In crisi

(NOMINATI DI SUCCESSO / PRIMA PARTE)

Sorveglianti, anziani, pastori, insegnanti, pionieri, missionari e quanti servono come nominati nella congregazione, affrontano spesso sensazioni di fallimento, forse alimentate da attese disattese. Questo è il primo articolo di una serie, che tocca le chiavi dell’autentico successo spirituale.

Come mai ogni anno diversi nominati rinunciano o vengono rimossi da questo incarico? Si sono lasciati sedurre dal successo personale e ne hanno pagato le conseguenze? Oppure c’è dell’altro?

COME ALCUNI CONSIDERANO IL SUCCESSO SPIRITUALE.

In molti fratelli si vede da subito che hanno “la stoffa” per diventare uomini affidabili e capaci nelle congregazioni. Le loro esperienze di viaggianti, servire dove c’è bisogno, offrirsi volontariamente a beneficio dei fratelli e dell’organizzazione, tenere discorsi davanti a un uditorio di migliaia di persone, essere usati nei vari comitati, ecc. è una dimostrazione delle loro capacità. Ma il vero successo spirituale si misura in questi termini? Più privilegi teocratici equivalgono a più successo spirituale?

Perché uomini di questo spessore a un certo punto delle loro attività vanno in crisi, deprimendosi e convincendosi di aver fallito nel servire Geova? Perché si lasciano assillare da dubbi e ansietà, nonostante siano ben visti dalla congregazione?

In alcuni di questi fratelli si infiltra un senso di risentimento verso Dio, come se Geova o l’organizzazione li avessero usati, ed esposti pubblicamente, facendoli sentire dei falliti per non aver raggiunto certi obiettivi. Dietro la facciata di nominato, non è raro che alcuni si sentano sconcertati e spaventati da questo stato d’animo.

Molte di queste situazioni dipendono dalle aspettative. È incoraggiante sapere di essere uno strumento nelle mani di Geova. Il problema può essere l’aspettativa di cuore, una certa ambizione, l’orgoglio, oppure si valuta il proprio progresso spirituale basandosi sugli incarichi e i privilegi nell’organizzazione e non sulle qualità divine o i frutti dello spirito.

Frequentare le scuole teocratiche o essere istruttori, diventare portavoce della Betel, avere contatti personali con la sede centrale, essere conosciuti come grandi oratori nelle circoscrizioni, potrebbero “gonfiare” d’orgoglio se manca l’umiltà.

Parlando in maniera confidenziale tra nominati, alcuni confessano le loro preoccupazioni e quel senso di fallimento che li tormenta da qualche tempo. Tali conversazioni, invece di rafforzare potrebbero indebolire se si scopre che anche un altro anziano la pensa in maniera negativa. Due sono meglio di uno se l’altro rialza chi cade. Ma se cadono tutt’e due…

La convinzione che sono soltanto quelli che hanno capacità eccezionali ad andare avanti può diventare uno scoraggiamento. Dicono che Dio sussurra nelle gioie, parla nelle difficoltà e grida nel dolore. Alcuni di questi fratelli nominati gridano a Geova il loro bisogno. E Geova ascolta le loro voci di dolore saltando dalle pagine della Bibbia. Molti passi biblici sono fonte di incoraggiamento e risposte consolanti del nostro Dio, che viene in soccorso dei suoi fedeli servitori.

Per alcuni è sufficiente la meditazione di alcuni passi della Bibbia per rafforzarsi, oltre naturalmente alla preghiera. Altre volte bastano le parole incoraggianti e comprensive di altri fratelli per ristabilire un nominato preoccupato. Un esame sincero del proprio servizio può essere illuminante per capire che il successo non si basa sugli obiettivi raggiunti o non raggiunti, ma sui frutti dello spirito.

Alcuni di questi fratelli si convincono che il successo dipenda dai numeri degli studi biblici, dai nuovi battezzati, dalla frequenza alle adunanze dei proclamatori, dalle parti o dagli incarichi. Come se una maggiore predicazione o la frequenza alle adunanze della congregazione o il numero dei nuovi proclamatori equivalgono al successo personale del proprio incarico in congregazione. La crescita numerica di nuovi proclamatori, nuovi battezzati, nuove Sale del Regno o ricchezza di contribuzioni, convincono alcuni a pensare che sia il metro con cui Geova misura l’amore dei suoi fedeli servitori.

Se le aspettative si concentrano sui numeri, la delusione può essere grande. Non c’è scritto in nessuna pagina della Bibbia che l’amore di Geova sia proporzionato alle attività teocratiche. Ad esempio, Gesù disse che si salveranno coloro che hanno mostrato perseveranza sino alla fine. Non parlò di incarichi e di numeri. Non sono gli scarsi risultati a indicare la disapprovazione di Geova. Lui ama i suoi servitori per l’amore che gli mostrano. Come abbiamo anticipato nell’articolo Nikefobia, la sindrome del successo, agli occhi di Geova non si va in crisi a causa della propria performance. Quando qualcosa va storto si può sempre rimediare.

Quello che conta di più è se Geova ci considera persone di successo, dato che la nostra stessa vita dipende dall’avere la sua approvazione. Il vero nominato si distingue per una modestia accattivante, per la sobrietà e per il fatto che preferisce rimanere nell’ombra. Geova disse di aver cura di ubbidire alle cose scritte nella sua Parola e solo “allora avrai successo nella tua via e allora agirai con saggezza”. (Giosuè. 1:7, 8) Alla fine ciò che conta è la nostra ubbidienza alle cose scritte nella sua Parola.

Alcune delle principali cose scritte nella sua Parola sono: fedeltà, lealtà, servire generosamente, amare con tutto il cuore e la mente, credere nelle promesse divine, preghiera, speranza, purezza. Di alcune di queste qualità ce ne occuperemo nei prossimi articoli.

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