Il RIPARATORE di mura diroccate, il RESTAURATORE di sentieri antichi. (Isaia 58:12)

Pietre diroccate delle mura del tempio di Gerusalemme

Inizialmente questa profezia riguardava gli israeliti rimpatriati, che una volta pentiti, avrebbero ricostruito le città diroccate distrutte dall’esercito di Babilonia. Molti studiosi della Bibbia applicano questa scrittura a Gesù Cristo, il grande riparatore e restauratore del genere umano.

La Parola di Dio racconta diversi episodi che hanno relazione con il restauro, a volte con sorprese inaspettate. Ad esempio, durante i lavori di restauro del tempio di Geova a Gerusalemme, il sommo sacerdote Ilchia trovò “il libro della legge di Geova per mano di Mosè”, senza dubbio la copia originale completata circa 800 anni prima.

Amos parlò di giorni in cui Dio avrebbe riparato le brecce (mura diroccate) e ricostruito le rovine della “capanna di Davide” (Amos 9:11-15). Questa profezia, citata da Giacomo, cominciò ad avverarsi con l’opera che fecero Cristo Gesù e i suoi apostoli (Atti 15:7-18).

Cristo Gesù fu quindi “Il riparatore delle brecce, il restauratore dei sentieri antichi”, perché riparò e restaurò la vera religione mantenendo l’integrità, dando così un esempio a quelli che avrebbero seguito le sue orme.

Il restauro, per rimettere a nuovo o in buono stato, mediante opportuni lavori, un manufatto o un’opera d’arte, soprattutto se fatto a mano, è un procedimento lungo e minuzioso. In senso figurato, vuol dire ristabilire, se poi è riferito a persone e animali, indica, più o meno stabilmente, ridare forze e vigore.

Il restauro è un processo attivo e trasformativo. In alcuni casi, anche creativo.

Ai nostri giorni, nella National Gallery di Londra una persona danneggiò un disegno di Leonardo da Vinci del valore di 20 milioni di sterline [circa 40 miliardi di lire]. I restauratori si misero immediatamente all’opera per riparare quel capolavoro antico di 500 anni.

In genere, quando c’è un restauro di un’opera importante, viene affidato il compito a un’équipe di restauratori professionisti.  Durante il lavoro i restauratori rimuovono strati di polvere e sporcizia e riparano i danni causati da maldestri interventi di restauro eseguiti in precedenza. Dopo molti sforzi compiuti con grande pazienza, il dipinto riacquista la sua bellezza naturale e i vividi colori che aveva in origine, e può essere nuovamente ammirato dal pubblico.

RESTAURO IN SENSO METAFORICO

Ci riferiamo a quei cristiani che vengono abbandonati a sé stessi, lasciati cadere in rovina, pezzo dopo pezzo. Cristiani che del loro destino se ne avrà eco quando si parla di “inattivi” sulle pubblicazioni o quando si ascolta un discorso a un congresso.

Il restauro spirituale di un cristiano è un’espressione di cura attenta e paziente. La specificità di tale restauro consiste nell’intervento diretto, cioè in un’azione mirata. Il suo obiettivo è garantirne l’integrità, recuperarlo e proteggerlo dalla dispersione spirituale. In questi casi, il restauratore spirituale percepisce il fratello come sofferente, compromesso, a rischio di morte e di oblio, che va curato perché possa ritornare alla vita.

A volte il restauro è diretto su un cristiano dimenticato e che, per qualche motivo, ricompare all’attenzione della congregazione. In questi casi il restauro si prefigura come una rinascita spirituale, un disvelamento dall’oblio.  Il restauro ha sempre relazione con la trasformazione. L’esito non sarà necessariamente un uomo nuovo, ma un modo trasformato di stare con sé stesso e con gli altri, in particolare con Dio.

UN RESTAURO SENZA PRECEDENTI

Per la prima volta nella storia sarà possibile seguire in tempo reale, al Rijskmuseum di Amsterdam, il restauro di una famosa opera d’arte di Rubens, la Ronda di notte. La tela verrà incapsulata in una teca di vetro e sarà costantemente ripresa da una webcam che la proporrà in mondo visione. In questo modo, chiunque, in qualunque luogo si trovi, può seguire il restauro.

È stato chiesto ai restauratori se si sentissero come animali in un zoo alla vista di tutti. Tutti hanno risposto di no, perché quando mettono le cuffie si concentrano sul dipinto. Quando si fa un lavoro di precisione, il mondo attorno scompare e ci si focalizza su quello che si sta facendo. Anziani di congregazione imparate. Siate come Gesù, Riparatori di brecce, Restauratori di sentieri che conducono i fratelli lontani a Geova.

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Commenti (2)

  • Ian

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    Di restauratori ce n’ è Uno solo. Ne abbiamo bisogno tutti. Me, te, gli anziani compresi.

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    • inattivopuntoinfo

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      Certo che c’è uno solo di restauratore, ed è Gesù, come è ben messo in risalto nell’articolo. Ciò non toglie, che in senso metaforico, gli anziani hanno la responsabilità di fare questo anche loro. “C’è qualcuno malato fra voi? Chiami gli anziani della congregazione presso di sé, e questi preghino su di lui, ungendolo d’olio nel nome di Geova”. — Giacomo 5:14.

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