Incarichi che svuotano

Dopo aver aspirato all’incarico di anziano e aver soddisfatto i requisiti esposti nella Bibbia hai finalmente raggiunto l’obiettivo che ti eri prefissato da tempo. Hai realizzato il tuo sogno e ne sei orgoglioso. E ora, a distanza di anni, devi ammettere che il successo non sempre è sinonimo di felicità. Alcuni doveri teocratici ti hanno svuotato. Certi momenti ti senti disperato, soffri e piangi. Che fare?

Questa ondata di disperazione ha un nome: l’errore di arrivo. Consiste nell’illusione che una volta raggiunto l’obiettivo, si diventa in automatico felici e appagati. In realtà, alcuni nominati soffrono di svuotamento psico-fisico. Dopo aver vissuto una sensazione temporanea di felicità, cominciano a provare sentimenti di delusione, apatia, tristezza e infelicità.

L’incarico di anziano è quello di dirigere la congregazione secondo lo Spirito di Dio e in base alle norme riportate nella sua Parola. Si tratta di un incarico difficile a causa dello stress cui si è sottoposti. Dopo aver adempiuto in maniera soddisfacente le proprie responsabilità, alcuni pensano di diventare cristiani felici e soddisfatti per sempre.

Qualcuno sopravvalutata la felicità o commette l’errore di fare previsioni troppo ottimistiche volando alto. Oppure, dà eccessiva importanza ai risultati raggiunti. Forse non siamo così bravi a prevedere l’intensità di un incarico e la durata degli effetti del nostro impegno, dei nostri sforzi e del nostro tempo. Forse abbiamo esagerato con le aspettative. Abbiamo dedicato più tempo ed energie all’incarico concentrandoci più su di esso che sulla congregazione?

Per essere chiari, riconoscere che le conseguenze di certe responsabilità potrebbero provocarci più delusioni che gioia, non significa che dovremmo accontentarci di una vita mediocre. Ogni cristiano deve porsi delle mete, la sua adorazione a Dio deve essere orientata al futuro.

Nonostante ciò, raggiungere un obiettivo può, paradossalmente, renderci infelici. Questa constatazione dovrebbe impedirci di avere obiettivi nella vita? È sbagliato fissare obiettivi che potrebbero renderci felici? Molto dipende dallo spirito con il quale ci prefiggiamo certi obiettivi. L’ideale sarebbe quello di realizzare le proprie aspirazioni, non solo in congregazione, ma anche nella vita familiare e privata. Ci riferiamo a obiettivi concomitanti e non a progetti che hanno relazione solo con l’incarico di anziano.

Inoltre, si dovrebbe evitare di associare la felicità al raggiungimento di uno scopo. Il desiderio di trovare la felicità non deve essere unicamente concentrato sul ruolo di anziano. Altrimenti, cosa dire delle sorelle che non potranno mai ricevere l’incarico di sorvegliante in congregazione? O di quei fratelli che per vari motivi non diventeranno mai anziani di congregazione? Vuol dire che questi cristiani sono condannati a essere infelici per tutta la vita?

Molti nominati sono felici in quanto impegnati in attività che li rendono felici o in compiti che sono correlati alla felicità generale. In altre parole, bisogna svolgere attività che fanno sentire bene. Se lavorare duramente ti fa sentire bene, allora fantastico, fallo intensamente senza aspettarti di ottenere privilegi, nomine e quant’altro. La felicità dipende dal saper dare in maniera altruista e dall’avere una buona relazione con Dio.

L’errore dell’arrivo si basa sull’idea che nel prefiggersi un obiettivo si raggiunga di conseguenza la felicità tanto desiderata. Ci sono sempre nuovi obiettivi soddisfacenti che possono prendere il posto di quelli raggiunti. Ci sono sempre sfide su cui spingersi e opportunità da sfruttare. Bisogna saper scegliere con saggezza ed equilibrio quegli obiettivi che sono alla nostra portata e che hanno la BENEDIZIONE di Geova. Senza di essa non si va da nessuna parte.

Riscopri il ruolo che hai in congregazione. Impantanato in certi incarichi impegnativi e nei dettagli dei tuoi doveri, potresti perdere di vista la ragione più importante che ti ha motivato a servire Dio e a dedicarti a lui con il battesimo. Devi esplorarti interiormente se vuoi rilanciarti. I privilegi nell’organizzazione sono importanti, ma non sempre recano felicità. A volte possono ritorcersi contro se non si ha una giusta scala di valori. Anzi, possono impedirti di porti ulteriori mete per il tuo beneficio spirituale.

Gli incarichi, per quanto successo e visibilità possano dare, non sono il fine della realizzazione personale. La sana motivazione cresce quando i cristiani hanno il desiderio di perfezionarsi nell’amore. Comunque, bisogna ammettere che gli incarichi contribuiscono in maniera evidente nel progresso personale e servono a migliorarsi come amorevoli e devoti servitori di Geova.

Il successo è fluido, non ha mai un arrivo, c’è sempre un gradino in più da salire. Sfrutta le tante opportunità che si presentano durante la tua vita spirituale. La vita è un susseguirsi di azioni che costruiscono un’immagine, pur se imperfetta di cristiano, ma meravigliosa agli occhi di Dio. La grandezza viene da anni di sforzi e di fatiche, nonché di cadute.

Cosa si aspetta Geova dagli anziani?

Anziani, Geova si aspetta che trattiate le sue pecore con tenerezza, le nutriate, incoraggiate e le ristoriate Atti 20:28, 29; Isaia 32:1, 2; 1 Pietro 5:2-4). Un anziano non cerca di controllare la vita degli altri, stabilendo regole o facendo leva sui sensi di colpa per indurli a fare più di quello che le loro circostanze permettono di fare. Al contrario, si sforza di rallegrare il cuore dei fratelli, essendo convinto che l’amore che hanno per Geova li spingerà a servirlo al massimo delle loro possibilità (W 15/2/2015). Chi mostra questo spirito difficilmente si svuoterà.

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