Imperfezione, debolezza e integrità

gespaloMolti errori, anche gravi, sono commessi dagli anziani per imperfezione e debolezze. Nonostante tutto si può mantenere l’integrità.

IMPERFEZIONE

Molte mancanze, anche gravi, sono commesse più per imperfezione che per cattiveria. E’ malvagio etichettare ogni modo di fare sbagliato dei nostri fratelli come malvagio. Grazie al sacrificio di Gesù tutti i suoi discepoli sono debitori a Geova di avere una coscienza pulita. Dobbiamo guardare con attenzione non gli uomini, ma il nostro Salvatore e imparare da lui. (Matteo 11:29) E impariamo, che era mite e paziente.

Nel mondo, quando gli altri sbagliano, ce ne facciamo di solito una ragione. Quando lo fanno i nostri fratelli, troviamo difficile passarci sopra. Qualcosa non funziona. Mettiamoci l’anima in pace, siamo tutti “tarati” dal peccato. Dobbiamo comportarci come “il minore” tra i fratelli se vogliamo contribuire all’unità. Sono l’amore e l’unità, le caratteristiche che ci identificano quali discepoli di Cristo, non le divisioni. (Giovanni 13:35; 17:23) Umiltà fratelli, umiltà.

Geova impiega uomini imperfetti per compiere la sua volontà.

E’ tutto quello che ha, al momento. Qualcuno è migliore di questi? Si faccia avanti. Molti sarebbero più felici se la loro capacità di tacere fosse pari a quella di parlare. La Bibbia contiene numerosi episodi di uomini fedeli che commisero gravi peccati. Geova li ha fatti riportare nella Bibbia per dimostrarci che si serve di uomini imperfetti per guidare il suo popolo. Maggiori risultati positivi si ottengono, più onore va a Geova.

E’ vero che molti errori che gli anziani commettono si ripercuotono su di noi. Eppure, Geova può decidere di non intervenire o di passar sopra. Avrà i suoi buoni motivi. Non ci sta bene? Geova si sbaglia? I nostri occhi vedono più di quelli di Gesù, che Rivelazione 1:14 paragona a una “fiamma di fuoco”? Geova è “il Padre delle luci e presso di lui non c’è ombra” – Giacomo 1:17. Se in congregazione vediamo più ombre che luci, forse è sbagliato il nostro modo di vedere le cose.

Geova ci esamina con amore. Chi ama non scaglia pietre. L’amore non impone ma propone. L’amore non palesa le imperfezioni e le mancanze dei nostri fratelli. L’amore le copre (1 Pietro 4:8). L’imperfezione non si può annientarla, ma non dobbiamo nemmeno arrenderci. Essa continuerà ancora a generare debolezze che possono persistere a lungo. Satana cerca di sfruttare queste debolezze per farci la guerra tra di noi e spesso, le imperfezioni gli facilitano le cose. (Romani 7:19,20)

non-ti-lasceroDEBOLEZZA

Molti hanno un concetto sbagliato di cosa significhi debolezza. Scrivendo ai Corinti Paolo usò le parole “deboli” e “debolezza” riferendosi al modo in cui i non credenti consideravano i cristiani del I secolo. (1 Corinti 1:26,27) A volte, lui stesso si sentiva debole. (1 Corinti 2:3) Vogliamo dire che Paolo era un debole? Paolo era forte con le sue debolezze e debole contro la sua forza spirituale.

Egli parlò anche di cristiani “forti”, non volendo autorizzare nessuno a sentirsi superiore (Romani 15:1). Quello che intendeva dire era che i cristiani che hanno più esperienza dovrebbero essere più pazienti con quelli non ancora ben radicati nella verità. Satana priva gli uomini di ogni dignità. Geova considera i suoi servitori, inclusi i deboli, come “necessari”.

Molti dei nostri cari fratelli sono logorati da condizioni sfavorevoli, fra questi ci sono anche molti fratelli inattivi. Anziché essere ipercritici o diffidenti, gli anziani devono confortarli spiritualmente. Se un compagno di fede è alle prese con problemi personali, la loro priorità dovrebbe essere quella di assisterli (1 Tessalonicesi 5:14). Se riflettiamo su quello che i nostri fratelli stanno passando, potremo vedere le loro apparenti debolezze sotto una luce diversa.

