Il «Santo» bandito

Tra gli entusiasti c’è addirittura un presidente degli Stati Uniti che incoraggia quelle persone religiose, che come lui considerano la condotta più importante dei dogmi, a leggerlo con passione. Tra gli oppositori, invece, il potente Sant’Uffizio, strumento curiale per la tutela della dottrina della Chiesa Cattolica, che lo mette all’indice, ne proibisce la lettura e la divulgazione, pena la scomunica dell’autore. Nonostante il grande successo editoriale, lo scrittore, un cattolico osservante, dopo un lungo travaglio spirituale, fece atto di pubblica sottomissione alla Chiesa. Il «Santo» fece scalpore perché esprimeva il desiderio di molti cattolici di vedere la Chiesa e la cultura cattolica radicalmente riformati secondo lo spirito dei tempi.

Il romanzo narra la mistica di Piero Maironi, che si allontana dal mondo per seguire la sua vocazione, facendosi monaco benedettino. Egli comincia a divulgare dal suo eremo idee di profonda rigenerazione della Chiesa, che presto troveranno una certa diffusione. Il «Santo» sarà bandito dall’antimodernista papa Pio X.

In seguito, l’autore fece atto di obbedienza: “ho risoluto fin dal primo momento di prestare al Decreto quella obbedienza che è mio dovere di cattolico, ossia di non discuterlo, di non operare in contraddizione di esso autorizzando altre traduzioni e ristampe”.

Il «Santo», pubblicato nel 1905 e bandito l’anno dopo, è il titolo del libro scritto da Antonio Fogazzaro (1842-1911), scrittore e poeta vicentino. Il suo scopo era quello di indurre la Chiesa a riformarsi radicalmente nello spirito della modernità.

Fogazzaro fa parte di quella schiera di letterati “dissidenti” che scrissero contro la Chiesa e la religione in generale, animati da un nobile ideale: una fede libera dai formalismi e adatta ai bisogni del proprio tempo, rimanendo però ancorata alle tradizioni evangeliche. Si tratta di letterati cristiani che non rinnegano la loro chiesa e la loro educazione religiosa, vogliono soltanto che essa sia aperta ai bisogni del popolo, una chiesa che guardi al futuro. In passato ci siamo occupati di questi cristiani sinceri e della loro battaglia spirituale e riformista. (Tolstoj; Kenny; Silone e tanti altri).

Ecco alcuni punti controversi del libro che scatenarono l’ira del Papa, di molti cattolici e anche di laici agguerriti:

«Desideriamo riforme dell’insegnamento religioso, riforme del culto, della disciplina del clero, riforme anche nel supremo governo della Chiesa. Per questo abbiamo bisogno di creare un’opinione che induca l’autorità legittima ad agire di conformità sia pure fra venti, trenta, cinquant’anni. (…) Molto probabilmente nel mondo cattolico vi è una grandissima quantità di persone religiose e colte che pensano come noi».

Pur riconoscendo che la Chiesa è la teologia ufficiale e la verità divina, che essa non muore e non invecchia, la fede di molti riformatori cozza con l’inerzia e il conservatorismo del papa e dei vescovi. Per il monaco benedettino, la Santa Chiesa è inferma.

«Quattro spiriti maligni sono entrati nel suo corpo per farvi guerra allo Spirito Santo. Uno è lo spirito di menzogna che si trasfigura in angelo di luce e molti pastori, molti maestri della Chiesa, molti fedeli buoni e pii ascoltano devotamente lo spirito di menzogna credendo di ascoltare un angelo. (…) Oggi sono pochi i cristiani (…) che alla fede vera non rispondono solamente doveri religiosi negativi e obblighi verso l’autorità ecclesiastica (…) quelli che ardono di una fede impavida in Cristo (…) quelli sono combattuti acremente, sono diffamati come eretici, costretti al silenzio, per opera dello Spirito di menzogna, che lavora da secoli nella Chiesa una tradizione d’inganno per la quale coloro che oggi lo servono si credono di servire l’Iddio, come lo credettero i primi persecutori dei cristiani. Santo Padre (…) ne sollevi qualcuno all’episcopato, al Sacro Collegio (…)».

«Il Maligno inganna (…) Egli cerca di fare all’obbedienza, anche quando non è dovuta per legge, la prima delle virtù. Egli vorrebbe imporre sottomissioni non obbligatorie, ritrattazioni contro coscienza».

Gli altri tre spiriti maligni di cui parla il monaco benedettino, sono: lo spirito maligno dell’avarizia; lo spirito di dominazione del clero; lo spirito d’immobilità. A proposito d’immobilità, si legge:

«Cattolici, ecclesiastici e laici, dominati dallo spirito d’immobilità credono di piacere a Dio come gli ebrei zelanti che fecero crocifiggere Cristo in buona fede. Sono idolatri del passato, tutto vorrebbero immutabile nella Chiesa (…) volendo conservare cose impossibili ci attira le derisioni degli increduli».

Il romanzo termina con la morte del monaco dopo aver baciato in maniera commovente un crocefisso. La storia secolare presenta una lunga schiera di cristiani sinceri che lottarono per riformare la loro chiesa. Uomini coraggiosi che seppero anticipare il futuro. Col tempo alcuni di loro furono riabilitati, altri dimenticati. Molte delle loro idee sopravvissero e oggi dopo moltissimi anni sono accettate e condivise. Cristiani dal pensiero unico che lottarono contro una Chiesa che non metteva Cristo al centro dell’adorazione, chiusa allo spirito dei tempi, intransigente con gli innovatori che non riconosceva, che perseguitava i suoi figli migliori, che non sa o non vuole combattere gli spiriti maligni che si sono inflitrati in essa. Pochi sanno che anche tra i testimoni di Geova ci furono uomini coraggiosi che si opposero a una mentalità retrograda e immobilista. Troppo spirituali per quei tempi, uomini che videro “oltre”. Seppelliti nell’oblio, allontanati, divenuti inattivi o disassociati per le loro idee riformatrici. Idee riprese a distanza di anni dal CD e accettate come se nulla fosse.

Nella foto in alto, Antonio Fogazzaro.

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