Il dono della PERSPICUITA’

«Presta costante attenzione a te stesso e al tuo insegnamento. Persevera in queste cose, perché così facendo salverai te stesso e quelli che ti ascoltano» (1 Timoteo 4:16). «Allo stesso modo, se con la lingua non proferite parole facilmente comprensibili, come si saprà cosa viene detto? Parlerete al vento» (1 Corinti 14:9)

Non c’è peggior cosa, durante un’adunanza, di essere costretti ad ascoltare un oratore che non riesce a esprimere bene persino i concetti più elementari e di un uditorio che non riesce a stare attento a quanto ascolta. A questo proposito, Georg Christoph Lichtenberg, fisico e scrittore tedesco, noto per i suoi aforismi, consiglia quando capita di parlare dal pulpito e di non essere ascoltati, di fare come un vescovo di Londra:

Quando un predicatore si accorge di non essere ascoltato dai suoi fedeli dovrebbe fare come un certo dottore Alymer, vescovo di Londra. Quando costui vide che la maggior parte degli intervenuti dormiva cominciò ad un tratto a leggere ad alta voce una Bibbia tascabile scritta in ebraico. D’improvviso tutti si mostrano attentissimi. Allora egli disse: “Che gente fina e saggia siete! State attenti quando vi leggo qualcosa di cui non capite una parola, e dormite quando parlo con voi nella vostra lingua materna di cose dalle quali dipende la salvezza delle vostre anime”.

E’ stupefacente quando chi parla non capisce quello che dice e lo fa come se lo capisse e lo fa credere a chi lo ascolta, quando non fa altro altro che dirselo e basta. E’ anche paradossale che certi discorsi incomprensibili e oscuri hanno un potere affascinante. Quasi sempre ottengono l’ammirazione degli ignoranti che prendono per oro colato tutto ciò che non capiscono. Un esempio calzante sono quei ragionamenti che vengono fatti on line dove certi pastrocchi di commenti e di post senza senso vengono spacciati come discorsi di un elevato spessore spirituale. Rispetto al passato, oggi è diventato più facile accettare discorsi privi di contenuto, ma che di primo acchito suonano così splendidamente illuminanti da essere accettati come discorsi di esperti in materia.

In passato, uomini illustri hanno difeso la perspicuità, ad esempio Galileo scrisse: “Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi”. Ma la cosa sorprendente è che le frasi nebulose e i paroloni con cui rispondono a dei post o scrivono articoli, godono presso molti di un tale prestigio che gli ascoltatori o i visitatori digitali si sentono gratificati anche se non riescono a capirci un’acca. Anzi, se si cerca di fare chiarezza per facilitare la comprensione, alcuni si arrabbiano pure e ti coprono anche d’insulti. Come i cani e i gatti amano essere lisciati così alcuni amano essere verbalmente accarezzati con post che li lisciano e li adulano. Per chi cerca di addentrarsi con il suo intelletto in questo mare di idiozia, valgono le parole di Proverbi 26:4 “Non rispondere allo stupido secondo la sua stoltezza, per non scendere al suo stesso livello”.

Senza svilire l’essenziale confondendolo con il futile o l’inutile, occorre onestamente dire che ogni scrittura presenta la propria personalità e che qualsiasi comunicazione (parlata o scritta) è in teoria comprensibile. Al massimo si potrà giudicarla priva di personalità, oppure poco scorrevole, confusamente errabonda, di decifrazione difficoltosa, ma, come in tutte le discipline dello scibile, attraverso l’apprendimento si appianano le difficoltà. E anche con un buon vocabolario.

Che cos’è la perspicuità?

Letteralmente: il lasciarsi attraversare dalla luce. In senso figurato: ‘guardare dentro, osservare attentamente’; penetrare con lo sguardo; ha come sinonimi trasparenza e chiarezza.

In sostanza significa evitare di menzionare dettagli non necessari che potrebbero confondere chi ascolta. Usare sempre un linguaggio semplice. Spiegare le parole che non sono di uso comune. Usare il meno possibile espressioni che chi ascolta non conosce. Se devi menzionare un termine o un personaggio biblico non molto conosciuto, dare una spiegazione. Il cristiano perspicuo ha la capacità di esaminarsi e di esaminare il mondo esterno in maniera attenta. Se esaminate il parlare dei politici, dei burocrati, di certi intellettuali, vi accorgerete di trovarvi in un mare di nebbia. Per loro ciò che conta è non farsi capire.

