Il soffio di Dio dà forza alle menti logore

Una sana condizione spirituale e religiosa può confortare anche nei casi di estrema difficoltà

«Può una donna dimenticare il suo piccolo o non avere compassione per il figlio del suo grembo? Anche se le madri dovessero dimenticarsi dei propri figli, io non mi dimenticherò mai di te». Isaia 49:15.

La personalità di un individuo comincia a costruirsi fin dai primi anni di vita. Conoscere gli eventi che hanno caratterizzato la propria infanzia fornisce un valido aiuto per capire certi disturbi della personalità adulta. Fra questi l’attaccamento è una parte costitutiva del comportamento umano.

L’attaccamento è un forte legame affettivo come quello che si instaura quando una mamma prende in braccio il proprio piccolo che piange e lo coccola per calmarlo.

Si tratta di una dipendenza verso una persona, una cosa, un ambiente, un modo di vivere che risale al periodo di attaccamento del bambino alla figura materna. Se persiste anche in fase adulta diventa una fissazione che può condizionare gli altri legami. Quando i genitori sono delle figure di riferimento e garantiscono una certa protezione, il bambino cresce sicuro di sé. Invece, quando in un ambiente familiare prevalgono instabilità, eccessiva dipendenza, paura dell’abbandono, il bambino assorbe tutte queste caratteristiche che ne determineranno la sua futura personalità.

Ogni bambino, quando prova un dolore, sente l’impulso di rivolgersi a figure adulte di fiducia. Il modo in cui questi adulti rispondono alle richieste del bambino ne plasma il carattere. Se i genitori sono freddi, distanti, punitivi e ansiosi, generano le stesse caratteristiche ai figli.

Un ambiente di crescita ostile crea delle vere spaccature nella testa del bambino. Allo stesso modo, il rapporto che si plasma con Dio dipende da come si è inizialmente instaurato questo rapporto di attaccamento.

Come un padre amorevole, Geova è un Dio che cura e sana, protegge e dà sicurezza. Alcune ricerche indicano che credere in Dio, non solo è fonte di ristoro, ma anche un modo per resistere alle avversità. Sia la religiosità che la spiritualità danno un senso alla propria vita. Anche se tanti non hanno più fiducia nelle religioni organizzate, la maggioranza delle persone crede comunque in Dio.

Molti si sono resi conto che per essere felice l’uomo ha bisogno di qualcosa di più delle cose materiali, in particolare quando si devono risolvere i problemi quotidiani. Chi ha costruito un rapporto di fiducia in Dio sa per esperienza personale che Dio mantiene la parola. Questo gli impedisce di preoccuparsi troppo, di avere serenità di mente e di cuore e un futuro meraviglioso.

La vita è opera di un Creatore e ha uno scopo ben preciso che non smette di esistere nemmeno quando l’uomo muore. (Salmo 36:9) Ciò che l’uomo è tenuto a fare è la volontà di Dio. (Ecclesiaste 12:13) Se milioni di persone in tutto il mondo credono in Dio e gli ubbidiscono, è una ragione valida per avere un senso nella vita. Molti pensano che Dio sia un padre sciagurato e disinteressato dei suoi figli sulla terra.

Alcuni, pur conoscendolo, non riescono ad amare un Creatore meraviglioso come Geova. La Bibbia non dice mai che Dio è la causa dei mali, anzi, Dio prova sentimenti quando una persona soffre. Siamo fatti a immagine di Dio e se soffriamo per il male, soffre anche lui. Inoltre, siamo in grado di amare perché lui è amore.

Come un genitore amorevole ama far conoscere le sue qualità al bambino, così Geova desidera che gli uomini lo conoscano per quello che è. Vuole che viviamo nel miglior modo possibile. Un padre che ama i suoi figli vorrebbe proprio questo per loro (Salmo 36:9).

Un bambino che non cresce fisicamente ed emotivamente è un serio problema per i genitori. Anche Geova si preoccupa se un suo figlio non cresce in senso spirituale. Una volta che il seme della fede viene piantato in un cuore giusto, occorre aver cura di questa fede se si vuole che cresca. Per questo è importante avere una intima relazione con Dio.

La fede nella promessa di Dio di ricompensare i suoi servitori con la vita eterna fa vedere la vita sotto una luce nuova. Le prove e i problemi non sembrano più tanto importanti o opprimenti. Persino la morte non sembra più tanto spaventosa quando si ha profonda fede nella risurrezione. Il soffio di Dio dà forza alle menti logore. I cristiani riscontrano che, se ‘non vacillano per mancanza di fede’, anche loro possono avere successo seguendo la guida di Dio. Gesù disse: “Ogni cosa è possibile a chi ha fede”. (Marco 9:23).

Molti nostri cari fratelli, di fronte alle avversità, hanno dimostrato che possono avere pace di cuore e soddisfazione se fanno del loro meglio e adempiono gli obblighi spirituali di mettere prima gli interessi del Regno. È vero che ci sono ostacoli che possono logorare la mente e lo spirito, ma quando questi sono sormontati, contribuiscono in notevole misura a rafforzarci spiritualmente, anche quando saremo vecchi, e la forza vitale e la salute diminuiranno. Molti di questi fratelli non hanno mai dimenticato i benefici che hanno ricevuto durante gli anni che servivano Geova.

E’ stato dimostrato che la religiosità e la spiritualità sono un aiuto rafforzante durante le avversità. Un buon rapporto tra padre e figlio è una solida base per una futura personalità forte. Similmente una buona relazione con Geova è una potente forza per affrontare e superare ogni prova che la vita ci pone di fronte. Rimanete attaccati a Dio e lui rimarrà attaccato a voi. Solo così potete avvertire il soffio divino che dà forza alle menti stanche.

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Commenti (2)

  • Patrizia

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    È difficile vedere Geova come un padre amarlo come un genitore se lo stile di attaccamento dell infanzia è stato disturbato gravemente ..parlo per me almeno..ci si comporta come se si amasse ma in realtà non si prova non si sente si comprende a livello mentale ..ma il resto non c e ..c è un vuoto costante invece che molte volte divora per questi motivi è difficile vivere la verità a volte ..viene richiesto molto anche in congregazione..è difficile fare dare quando non si prova nel cuore ..si provano pure sensi di colpa per questo..senza contare molte imposizioni regole che sono solo umane e non bibliche più dettate dalla paura dell immoralità, dal peccare ,vedi abbigliamento e varie idee su ciò che va bene no in base alla congregazione agli anziani, anche stare solo in compagnia di fratelli forse protegge ma è limitante crea diffidenza e pregiudizo verso chi è “del.mondo” altra brutta espressione che non mi piace..fa dire :’noi siamo migliori di loro .’un po come noi bianchi siamo meglio di chi ha un altro colore..a volte trovo che siamo un po presuntuosi..io penso che tutti i fratelli siano brave persone e sinceramente facciano del loro meglio per migliorarsi ma noi Tg non siamo i migliori i più buoni ecc..Per la mia esperieza ci sono in tutto il mondo persone buone e fondamentalmente cerchiamo tutti di esserlo.Siamo imperfetti e credo che il nostro modo di intendere le scritture è imperfetto e quindi si fanno anche errori sia i singoli sia come organizzazione e di esempi in questo sito ce ne sono…scusate ho deviato un po dal discorso.Saluti.Pat

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    • inattivopuntoinfo

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      Per il 14 agosto è stato programmato da tempo un articolo che riguarda alcuni fratelli e sorelle che a un certo punto hanno smesso di frequentare la congregazione. Pur credendo ancora nei valori morali che hanno ricevuto e alle cose che hanno imparato dalla Bibbia, alcuni di loro si sono convinti che amare Dio sia impossibile.

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