Il fascino dei libri tradizionali e il vantaggio della lettura digitale

I Testimoni di Geova hanno battezzato il giovedì, come il giorno mondiale dell’adunanza infrasettimanale. Questo giovedì sera, davanti al pc ha inizio la seconda parte dell’adunanza: VITA CRISTIANA. Dopo il cantico su Zoom, tutti seduti, va in onda il video Rapporto del Comitato Editoriale (2018).

Sulla penombra di uno sfondo grigio sfumato, appare Stephen Lett, il più sorridente tra tutti i membri del Corpo Direttivo. Forse è il più simpatico per quella sua originale qualità oratoria, espressa con un tipico movimento mascellare. Egli introduce il video con la sua consueta passione:

“Il video che segue mostra chiaramente che ne è conseguito un notevole risparmio di denaro ogni anno e ora grazie a questo [all’uso del digitale], l’organizzazione può utilizzare quelle risorse per sopperire ad altri bisogni urgenti”.

Bene, seguiamo i risultati snocciolati da Daniel Gordon, assistente del comitato editoriale, che evidenziano i benefici di questa scelta editoriale. Tiriamo un sospiro di sollievo, la diatriba nata qualche anno fa sui social è partita chiusa: digitale 5 cartaceo 0.

Vedi gli articoli: Geov@ e Generazione tablet

L’adunanza su Zoom, con pc, tablet e telefonino è la pietra tombale di una clamorosa vittoria delle pubblicazioni digitali su quelle cartacee. Il dibattito on line aveva appassionato anche noi di Inattivo.info, che scrivemmo la nostra, tra le miriadi di predizioni fauste e infauste che si leggevano allora sui blog.

Avete una vaga idea di quanti alberi abbiamo risparmiato in questo modo? Ora, possiamo avere un’intera biblioteca in un dispositivo elettronico, invece di avere nella borsa del servizio una grossa quantità di riviste, opuscoli e libri, che ogni anno allungavano di qualche centimetro i nostri arti superiori.

Hai detto bene Lett, le pubblicazioni del futuro adesso sono alla portata di tutti. Ti abbiamo osservato, un sorrisino fiero ricopriva il tuo viso. Superata la prova del digitale anche tra i Testimoni di Geova! Dall’altra parte, quella dei profeti di sventura, che con la schiuma in bocca, accusavano: “Come vi permettete voi del Corpo Direttivo di sostituire la millenaria carta con un così precario strumento di lettura”.

Agguerriti e determinati difensori delle pubblicazioni cartacei, osteggiavano l’apertura agli apparecchi elettronici. Per loro, ed è comprensibile e per certi versi anche condivisibile, il libro non è affatto una semplice rilegatura di pagine stampate, bensì un simbolo di sapienza e cultura. Ogni libro ha la sua storia. Vuoi mettere il piacere di sfogliare un libro di carta e sentire il tipico odore dei libri nuovi che piace tanto?

“Come faranno gli anziani a seguire le adunanze con il formato digitale se non hanno mai avuto dimestichezza con i dispositi elettronici”. Eccovi serviti, tutti voi che indignati piangevate le tragedie e ridevate dei tragediatori. I proclamatori anziani, che hanno avuto la sorprendente capacità di sapersi reinventare, sono tra i più appassionati smanettatori degli apparecchi elettronici. E sì, stanno proprio vivendo una seconda giovinezza.

Le pubblicazioni elettroniche e le adunanze su Zoom stanno conquistando un numero sempre più crescente di Testimoni. Tanti i contenti e naturalmente qualche scontento. Non si può avere tutto dalla vita.

Il Covid che ha notevolmente peggiorato la crisi del cartaceo, ha dato il via definitivo al digitale dove è possibile scaricare gratis una quantità notevole di informazioni in maniera facile e istantanea.

La soluzione tra i TdG di adottare un modo digitale per cambiare la modalità di lettura e di studio delle pubblicazioni, è confermata dai risultati ottenuti, soprattutto in chiave economica.

Il passaggio da atomi, ovvero giornali, riviste, quotidiani e libri, a bit, che non ha colore, peso e dimensione, ma che ha il vantaggio di viaggiare alla velocità della luce, sta portando i TdG a una nuova dimensione e a un nuovo stile di apprendimento e di studio.

Forse in futuro non si stamperanno più pubblicazioni cartacei e uno viluppo delle nuove tecnologie non farà che avvantaggiare l’umanità, che però non dovrebbe privarsi del piacere di leggere la tradizionale Bibbia in formato cartaceo. Quello che oggi abbiamo a disposizione forse in futuro le generazioni non lo avranno più e cioè lo speciale e unico piacere di leggere un libro tradizionale e di sfogliarlo tra le mani.

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