In un vertice tenuto nel 1988 in Canada, un noto politico italiano, allora primo ministro, (De Mita) ha parlato senza essere compreso, facendo arrabbiare la Thatcher e creando sconcerto tra i politici e i giornalisti presenti. Per non parlare dei burocrati dal linguaggio pieno di difficoltà semantiche. Alcuni si esprimono on line come Lotito o Spalletti.

Il perspicuo vede chiaro in un mondo prolisso e logorroico

Prima ancora di parlare e di scrivere bisogna pensare con perspicuità. Il valore della chiarezza e della semplicità è immenso perché fa risparmiare tempo e denaro. Inoltre, la perspicuità aiuta a evitare gli inganni e i pericoli che altrimenti svierebbero con facilità gli incauti. Aiuta a risolvere problemi e situazioni della vita altrimenti spinosi. Non commettete l’errore di far pensare altri al vostro posto. Come cristiani abbiamo la Bibbia per guidare i nostri pensieri. In questo modo la mente si apre per ricevere informazioni che toccano ogni campo dell’attività umana. Essa ci aiuta a soppesare le nuove informazioni servendosi delle sue norme e le inserisce nel modello del suo pensiero. Ogni giorno abbiamo bisogno di pensare con chiarezza per separare ciò che è sbagliato da ciò che è giusto.

La perspicuità è una delle caratteristiche principali dell’eloquenza. E’ una virtù che coloro che si muovono in Internet, ma anche tra coloro che hanno la responsabilità di trasmettere la conoscenza biblica in congregazione, coltivano poco. Non c’è da meravigliarsi se poi i fratelli non comprendono ciò che ascoltano, in particolare quando si toccano argomenti profetici e dottrinali.

Siamo quello che comunichiamo. Esprimersi bene significa innanzitutto conoscere bene se stessi. Scegliere con cura le parole significa descrivere meglio la realtà, capire e farsi capire. Parlare male significa pensare male, avere difficoltà a capirsi, usare solo il bianco e il nero per dipingere la complessità della vita. Le parole hanno il potere di cambiare la vita. Pensate tutte le volte che veniamo fraintesi per esserci espressi male. Forse ciò è dovuto a una mancanza di sintesi dei nostri pensieri. Ci dilunghiamo troppo in particolari che creano solo confusione. Alla fine nessuno ci legge o ci ascolta.

Per collegarci alle scritture introduttive dell’articolo, in gioco c’è la salvezza di chi insegna e di chi ascolta. Ecco perché è vitale essere chiari. L’anziano di congregazione deve saper leggere ed esprimersi bene e in maniera edificante a beneficio dell’uditorio. Deve aiutare la congregazione a crescere in amabilità e umiltà, evitando lui per primo l’arroganza che irride. Dobbiamo rendere “attraente l’insegnamento del nostro Salvatore” (Tito 2:10). Lo scopo di un buon pastore e insegnante è di non appiattire l’insegnamento biblico. Far questo richiede un impegno per rendere chiari e accessibili i concetti biblici che appaiono complicati, sia attraverso illustrazioni sia con esempi.

Gesù fu il più grande esempio di perspicuità, persino i bambini comprendevano le sue parole

La dottrina della perspicuità (chiarezza) della Scrittura significa che insegniamo ai nostri fratelli a pensare, a discernere e a essere capaci di respingere tutto ciò che è contrario alle Scritture. Le conversazioni quotidiane servono ad affrontare con garbo le inesattezze bibliche, procedendo con grazia e con mano leggera. Il cristiano non ha bisogno di litigare e di contendere. (2 Timoteo 2:24,25)

Ogni volta che predichiamo, Dio ci ascolta, e le persone che Dio ci chiama a sfamare ci ascoltano. Le loro vite, nel tempo, rispecchieranno l’impatto del nostro insegnamento, nel bene o nel male. La chiarezza è, in sostanza, pensare secondo i pensieri di Dio e comunicarli nel modo migliore e più accurato che possiamo. Aggiungiamo, per quanto riguarda i fratelli lontani, che molte incomprensioni sono dovute alla mancanza di chiarezza o di perspicuità, non certamente a una cattiva volontà. Si possono ricomporre i pezzi con una maggiore chiarezza nell’esporre i propri pensieri senza necessariamente incorrere di nuovo in fraintendimenti, malintesi e interpretazioni negative delle proprie vicende personali?

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (1)

  • Tommaso

    |

    Interessante articolo sulla chiarezza, comunque (per essere chiari) non sempre si può accontentare tutti. C’è anche da dire che a essere troppo chiari nel dire le cose o ti crei inimicizia o disorienti troppo gli altri. Quando qualcuno è logorroico può avere i suoi vantaggi, hai tempo per dormire o pensare! 😂

    Reply

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA