Il Cristo velato: quando lo spirito prevale sulla materia

Il Cristo velato è un’opera dello scultore napoletano Giuseppe Sanmartino situata nella Cappella del Sansevero a Napoli. il velo è scolpito in un unico blocco di marmo insieme al corpo sottostante. Si tratta di una scultura che ha sempre affascinato per le emozioni che suscita.

Adagiato su un materasso marmoreo, a grandezza naturale, il corpo di Cristo giace esanime. Sulle mani e sui piedi i segni dei chiodi, sul corpo si evidenziano le vene e i muscoli tesi, quasi nel tentativo naturale di opporsi all’inesorabile avvicinarsi della morte.

Un leggerissimo, frastagliato velo copre il corpo in una moltitudine di pieghe. La narice sembra aspirare con un soffio lieve il velo che lo copre, mentre la ruga della fronte sembra palpitare. È come se sotto quel velo non ci sia un corpo privo di vita, ma uno momentaneamente addormentato. Un riferimento alla Resurrezione o allo svelamento della conoscenza della verità.

Nel video sotto, Sgarbi ne fa una descrizione magistrale: «L’arte è la cosa che più ci avvicina a Dio perché è un perfezionamento dell’impresa di Dio… Un capolavoro d’arte ci fa pensare che la mano di Dio abbia guidato l’artista a proseguire la sua opera creatrice… Lo spirito di creazione vale per il creato e anche per queste cose che sono natura, prima montagna, poi dentro ci sono delle pietre che vengono estratte, pulite e perfezionate… e in quelle pietre c’è una forma di cui l’artista ne tira fuori l’anima». «Credo che l’intenzione profonda – conclude il critico – che ha mosso lo scultore in questa immagine unica [il Cristo velato] sia quella in cui lo spirito prevale sulla materia».

Lo spirito di Dio è “potenza oltre ciò che è normale”. (2 Corinti 4:7) Questo consente ai suoi servitori di sopportare prove di fede o di fare cose altrimenti impossibili. Non esiste contrapposizione tra spirito e materia. Tutt’e due sono sacre perché hanno origine da Dio e si completano fra loro. Entrambi sono il risultato della mano di Dio.

Se concentriamo i nostri sforzi per attivarci spiritualmente diamo potenza allo spirito sulla materia. È come togliere quel velo leggero che ricopre il nostro corpo inattivo e risorgere in senso metaforico a una nuova vita cristiana, attiva e dinamica, a seconda di come lo spirito di Dio decide liberamente di dare forma e luce.

Come descritto nell’articolo dei Quattro prigioni di Michelangelo, statue incompiute e metafora dell’uomo imperfetto che brama il ricongiungimento con lo spirito di Dio, così è per certi versi lo spirito di quel fratello lontano che lotta per liberarsi da quell’opprimente materia che lo tiene rinchiuso nel suo involucro di inattività.

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