Il sonno della ragione genera mostri

il sonno della ragione

La ragione senza la fede è destinata a perdersi nell’illusione della propria onnipotenza. La fede senza la ragione rischia l’estraniamento dalla vita pratica delle persone. L’una ha bisogno dell’altra.

Il sonno della ragione genera mostri, è il titolo di un’acquaforte di Francisco Goya e fa parte di una serie di 80 incisioni chiamata I capricci, che ritraggono in chiave allegorica e satirica vizi e miserie umane che hanno caratterizzato la società dei suoi tempi. L’uomo rappresentato nel disegno è probabilmente lo stesso Goya, circondato da strani uccelli notturni e da bestie feline, creazioni della sua mente. Secondo Goya, la fantasia priva della ragione produce mostri, se invece è unita alla ragione, diventa madre delle arti e l’origine di meraviglie. L’opera evidenzia l’importanza della ragione umana e raffigura il male come conseguenza di chi la abbandona. Goya sosteneva che era impossibile tracciare un quadro autentico della propria personalità, senza le parti animalesche, disumane e strane che costituiscono le nostre ossessioni.

La ragione senza la fede è destinata a perdersi nell’illusione della propria onnipotenza. La fede senza la ragione rischia l’estraniamento dalla vita pratica delle persone. L’una ha bisogno dell’altra. Senza l’uso della ragione spirituale si generano “mostri teocratici”, come quello di far leva sui sensi di colpa; abusare dell’autorità; enunciare un’infinità di regole arbitrarie e punti di vista personali; dare la caccia alle streghe; adottare un atteggiamento servile; soffrire di megalomanie teocratiche; calpestare la dignità altrui; censurare pensieri e modi di fare equilibrati non omologabili; generare sospetti; emarginare; fanatismo.

A volte, produrre mostruosità non è solo l’accecamento della ragione, ma anche l’uso distorto di una giustizia a due velocità. Quando qualcuno commette un peccato, c’è la tendenza a un giustizialismo affrettato. Quando, invece, qualcuno ha bisogno di aiuto, e non solo nel caso degli inattivi, un torpore frena la giusta prontezza d’azione nell’offrire la cura e l’assistenza necessaria.

 

Chi lotta contro i  “mostri” deve stare attento a non diventare lui stesso un altro “mostro”

 

Questi “mostri” di pensare e di agire vanno smascherati nella loro mancanza di fondamento biblico e nella loro natura di mera finzione. Bisogna avventurarsi con molta cautela su un terreno pericoloso e insidioso. Accettare una tale sfida, significa agire contemporaneamente su due fronti, all’interno e all’esterno della congregazione. L’esempio è la migliore arma per combattere l’irragionevolezza. “La sapienza dall’alto è ragionevole” (Giacomo 3:17) ed è una qualità che deve essere evidente nelle proprie attività. Il cristiano ragionevole è assennato, equilibrato, mostra considerazione e buon senso. Si sforza di essere conciliante tenendo conto delle circostanze. E’ pronto all’ascolto e se necessario si arrende volontariamente ai desideri altrui rivedendo i suoi criteri di valutazione. La ragionevolezza attira e rende avvicinabili.

Per quanto riguarda l’altro campo di battaglia, quello esterno alla congregazione, uno strumento utile sono i social network, che possono dar voce non a riflessioni urlate, stereotipate o banali, ma a quelle che hanno un senso propositivo e realistico. Chi lotta contro i “mostri” deve stare attento a non diventare lui stesso un altro “mostro”. Assolutizzare la ragione annullando tutto il resto, genera seri problemi. Inseguire progetti irrealizzabili e desideri astratti circa la teorica costruzione di una congregazione migliore e perfetta ove regna sovrana la pace, la giustizia e l’uguaglianza, senza tener conto dei limiti umani e della tendenza dell’uomo al peccato è paradossalmente un “sogno” o un “sonno” che genera a sua volta altri mostri. L’eccessiva ricerca di sicurezza religiosa, pur avendo una base legittima e scritturale, alla fine può rendere aridi di spirito e ristretti di mente. Spesso quelli avviliti dai tiranni teocratici, finiscono per avvilirsi tra di loro più di quanto li avvilisca il tiranno stesso. Attenzione a riempirci la bocca di condanna nei confronti dei “mostri”, quando poi nel nostro piccolo, ci comportiamo in maniera poco cristiana. Sono tanti gli errori che si commettono, quelli religiosi sono i peggiori. Spesso le opere religiose ammantano l’orgoglio, l’egoismo e nascondono azioni vergognose.

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