Il destino è nelle nostre MANI

È stata definita la pandemia del sapone

I farisei con l’ossessione per le abluzioni difficilmente sarebbero stati contagiati dal Covid-19

Le mani, che strumenti meravigliosi! “Tutto ciò che la tua mano trova da fare, fallo con la tua medesima potenza”, esortò il re Salomone (Ecclesiaste 9:10). Non a caso egli scelse la mano come simbolo delle attività umane.

Non esistono due dita che abbiano le stesse impronte digitali. Senza le mani faremmo poco o niente. Definite un capolavoro di progettazione, le mani parlano di noi, possono dire molte cose. Una calorosa stretta di mano, una tenera carezza, un pugno chiuso, un dito puntato, sono tutti gesti che dicono qualcosa di noi. Molti troverebbero difficile parlare senza arricchire il discorso con qualche gesto enfatico o descrittivo.

Il termine ebraico per mano ha una vasta gamma di significati. Può significare “autorità”, “generosità”, “potere” e così via. I farisei erano ossessionati dal lavaggio delle mani. Loro sì, che sarebbero stati ligi al protocollo del Ministero della Salute a differenza degli italiani troppo indisciplinati.

In una circostanza, i farisei se la presero con Gesù: “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli uomini del passato? Per esempio, non si lavano le mani prima di mangiare” (Matteo 15:2). Dio non ha mai detto al suo popolo di seguire il rituale di lavarsi le mani fino al gomito (Marco 7:3). Per i farisei non farlo costituiva una grave mancanza.

Shakespeare scrisse: “C’è un momento in cui l’uomo è padrone del suo destino”. In effetti, la Bibbia mostra chiaramente che le scelte che facciamo influiscono sul nostro destino.

In che senso il destino è nelle nostre mani? In questo periodo pandemico, l’uso delle mani è limitato e questo comporta, da una parte una grande privazione sociale e affettiva, dall’altra, grazie al nostro comportamento, determineremo la diffusione o la riduzione del contagio.

Spiritualmente, invece, il destino è nelle nostre mani nel senso che “se la nostra mano ci porta a peccare, va tagliata e gettata via. È meglio monco che essere gettato con tutto il corpo nel fuoco eterno” (Matteo 5:29). Morale: si deve fare di tutto per non inciampare e per non fare inciampare altri.

C’è un destino preordinato che è nelle mani di Dio: un proposito per la terra. Rivelazione 21:3, 4 dice: “Ecco, la tenda di Dio è col genere umano ed egli risiederà con loro, ed essi saranno suoi popoli. E Dio stesso sarà con loro. Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate”.

Sì, la terra Dio l’ha destinata a diventare un paradiso ed è sua intenzione che l’uomo vi abiti. Quando l’uomo lo implora, Dio gli afferra la mano, lo rincuora e gli fornisce l’aiuto necessario affinchè possa vivere in un nuovo mondo (Isaia 41:13).

La domanda è: Voi fratelli lontani ci sarete? Tutto dipende dalle scelte che fate adesso. Geova non vi ha destinati a diventare inattivi e a rimanerci. Non fu sua questa scelta. Anzi.

Il 5 maggio è la data scelta dall’OMS per celebrare la Giornata del lavaggio delle mani. Il Corriere della Sera, nell’inserto Corriere Salute, ha preparato un dossier al riguardo. Il Covid-19 ha penalizzato la funzione delle mani, in particolare le funzioni affettive e sociali cui esse sono associate.

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