Il dubbio di Tommaso

Incredulità di san Tommaso, Andrea del Verrocchio, Firenze

 Non permettete che i dubbi altrui distruggano la vostra fede in Geova

La scultura coglie l’attimo evangelico in cui l’apostolo Tommaso, un gradino sotto, sta per toccare con la mano la ferita nel fianco di Cristo risorto. I due sono rappresentati mentre parlano fra di loro. Cristo alza il braccio destro e con la sinistra scosta la veste per far vedere la ferita sul corpo inflitta con la lancia da un soldato romano (Giovanni 20:24-29).

Il Verrocchio ha voluto rappresentare Tommaso in un momento in cui il dubbio è ancora più dubbio. Infatti, ha un momento di esitazione prima di toccare lo squarcio sul costato di Gesù. I suoi dubbi, espressi in precedenza, raggiungono in questo istante il limite della fede, che spesso è il contrario del dubbio. Indugia per un momento anche di fronte all’evidenza da lui reclamata.

Questa scultura ha una sua particolare storia nella Firenze medicea. Richiese vent’anni per essere realizzata ed era di proprietà dell’Università della Mercanzia, dove si trovava il tribunale che giudicava le cause tra i mercanti fiorentini.

Il tribunale è il luogo dove viene amministrata la giustizia, il posto in cui i dubbi relativi ai contenziosi vengono chiariti e giudicati definitivamente. Inoltre, Tommaso era un santo caro ai Medici. Credevano che nessuno poteva fermarlo quando c’era da accertare la verità. Applicavano al loro casato il Tommaso che scandaglia, ricerca, esamina accuratamente e cerca di conoscere quanto è nascosto o tenuto segreto, senza peraltro interrogare apertamente.

Dai racconti dei Vangeli, Tommaso si fa notare per il suo carattere piuttosto impetuoso nell’esprimere i suoi sentimenti e nell’esternare i suoi dubbi. Comunque, una volta dissipati questi dubbi, non esita a manifestare le sue convinzioni.

Nella letteratura il dubbio più conosciuto è il verso shakespeariano di Amleto (“Essere o non essere: questo è il problema”), mentre nell’arte è Tommaso la figura che più rappresenta non solo il dubbio, ma anche quelle emozioni che lacerano l’esistenza umana.

Incredulità di San Tommaso, Caravaggio, Potsdam, Germania

A differenza del Verrocchio, che lascia volutamente uno spazio, Caravaggio invece coglie l’attimo in cui Tommaso mette il dito della mano dentro la ferita di Gesù.

Tommaso è il modello che gli artisti hanno più ritratto per esprimere i dubbi, ma è anche il simbolo con il quale i cercatori dello spirito si spingono oltre il già detto, oltre il già visto. Costoro hanno bisogno anche di certezze e sicurezze che li riparino dalle spiacevoli eventualità. Insoddisfatti delle risposte che ricevono, percorrono strade nuove del sapere pur di raggiungere un equilibrio interiore che li possa soddisfare appieno.

Il dubbio è uno stato di incertezza che se usato nel modo giusto serve a conoscere chiaramente ciò che si sta cercando. La verità è tale, non solo perché è basata sulla certezza, ma anche perché lascia spazio al dubbio. Gesù permise che Tommaso dubitasse pur di accertarsi della verità. Non lo condannò, lo riprese dolcemente, dicendo: “Felici quelli che non vedono e credono” (Giovanni 20:24-29).

Quindi, non tutti i dubbi sono dannosi. Prima di credere in qualcosa a volte bisogna aspettare finché non si è sicuri dei fatti. In materia di religione, le esortazioni a credere semplicemente e a non dubitare di nulla sono pericolose e ingannevoli. La Parola di Dio avverte di non “riporre fede in ogni parola”. (Proverbi 14:15) Incoraggia a provare “le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio” (1 Giovanni 4:1). Il punto è: il dubbio è sincero? Una volta chiarito, si accetta la verità e la si segue anche quando ci dà torto?

I dubbi non devono rimanere tali e caratterizzare per sempre il proprio atteggiamento. Una volta svelati non hanno motivo di esistere, anche quando non si è d’accordo con il punto chiarito. Non ha senso provare dubbi su una cosa già chiarita in precedenza e spiegata correttamente.

Il dubbio è una tappa obbligata che porta alla verità non al traguardo. Se il dubbio persiste, forse non è la verità che si sta cercando, ma qualcos’altro che potrebbe essere il contrario della verità. Il dubbio ha due facce, una positiva e una negativa. Nella ricerca della verità dipende quale faccia ci piace di più mostrare nella nostra vita.

Il dubbio è una scelta che rende incerti, la fede è una certezza che ci fa scegliere.

Il dubbio positivo e sincero non ha nulla a che vedere col dubbio patologico, che per molti, quest’ultimo rappresenta solo una scusa per non accettare la verità e che fa sprofondare la fede in uno stato di inattività e di immobilismo spirituale.

L’apostolo Paolo avverte che “in successivi periodi di tempo alcuni [che forse inizialmente sembrano avere una fede forte] si allontaneranno dalla fede, prestando attenzione a ingannevoli espressioni ispirate e a insegnamenti di demoni” (1 Timoteo 4:1).

Nella scultura del Verrocchio, lo spazio lasciato di proposito tra la mano di Tommaso e la ferita di Gesù, “è quasi un voler lasciare aperta la porta al dubbio, che può tornare in un uomo che fa fatica a passare oltre e a dimenticare quello che è successo al Maestro, sulla cui parola [Tommaso] aveva scommesso tutta la sua vita”. (Nunzio Galantino).

Prendete sul serio il pericolo costituito dai dubbi. Una volta conosciuta e accettata come la verità, i dubbi sono leciti, non per mettere in discussione una verità già acclarata, ma soltanto quando “qualcuno insegna un’altra dottrina e non è d’accordo con il sano insegnamento che viene dal nostro Signore Gesù Cristo, né con l’insegnamento che è in armonia con la devozione a Dio” (1 Timoteo 6:3).

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