INFURIA LA TEMPESTA

“Chi è realmente costui, poiché ordina perfino ai venti e al mare, e gli ubbidiscono?”

Una violenta tempesta, caratterizzata da vento fortissimo, accompagnata da pioggia e da violente onde che si infrangono sulla barca fino a travolgere i marinai che con le poche forze rimaste e ormai allo stremo cercano di tenerla galla.

Le urla per la paura di venire sopraffatti dalla tempesta stridono con la voce calma del loro maestro che placa la furia dei venti e acquieta il mare. (Marco 4:35-41) Non si era mai visto un uomo che abbia il potere di controllare le forze della natura.

In un’altra occasione, quest’uomo, rivolgendosi alla folla, fece riferimento a inondazioni e venti che soffiavano e si abbattevano su una casa che non cedette perché costruita sulla roccia. (Matteo 7:24-27) Gesù voleva indicare che coloro che mettono in pratica i suoi insegnamenti e costruiscono la loro fede con materiali solidi, possono resistere alle tempeste della vita.

Siamo tutti naviganti e non possiamo fare a meno di navigare nel mare calmo e tempestoso della vita. Ogni tempesta incute un certo timore, ma è anche un modo per capire quanto è forte la nostra fede. Ma anche, di conoscere bene i naviganti che viaggiano con noi. Quando altri ci amano o ci deludono è come essere sollevati dalle onde e poi sprofondare per esserne sommersi. In questi momenti di paura ci sorgono dubbi e ci poniamo domande su questo viaggio cristiano che abbiamo intrapreso dopo il battesimo. Forse ci domandiamo con che tipo di fratelli stiamo navigando e che aiuto ci provvedono nei momenti burrascosi.

I discepoli si salvarono perché avevano Gesù con loro come compagno di viaggio. Noi che tipo di fratelli scegliamo di far navigare con noi? Alcuni che hanno fatto naufragio spirituale pretendevano che durante la tempesta altri che si trovavano nella stessa barca si prodigassero per loro. Quando la tempesta infuria e le difficoltà sono enormi, l’unica cosa è lottare per non fare affondare la barca e morire. Ognuno deve fare la sua parte.

Il punto è: abbiamo scelto Gesù come compagno di navigazione? Mettiamo in pratica i suoi insegnamenti, lo sentiamo vicino e non “dormiente”? O ci siamo affidati solo a uomini e ai loro detti? Ti sei dunque lasciato sommergere dalle onde della delusione e della frustrazione, invece di “svegliare” Gesù dal sonno implorandolo a squarcia gola di salvarti dalla tempesta?

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