Imparate il senso critico

Siamo bombardati da innumerevoli informazioni, vere, mezze vere e false, che aumentano la confusione su ciò che è reale o inventato. Ecco perché è importante che ogni cristiano sviluppi il pensiero critico e ogni sito che parli di “verità” insegni a sviluppare la capacità di distinguere la realtà dalla menzogna.

Non si offre ai lettori un buon servizio, chiudendo sbrigativamente l’argomento con vero o falso. Bisogna offrire gli strumenti adatti per evitare di incorrere nuovamente negli stessi errori e forse si può approfittarne per trasformare la conversazione di un’informazione falsa in un’occasione formativa importante, che possa portare allo scambio di competenze trasversali.

La rete è caratterizzata anche dal proliferare di una serie di false notizie, di affermazioni sensazionalistiche e non verificate, di dicerie che rimbalzano ossessivamente tra i media, generando una confusione nella quale è davvero complicato riuscire a distinguere il vero dal falso.

Inoltre, azzuffarsi per opinioni diverse non aiuta a fare chiarezza. Difficile in questo contesto, riuscire a capire chi credere. Per questo motivo inattivo.info evita di cadere in questa trappola di litigi e ostilità.

Anche assistere, in certi siti, a dispute tra testimoni di Geova o presunti tali risulta difficile, in questo contesto, credere che confratelli si attacchino verbalmente. Questa incertezza può risultare ancor più disorientante per chi vi assiste incredulo, perdendo a volte certi punti di riferimento.

La circolazione di queste opinioni che contrastano con il pensiero generale dei Testimoni di Geova aggiunge soltanto confusione. Viviamo in quella che è stata definita “epoca della post-verità”, espressione colorita per indicare che la verità di un fatto realmente accaduto sia ritenuto secondario rispetto all’emotività che il fatto produce.

In sostanza, quando succede qualcosa, ha più valore il sensazionalismo che l’episodio in sé. Vi ricordate il fatto di Legnano, dove i media passarono la notizia che i genitori si rifiutarono di fare la trasfusione alla loro bimba di dieci mesi e i medici ricorsero a un magistrato della Procura dei Minori per disporre la trasfusione di sangue salvandola da morte certa?

In realtà i fatti andarono in modo diverso, ma la notizia di una bimba così piccola, salvata dal credo fondamentalista dei genitori testimoni di Geova suscitava grande emotività nell’opinione pubblica e così i giornali invece di fare una verifica sui fatti pubblicarono una menzogna.

Insegnare, per mezzo di articoli, a sviluppare il pensiero critico e la capacità di distinguere la realtà dalla menzogna è una responsabilità di quanti amministrano un sito.

Non fatevi ingannare da quei siti che “promuovono” verità e fatti nascosti. Spesso costoro si muovono su canali non ufficiali o su siti ostili ai TdG e che si sottraggono alle congregazioni, creando il mito del Testimone perseguitato dagli anziani, che svela cose “che nessuno vuole che si sappiano”.

Si tratta di un’immagine che può avere grande presa sui poco accorti, perché fa leva sul bisogno, spesso avvertito profondamente, di distinguersi dagli altri, di sentirsi speciali, ma non è escluso che eserciti un certo fascino anche su certi siti che si vendono per dei like in più, come Giuda si vendette per trenta denari.

Non è mai un bene leggere acriticamente una notizia e poi inoltrarla con leggerezza. È sempre importante verificarne la fonte. Certe intuizioni sono più ingannevoli della stessa notizia. Siamo convinti di essere obiettivi, ma in realtà ci siamo autoingannati.

Rendere i nostri lettori consapevoli delle bufale attivando il senso critico è un’attività stimolante e formativa. Noi di inattivo.info ci proviamo, soprattutto insegnare a saper discutere in modo proficuo.

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Commenti (1)

  • inattivopuntoinfo

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    Ieri, nella rubrica i giovani chiedono, è stato pubblicato su jw.org l’articolo Quanto conta per te la popolarità online? dove si evidenzia il pericolo nel ricercare like e follower. Questo ci fa piacere perché spesso pubblichiamo articoli sui rischi che si corrono on line. Proprio tre giorni fa, in questo articolo, abbiamo scritto sui motivi che spingono a promuovere mezze verità: “Si tratta di un’immagine che può avere grande presa sui poco accorti, perché fa leva sul bisogno, spesso avvertito profondamente, di distinguersi dagli altri, di sentirsi speciali, ma non è escluso che eserciti un certo fascino anche su certi siti che si vendono per dei like in più, come Giuda si vendette per trenta denari”. Potete vedere anche questi articoli sui clickbaiting: Saper raccontare la propria storia; Una persona che sa discutere è più utile di mille oppositori incapaci. (i.i)

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