Il ritorno a Geova non è fare le cose di prima. È di più.

Il fratello “lontano” che ritorna a Geova intraprende un nuovo modo di pensare di Dio e di se stesso. Non più dunque un’affannosa giustizia dei torti subiti o fatti, ma un’adesione all’amore gratuito di Dio. Quest’amore completamente nuovo e riveduto è legato al “servizio” che ha come base la grazia ricevuta non per tenerla come un possesso personale, ma per essere a sua volta donata agli altri.

Non si ritorna per diventare “attivo” o per riprendere le attività di una volta. Si ritorna per “vocazione”, cioè per invito e chiamata da parte di Dio. Si è più che ‘Testimoni’ rispetto a prima, perché il fratello che torna indietro subisce un mutamento interiore, un cambiamento di mentalità, un riorientamento di tutto il suo essere e coinvolge i suoi aspetti più intimi.

Non si tratta più di accettare dottrine o pratiche che compiva già. Subentra invece una trasformazione che non è una sottomissione alle esigenze di Geova, ma è un profondo cambiamento di un’intera personalità. Non si ritorna per essere quelli di prima, ma molto di più. È un passaggio dall’egoismo all’altruismo, dalla divisione all’unità, dall’odio all’amore.

Un passaggio talmente rinnovatore da essere incompatibile con la vecchia mentalità: dalla gratuità del dono dell’accoglienza di Geova alla radicalità del cambiamento personale. In questa fase delicata e cruciale, non è quindi il fratello ‘lontano’ che si avvicina a Dio, ma è Dio che lo chiama a sé. È Geova che si muove per primo verso il fratello ‘lontano’ e non viceversa. Si tratta di un movimento d’amore, un dolce richiamo all’unità con Lui. È questo ciò che rende possibile la trasformazione. Ritornare nella casa di Geova è il recupero della vecchia identità, ma ancora più forte, più stabile di prima e che si contraddistingue in maniera più marcata rispetto al passato.

Durante questa trasformazione il fratello ‘inattivo’ si ritrova liberandosi delle sue alienazioni. Dio lo accoglie con un sorprendente amore. Ecco l’evento sul quale fidarsi e lasciarsi modellare. Alcuni di questi fratelli, si sentono come Agostino: “Tu o Signore eri con me, ma io non ero con te”. Sono metaforicamente come la colomba di Noè, che non trovando pace vagano per le vie di questo mondo, “non trovando nessun luogo su cui posarsi” perché “le acque coprivano ancora la superficie di tutta la terra. Allora Noè stese la mano per prenderla e la riportò dentro l’arca” (Genesi 8:9). Come Noè, Geova stende la mano e afferra il fratello che vaga per riportarlo nella sua “arca” di salvezza. Il vero ritorno a Geova è un ritorno potente. Fidatevi del desiderio di Dio di vedervi tornare a Lui. Dio vuole il vostro ritorno a Lui più di quanto lo vogliate voi.

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