il GIUSTO e l’IPOCRITA

Fra i tanti aforismi di Canetti, scrittore, saggista e aforista bulgaro (1905- 1994), questo richiama l’attenzione su due aggettivi qualificativi: il giusto e l’ipocrita. Entrambi qualificano due tipi di persone completamente agli opposti. Secondo Canetti, la persona giusta ha la capacità di modificarsi decine di volte al giorno, l’ipocrita, pur di mantenere la sua posizione, non cambia neanche in quarant’anni.

Sono molti i meriti dello scrittore di origine ebraica che gli sono valsi nel 1981 l’assegnazione del Nobel per la letteratura. Uno di questi è l’arte con la quale riesce a far suscitare molte riflessioni sul comportamento degli uomini, riguardo alla problematica del comando e dell’ubbidienza.

Egli era contro il potere, inteso come ingiusto e ipocrita, qualità negative necessarie ai potenti per guidare le masse e indurle all’ubbidienza. E’ difficile gestire il potere e agire correttamente. Senza la maschera dell’ipocrisia è difficile occupare posizioni di comando e mantenerle. L’ipocrita può rimanere nella stessa posizione anche per quarant’anni.

Secondo il concetto biblico, essere giusti vuol dire attenersi alle norme di Dio in quanto al bene e al male. Mentre l’ipocrita è colui che pretende di essere quello che non è, che non agisce in armonia con ciò che dice. La persona che ha la giusta veduta di sé, ha la giusta veduta di Dio. Il giusto, a differenza dell’ipocrita, può cambiare atteggiamento e trasformarsi per il bene suo e quello degli altri. Ecco perché in Proverbi 24:16, come nel caso dei fratelli inattivi, si legge: “Il giusto può cadere pure sette volte, e certamente si leverà”. La Bibbia incoraggia a non arrendersi nelle prove. Alla fine quello che conta veramente non è quante volte si cade, ma quante volte ci si rimette in piedi.

L’ipocrita ha sempre una doppia faccia, che usa spesso per non cadere dalla sua posizione e se cade, usa l’una o l’altra faccia per nascondere la caduta. Simula, cercando di dimostrare che lui è diverso da quello che realmente è. Il cristiano giusto non critica i suoi fratelli e lo fa per una questione di giustizia, mentre l’ipocrita ostenta quello che fa per farsi notare dagli altri, anzi non fa nulla per togliersi la trave che ha nell’occhio. Dopo quarant’anni è ancora lì a criticare. Il giusto riesce a cambiare anche quaranta volte in un solo giorno. E se, all’ipocrita, la critica gli serve per mantenere o occupare il potere, lo fa senza crearsi nessun problema.

Il potere ipocrita è contro il benessere del popolo, oltre a indurlo all’ubbidienza, lo aggrava di ulteriori pesi. Non è lui a dover cambiare per mettersi al servizio delle masse, ma fa cambiare gli altri per mantenere il potere. L’ipocrisia non si può nascondere all’infinito (Luca 12:1-3). Così come gli atti giusti prima o poi verranno a galla.

Il comportamento ipocrita delle persone religiose può farci allontanare con disgusto dalla religione. Tuttavia una reazione del genere ci impedirebbe anche di vedere la sincerità dei veri adoratori. Le barriere stesse che costruiamo per proteggerci dall’ipocrisia possono, in effetti, allontanarci dai veri amici. Dovremmo quindi reagire all’ipocrisia in modo ragionevole ed equilibrato.

Le persone che si muovono nel web possono affermare di avere le intenzioni più nobili e apparire molto sincere, ma dobbiamo agire con una certa cautela e non farci convincere subito dalle apparenze delle loro parole. Non li vediamo fisicamente, quindi è ancor più facile farsi ingannare. Non meravigliatevi, anche nella congregazione cristiana sono comparsi degli ipocriti: “scogli nascosti sott’acqua… pastori che pascono se stessi senza timore, nubi senz’acqua portate qua e là dai venti, alberi di tardo autunno, ma infruttuosi” (Giuda 12).

Tenere gli occhi aperti in congregazione o nel web, vuol dire evitare di farsi ingannare da chi si finge amorevole ma che in effetti è egoista e incoraggia opinioni che non si basano sulla Parola di Dio. Come uno scoglio che si trova sotto la superficie di acque tranquille, una persona del genere può causare il naufragio spirituale degli incauti. (1 Timoteo 1:19) L’ipocrita può promettere molto in termini di ristoro spirituale ma si rivela una ‘nube senz’acqua’ che non produce pioggia. Come un albero infruttuoso, l’ingannatore non produce frutti cristiani genuini. (Matteo 7:15-20; Galati 5:19-21) Naturalmente, nel far questo, dobbiamo evitare di sospettare dei motivi di tutti i fratelli.

Sei, dunque, un cristiano giusto, che pur cadendo 40 volte in un giorno, per quaranta volte si rialza? Oppure, preferisci rimanere incoerentemente per quarant’anni della tua opinione, pur sapendo che è ipocrita e pur di mantenere la posizione che hai determinato di scegliere?

 

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