Il ministero di recupero per i perduti

Una proposta.

Il logo del Giubileo riprende il messaggio contenuto nel Vangelo e raffigura “Gesù che sostiene l’uomo”. Realizzato da un Padre gesuita, il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo, e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Un particolare, inoltre, non può sfuggire: il Buon Pastore con estrema misericordia carica su di sé l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel Suo sguardo l’amore del Padre.

Questo articolo/proposta nasce dalla lettura della bolla di indizione del giubileo Misericordiae Vultus, il volto della misericordia, da parte di Papa Francesco (28 pagine di toccante umanità e impregnate di commoventi scritture della Bibbia). Il Giubileo straordinario della Misericordia si è aperto l’8 dicembre 2015 e si concluderà il 20 novembre 2016. Riportiamo di seguito alcuni stralci della bolla.

La misericordia sarà sempre più grande di ogni peccato, e nessuno può porre un limite all’amore di Dio che perdona.

La parabola del re e dei due schiavi debitori [Mt.18:23-35] contiene un profondo insegnamento per ciascuno di noi. Gesù afferma che la misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli.

«Misericordiosi come il Padre», dunque, è il “motto” dell’Anno Santo. (Lc.6,36)

In questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta. Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto.

Nella Quaresima di questo Anno Santo ho l’intenzione di inviare i Missionari della Misericordia… Saranno sacerdoti a cui darò l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica… Saranno soprattutto segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in ricerca del suo perdono. Saranno dei missionari della misericordia perché si faranno artefici presso tutti di un incontro carico di umanità, sorgente di liberazione, ricco di responsabilità per superare gli ostacoli e riprendere la vita nuova del Battesimo. Si lasceranno condurre nella loro missione dalle parole dell’Apostolo: «Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti» (Rom 11,32).

Chiedo ai confratelli vescovi di invitare e di accogliere questi Missionari, perché siano anzitutto predicatori convincenti della misericordia… Si organizzino nelle Diocesi delle «missioni al popolo», in modo che questi missionari siano annunciatori della gioia del perdono. Si chieda loro di celebrare il sacramento della Riconciliazione per il popolo, perché il tempo di grazia donato nell’Anno Giubilare permetta a tanti figli di ritrovare il cammino verso la casa paterna. I Pastori… siano solleciti nel richiamare i fedeli ad accostarsi «al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia» (Eb 4,16). Il mio invito alla conversione si rivolge con ancora più insistenza verso quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita. Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi toccare il cuore.

Non sarà inutile in questo contesto richiamare al rapporto tra giustizia e misericordia. Non sono due aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un’unica realtà che si sviluppa progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella pienezza dell’amore. Per superare la prospettiva legalista, bisognerebbe ricordare che nella Sacra Scrittura la giustizia è concepita essenzialmente come un abbandonarsi fiducioso alla volontà di Dio.

Da parte sua, Gesù parla più volte dell’importanza della fede, piuttosto che dell’osservanza della legge. È in questo senso che dobbiamo comprendere le sue parole quando, trovandosi a tavola con Matteo e altri pubblicani e peccatori, dice ai farisei che lo contestavano: «Andate e imparate che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9,13). Davanti alla visione di una giustizia come mera osservanza della legge, che giudica dividendo le persone in giusti e peccatori, Gesù punta a mostrare il grande dono della misericordia che ricerca i peccatori per offrire loro il perdono e la salvezza. Sant’Agostino, quasi a commentare le parole del profeta dice: «È più facile che Dio trattenga l’ira più che la misericordia». È proprio così. L’ira di Dio dura un istante, mentre la sua misericordia dura in eterno

Nella bolla, Francesco, rivela la sua volontà di istituire nelle Diocesi, i Missionari della Misericordia, un gruppo di sacerdoti da lui autorizzati ad accogliere nel perdono i fedeli e a superare gli ostacoli che impediscono di riprendere il loro Battesimo. Francesco invita poi tutti quelli che si sono allontanati da Dio a motivo della loro condotta, a lasciarsi toccare il cuore, perché questo è il momento favorevole per ritornare a Dio e ricevere di nuovo la sua grazia.

L’anno della Misericordia di Dio coincide per i cattolici con il momento del ritorno di tutti quelli che si sono allontanati dalla loro casa. I Testimoni di Geova (quelli veri) sanno a chi sono rivolte le parole di Galati 6:1,2 «Fratelli, anche se un uomo fa qualche passo falso prima che se ne renda conto, voi che siete spiritualmente qualificati cercate di ristabilire  tale uomo con uno spirito di mitezza, badando a te stesso affinché anche tu non sia tentato. Continuate a portare i pesi gli uni degli altri, e così adempite la legge del Cristo». Sono gli anziani delle congregazioni quelli che scritturalmente hanno la responsabilità di aiutare un fratello prima che faccia un passo falso. Se non lo hanno fatto prima non è escluso che non lo possano fare anche dopo. Agli occhi di Dio, ci sono già uomini qualificati in grado di prestare aiuto a coloro che si stanno allontanando o si sono allontanati dalle congregazioni. A parole!

Con i fatti si sta iniziando questo mese con l’invito agli inattivi e ai disassociati, alla Commemorazione e al discorso speciale. Ciò è dovuto più a una circolare del CD che incoraggia i corpi degli anziani e le congregazioni a far questo, piuttosto che allo spirito della scrittura di Galati riportata sopra. E’ l’amore che deve motivare questi incontri e non una lettera scritta. Se non si mostra misericordia a questi fratelli difficilmente l’iniziativa avrà la benedizione di Geova. Siccome non tutti gli anziani e le congregazioni sono in grado di aiutare quelli che si sono allontanati (e sono milioni) perché allora non istituire il ministero di recupero? Quante chiese sanno come recuperare e reintegrare i loro membri che si sono allontanati? Persino il papa si è reso conto che c’è la necessità in ambito cattolico di istituire un gruppo di missionari qualificati per aiutare i cattolici che hanno abbandonato la loro chiesa a rientrare. Perché non istituire nelle congregazioni un ministero di recupero, formato da fratelli e sorelle qualificati che hanno a cuore i bisogni di quelli che si sono allontanati? Esistono solo una manciata di ministeri nelle religioni di tutto il mondo che siano in grado di prestare attenzione a un vero ministero di recupero dei loro membri.

Quando predichiamo, è molto difficile per chi non è Testimone di Geova credere al nostro messaggio di amore e di redenzione, se per primi noi non siamo in grado di aiutare i nostri fratelli mostrando loro tutto l’amore di Dio. Se poi questi bisognosi li condanniamo anche, dimostriamo quanto siamo immaturi e lontani dalle parole di verità cui insegnò Gesù: «Voglio misericordia e non sacrifici».

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Commenti (1)

  • Luigi Sensi

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    Quando i TDG riprenderanno la Bibbia e accantoneranno le circolari forse riscopriranno la Misericordia di Dio.

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