obiettivo una buona azione.

La prudenza «si dà da fare». L’uomo prudente non sta fermo, senza far nulla, ma agisce, costruisce, inventa, pensa, sapendo dove gettare le fondamenta del suo progetto, fidandosi della Parola di Dio.

La prudenza sa «prevedere», come nel caso delle «vergini sagge», che a differenza delle stolte, hanno tenuto conto del possibile ritardo dello sposo e hanno messo da parte una riserva d’olio per le loro lampade (Matteo 25:1-13). Come nel caso delle vergini stolte, l’imprudenza può costare caro a chi, nell’imminenza della venuta di Gesù, abbandona ogni attività, ogni opera buona.

Nonostante la Bibbia descriva Mosè come “un uomo molto mansueto, più d’ogni altro uomo sulla faccia della terra”, racconta di lui un episodio di avventatezza (Numeri 12:3, VR). Pur non essendo affatto un uomo litigioso o uno che discuteva su ogni cosa, agì in modo imprudente a causa delle ingiuste azioni degli altri, Mosè fu provocato dalle cattive azioni di un popolo ribelle. Perciò, l’avventatezza può causare danni anche a persone estremamente caute.

Credere ciecamente a ogni cosa è imprudente e limitarsi a credere in Dio non è sufficiente dal momento che “anche i demoni credono e rabbrividiscono” (Giacomo 2:19). La nostra convinzione nella veracità della Parola di Geova dovrebbe essere forte e dovremmo esprimerla con fiducia, ma sarebbe estremamente imprudente divenire inflessibili e dogmatici.

Per chi usa spesso i social, a causare i guai non è Internet, ma l’uso imprudente che se ne fa.

L’imprudenza, quando si concretizza in un fatto legale, può avere risvolti penali, come ad esempio, quando un conducente di un veicolo passa con il giallo e provoca un incidente mortale. Anche in ambito sanitario, l’imprudenza, può incorrere in un fatto penale, quando un medico o una struttura ospedaliera non hanno fatto ciò che era doveroso fare/non fare in merito alle regole cautelari.

Sinonimo di imprudenza sono: avventatezza, imprevidenza, leggerezza, precipitazione, sconsideratezza, spericolatezza.

In genere, la prudenza fa da guida a molte altre virtù spirituali. Bisogna però ammettere che un’azione imprudente compiuta in un momento di debolezza, benché sia da biasimare, non rende l’individuo un indurito peccatore.

Possiamo dunque dire, che il Corpo Direttivo, preso atto di questa pandemia e presagendo eventuali sviluppi futuri, ha preso e continua a prendere per tempo le misure adatte a fronteggiare e a superare tale emergenza, avendo come principale obiettivo la salvaguardia della vita umana.

Nell’arte, la prudenza viene raffigurata da una donna con un serpente in una mano e nell’altra con uno specchio, a voler indicare di “essere cauti come serpenti” e a guardarsi le spalle come si fa con uno specchio retrovisore.

Nella basilica di Sant’Eustorgio, a Milano, si trova una scultura, dove è rappresentata una donna con tre volti di diverse età (vecchiaia, maturità e giovinezza), perché essere prudenti significa avere “buona memoria delle cose passate, buona conoscenza delle cose presenti e buona previdenza di quelle future”,

Dalla prudenza provengono solo buoni e saggi consigli, che conducono a buon fine le iniziative intraprese. Quando Geova apparve in sogno al giovane Salomone, gli disse: “Chiedi ciò che devo darti”. Invece di chiedere ricchezza, gloria e vittoria, Salomone chiese un cuore saggio, pieno di intendimento e ubbidiente, per essere in grado di giudicare Israele.

L’umile richiesta del re Salomone di essere saggio e prudente nella guida del popolo piacque a Geova che gli diede anche ricchezza e gloria, dicendo: “Così che non ci sarà fra i re nessuno simile a te, per tutti i tuoi giorni” (1 Re 3:4-13).

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