Il timore di non identificarsi con Geova

Essere sé stessi è una condizione necessaria per evitare di spegnersi spiritualmente. Rappresenta anche un dovere morale che illumina la propria identità, e che manipolarla o annullarla produce solo sofferenza. Perdere sé stessi non è altro che un tentativo di rifiutare ciò che la nostra natura trova di essere.

Essere testimoni di Geova va accolto non accettato. L’accoglienza ha relazione con la delicatezza, il rispetto, la gratitudine, mentre l’accettazione, a volte, è manifestata in maniera indifferente. Non si costruisce la propria identità da soli. Siamo stati creati a somiglianza di Dio e non di qualcun altro.

DA IMMAGINE A IMMAGINARIA. Rigettare questo progetto originale della nostra immagine con una identità immaginaria non fa altro che deformarla. Il pericolo è quello di diventare organismi geneticamente modificati, senza capacità di esprimere i frutti dello spirito. Solo ripristinando l’immagine e la somiglianza originali possiamo riprendere la nostra vita anziché fingere di essere ciò che non siamo.

La nostra identità spirituale rende visibile qualcosa di come è fatto Geova. Benché imperfetta, la nostra immagine con quella di Dio, rintraccia segnali verso il bene, il giusto, spingendoci a formulare pensieri, giudizi e modi sani di vivere questa relazione con lui.

Il timore di non identificarsi con Dio offusca e annerisce la nostra identità. Ci rende impossibili amare come ama Dio. Identificarsi con Geova è il dono più bello che abbia potuto fare all’umanità. Il rifiuto di sé stessi o la paura di abbracciare tutto ciò che comporta il significato del suo nome è un atto di sfiducia nel Creatore, additandolo come il colpevole per aver creato qualcosa di sbagliato o difettoso in noi.

L’identità cristiana va protetta da coloro che anche inconsapevolmente potrebbero danneggiarla. Non facciamoci “taroccare” dallo spirito di questo mondo che ha il potere di annullare – se lo si permette –  persino forti identità spirituali.

Non infilatevi in situazioni assurde e non coltivate rapporti con persone distruttive, facendo finta di non vedere o non capire. Dobbiamo accogliere la vita che Dio ha pensato per noi. Solo così la vita può avere un senso. Questa decisione è una dimostrazione della fiducia in Geova. Bisogna avere coraggio per vivere come vuole lui e per come siamo stati creati.

«Poiché tu ascolterai la voce di Geova tuo Dio in modo da osservare i suoi comandamenti e i suoi statuti scritti in questo libro della legge, perché tornerai a Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima. “Poiché questo comandamento che oggi ti comando non è troppo difficile per te, né è lontano. Non è nei cieli, così che tu dica: ‘Chi ascenderà per noi nei cieli e ce lo prenderà, per farcelo udire perché lo mettiamo in pratica?’ Né è al di là del mare, così che tu dica: ‘Chi passerà al di là del mare e ce lo prenderà, per farcelo udire perché lo mettiamo in pratica?’ Poiché la parola è molto vicina a te, nella tua propria bocca e nel tuo proprio cuore, perché tu la metta in pratica». (Deuteronomio 30:10-14)

Chi vive il dono della vita che gli è stato donato da Dio in maniera del tutto contraria al suo volere causa dolore a Dio che vede il suo progetto umano snaturato e disatteso. Chi non è in contatto con Dio o vive una vita senza di lui, è un’anima disabitata. Un vero peccato.

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