Alcuni anziani commettono errori perché non si rendono conto di avere delle debolezze, sono riluttanti a riconoscerle o hanno un forte desiderio di preminenza. Altre cause che possono influire su questi anziani nella gestione della direttiva sono l’ambiente in cui sono cresciuti, l’educazione ricevuta, la mancanza di esperienza, uno scarso uso di discernimento e di equilibrio, la superficialità, la mancanza di maturità, oppure non sono consapevoli di ciò che fanno.

Queste mancanze sono conseguenza dell’imperfezione e delle debolezze, mai il frutto di cattiveria. Chi è troppo sicuro della sua forza morale non ha compreso ancora la natura e il potere del peccato. Paolo non si considerava una vittima pietosa e impotente delle sue debolezze. Al contrario, faceva di tutto per non divenire disapprovato. (1 Corinti 9:26,27). Perciò le mancanze dovute a debolezze, per quanto comprensibili, non sono una valida giustificazione se non si fa tutto il possibile per vincerle una volta che ne siamo consapevoli. Se non si fa e si commette peccato: “Ti rimproveri Geova” – Giuda 9.

satana-tenta-gesuINTEGRITA’

Per mantenere l’integrità non occorre essere perfetti. Un fattore che rafforza la nostra integrità è quello di non sedersi: “con quelli che nascondono ciò che sono” – Salmo 26:4,5. Alcuni fingono di essere nostri cari amici per scopi personali. Inoltre, è saggio filtrare le parole di chi asserisce, anche sinceramente, di avere a cuore i nostri interessi. (Matteo 16:23) Alcuni si definiscono integri solo per dire che sono onesti. L’onestà è una qualità importante, ma è una sfaccettatura dell’integrità. Non basta solo essere onesti, bisogna essere completi.

Dio cerca persone che dimostrano completezza, interezza. – 2 Cronache 16:9. Perciò, il cristiano integro è devoto di tutto cuore a Geova e a ogni sua espressa volontà, inclusa la sottomissione e l’ubbidienza a chi lui (e non l’uomo) stabilisce di mostrarle. L’integrità si edifica con l’ubbidienza. La congregazione mondiale è composta da esseri umani imperfetti e fra questi ci siamo tutti noi. Chiunque di noi può agire male.

Serbare rancore mette in pericolo la nostra integrità. Essere critico e trovare sempre da ridire non è un comportamento da giustificare. Qualsiasi cosa accada nella nostra vita, la vera integrità non dipende dalle circostanze esterne. Dipende dal tipo di persona che siamo interiormente. (2 Corinti 4:16-18). Il popolo di Dio nel suo insieme è felice. Ognuno si sforza di piacere a Geova, perché lui non sceglie persone capaci, ma rende capaci le persone che sceglie.

Satana si serve di un vecchio stratagemma per catturare nuove prede: consigli errati o commenti sconsiderati di compagni di fede. Lo scoraggiamento causato dall’interno della congregazione può demoralizzare più della persecuzione causata dal di fuori. Per alcuni è la cosa più difficile da sopportare. Per loro, la cosa più importante è lenire i sentimenti feriti. Giustamente nella congregazione ci aspettiamo di trovare norme elevate, ma non confondiamole con le persone. Rimarremo delusi, perché le norme sono elevate ma non le persone.

Nonostante i nostri sforzi, siamo ancora lontani dalla perfezione.  Non perdiamo di vista il Regno. Senza integrità non c’è speranza per il nostro futuro. Le prove di Giobbe indicano che il nostro vero nemico è Satana, non i nostri fratelli.

Durante le nostre avversità, la cosa di cui dobbiamo più preoccuparci è quella di manifestare lo stesso spirito del fedele Giobbe: “Finché spirerò non rimuoverò da me la mia integrità” – Giobbe 27:5. Ciascuno di noi non deve perdere la fede per colpa delle imperfezioni altrui, né la buona relazione che ha con Geova. Mantenere l’integrità è ciò che ha più valore nella nostra vita e agli occhi di Dio. Non dimentichiamolo! Perciò resistiamo e non arrendiamoci alle imperfezioni e alle debolezze dei nostri fratelli!

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