Il virus sta condizionando la nostra mente?

Quali idee di pensiero si stanno delineando sul dopo Covid-19?

Si può dare un senso a quanto sta succedendo?

Il Covid-19 ha influito pesantemente non solo sull’economia, il lavoro, la scuola e l’intrattenimento, ma anche sul modo di concepire la realtà.

Attualmente ci sono varie correnti di pensiero al riguardo e non si capisce quale ideologia sarà vincente e quale avrà la meglio sulle altre.

Sui mezzi di informazione si dibatte molto quali siano le decisioni più appropriate sulle quali fare affidamento. Si va dai globalisti agli anticapitalisti, dagli ecologisti ai sovranisti, dagli antimoderni ai governisti paternali, per finire con i conservatori. (“Dai globalisti agli antimoderni”, di Corrado Ocone, il Giornale 13 maggio 2020)

La pandemia ha messo in discussione un’altra corrente di pensiero: la prevedibilità umana. L’uomo è sempre stato alla ricerca del futuro e spesso si è affidato a indovini, astrologi, profeti e visionari. Il problema è che la scienza viene confusa con magia. (“La rivincita dell’imprevedibile”, di Alessandro Zaccuri, Avvenire 13 maggio 2020)

Il filosofo Silvano Petrosino, intervistato da Zaccuri, è convinto che oggi l’uomo chiede alla scienza tutto e subito. Prima della pandemia il mondo si sentiva al sicuro grazie a essa. Oggi questa sicurezza sta traballando e le certezze di prima si stanno sgretolando di fronte all’imprevedibile.

L’imprevedibile sta mettendo in gioco la serietà del pensare. Secondo Petrosino, le emozioni, i sentimenti, gli affetti, la fede, sono passati in secondo piano, rispetto alle competenze e alle disposizioni scientifiche. Per la scienza contano più i numeri che le parole.

C’è un’altra linea di pensiero che incolpa il benessere materiale: il troppo ha stroppiato. Quando l’incubo finirà si cercherà in futuro l’essenziale: stare bene con se stessi e godersi la natura. Per gli essenzialisti, le crisi e le solitudini forzate hanno il pregio di spingere l’uomo a interrogarsi dentro. In futuro la prudenza e l’autocontrollo ci salveranno dal virus permettendoci di tornare a una vita normale.

Stare a casa ci ha permesso di riscoprire piccole cose e abitudini perse. Tutto questo tempo in solitudine ci ha consentito di pensare, ragionare, lasciando che la mente e la psicologia trovassero strade alternative. (“Quando l’incubo finirà, cercheremo l’essenziale”, Massimo Piombo, La Verità, 10 maggio 2020).

Infine, c’è chi, come Berardinelli che sul Foglio se la prende con chi sulla pandemia sa solo filosofeggiare teorie. Filosofie “che fanno diventare o sembrare mostruosamente intelligente chiunque se ne serva senza aver mai pensato di persona alla cosa teorizzata”. (Usare il buon senso da chi filosofeggia troppo sulla pandemia, il Foglio 28 maggio 2020).

Che dire di noi cristiani TdG? Quanto il virus ha inciso sul nostro modo di pensare? E che dire di te che sei lontano dalle attività spirituali della congregazione? Questa situazione imprevedibile ti spingerà a cercare Dio e le cose essenziali che lui richiede da te?

Nel disegno di copertina, china su graphia, di Giovanni Guida, viene raffigurato Dio attorniato da angeli, che punta il dito per sconfiggere il Coronavirus che sovrasta l’Italia. E’ una raffigurazione che vuole incoraggiare i credenti a sperare in Dio quale soluzione dei problemi che affliggono l’umanità.

Siamo d’accordo. Non cambiamo pensiero e non abbattiamoci, lasciandoci prendere dallo sconforto. I pensieri umani sono mutevoli e soggetti all’imperfezione. Quelli di Dio esistono da sempre e saranno per il nostro beneficio per sempre.

‘Qualora venga su di noi calamità… o pestilenza, lasciaci stare davanti a questa casa e davanti a te [Geova] (poiché il tuo nome è in questa casa), affinché invochiamo il tuo aiuto dalla nostra angustia, e voglia tu udire e salvare’. (2 Cronache 20:9).

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