Innovazione

Innovativo è colui che introduce nuovi sistemi di ammodernamento, novità, trasformazioni radicali, svecchiamento dei metodi. Per molti il concetto di innovazione è legato alla trasgressione: non si può innovare senza andare contro le regole preesistenti e le tradizioni consolidate.

Infrangere delle norme radicate nel contesto sociale o religioso è spesso alla base dell’innovazione. A volte, non è chi causa l’infrazione a innovare, ma un terzo soggetto che vede con occhi differenti la rottura delle regole. Crescere religiosamente dove lo stile di vita è comunitario spinge il fedele a preferire una visione d’insieme.

Invece, l’individualista si considera indipendente e questo lo spinge a cercare contatti fuori dalla cerchia comunitaria in cui è nato o cresciuto. L’individualista preferisce il ragionamento analitico, gli piace comporre e scomporre. È chiaro che non tutte le trasgressioni portano innovazioni, in alcuni casi peggiorano la situazione.

La mentalità individualista si propone il raggiungimento della libertà e dell’autorealizzazione personale. Il problema degli individualisti è che non tengono conto dei bisogni degli altri. La mentalità collettiva, invece, tende a dare uno status superiore a chi è in grado di garantire e sostenere gli obiettivi di gruppo. Tale mentalità incoraggia il conformismo e scoraggia l’individuo dal distinguersi dal resto del gruppo. Per un individuo dalla forte personalità è difficile che si imponga sul piano collettivo o domini altri vivendo la sua vita in una comunità.

L’individualista che vuole innovare ha uno scopo ma non riesce ad aiutare altri a trovarlo. Pur avendo una sua visione, in molti casi si scontra con i conservatori con i quali non è preparato a essere frainteso o non capito. Tutto ciò genera una frustrazione da entrambe le parti. Non è un caso, che i grandi visionari sono considerati, almeno all’inizio, dei pazzi, anche quando raggiungono gli obiettivi o quando il tempo darà loro ragione.

Perciò, chi prende iniziative per innovare, sarà sempre criticato, perché ha la capacità di muoversi o di vedere lontano prima degli altri. I problemi e le difficoltà iniziali non scoraggiano comunque chi ha una visione innovativa. Quindi, un individualista in grado di saper innovare deve superare le regole e analizzare con occhi nuovi il processo trasformativo in cui crede. Soprattutto deve essere capace di rompere le regole in modo sensato e costruttivo.

Gesù Cristo fu il più grande innovatore della storia umana. L’insegnamento di Gesù si distacca dalle tradizioni fumose e pesanti della religione farisaica del suo tempo. Egli trova legittimazione delle sue parole in una visione d’insieme. E’ questo è paradossale, perché mai un grande uomo, con capacità individuali, riesce a reinterpretare la Legge, adattandola alla sua visone comunitaria, per trasmetterla in seguito in maniera carismatica a tutti coloro che avrebbero formato la congregazione mondiale.

Si comprendono quindi i motivi per cui nel corso dei secoli ci sia stata una continua conflittualità tra i singoli esponenti emergenti della cristianità e la congregazione nel suo insieme.

Anche Geova, quando a suo tempo organizzò gli israeliti come nazione e diede loro la Legge, non fu una cosa del tutto nuova, si trattò di un’innovazione da parte sua che rivoluzionò il modo di vivere di quel popolo.

«L’errore più grande quando si cerca di innovare è quello di pensare più all’idea che alle persone che la realizzeranno» (Cit.)

In una intervista a Deloitte, il prof. Andrea Gaggioli, docente di Psicologia Generale presso l’Università Cattolica di Milano, indica il pericolo più comune, quando si cerca di innovare: restare troppo attaccati alla propria idea innovativa, trascurando i reali bisogni delle persone. Come prima regola è pensare prima alle persone e poi alle idee. Inoltre la passione e la convinzione di raggiungere lo scopo sono senz’altro importanti, ma altrettanto fondamentali sono altri tratti quali la tenacia, la resistenza allo stress e l’accettazione di un eventuale fallimento della propria veduta.

Inoltre, seguendo ancora il parere di Gaggioli, è saggio costituire un team affiatato che condivida il progetto. I grandi innovatori sanno costruire una squadra di successo, riescono a creare le condizioni per la collaborazione ottimale. Condizioni che includono la condivisione di valori e obiettivi, la capacità di ispirare, coinvolgere e motivare ma soprattutto l’attenzione alla diversità di genere, età, cultura, esperienza. Un’idea creativa diventa un’innovazione quando le persone incominciano a beneficiarne.

Quali saranno i benefici dei cambiamenti che stiamo vivendo dentro l’organizzazione, sarà il tempo a dirlo. Che dire invece, dei nostri cambiamenti dopo la dedicazione e il battesimo a Dio? È ragionevole aspettarsi dei cambiamenti nella nostra personalità per diventare cristiani migliori. Sia prima del battesimo che dopo, ci si aspetta di vivere in armonia con i requisiti e le norme bibliche.

Forse sono molti anni che cerchiamo di cambiare, ma continuiamo a ripetere gli stessi errori? Ci accorgiamo che invece di innovarci siamo regrediti nell’applicazione dei sani principi cristiani? Invece di essere persone più benigne, comprensive, amorevoli, stiamo iniziando a criticare e a mettere in discussione i cardini della nostra fede? Le compagnie on line ci stanno sviando dalla verità?

Ci siamo schierati dalla parte dei cosiddetti “riformisti” o dalla parte di chi vuole innovare il popolo di Dio con le loro idee e le loro opinioni? Ci siamo già scordati che una volta, prima di poter far parte della congregazione abbiamo dovuto smettere di praticare le cose che Geova disapprova? Stiamo appoggiando o sostenendo idee “innovative” che Geova non approva? Non riusciamo a tenere sotto controllo un difetto della nostra personalità e nel contempo ci arroghiamo il fatto di voler cambiare gli altri che vivono all’interno del popolo di Dio?

Non è una passeggiata innovare sé stessi, figuriamoci innovare milioni di persone che formano l’associazione mondiale di fratelli e sorelle. E poi, obiettivamente, siamo più capaci di Geova e di Gesù messi insieme, di poter cambiare un popolo di persone come meglio crediamo? La più grande innovazione della storia umana è già avvenuta con Cristo Gesù. I veri cristiani non hanno bisogno di innovatori umani e imperfetti, perché si affidano allo spirito di Dio, primo per mettere in pratica le norme divine, e secondo, quella di innovare l’organizzazione di Dio, non è una decisione che spetta a noi. Non siamo noi a decidere quali cambiamenti fare e i modi per raggiungerli.

Dobbiamo invece lasciarci guidare da Dio. Romani 12:2 dice: “Cessate di conformarvi a questo sistema di cose, ma siate trasformati rinnovando la vostra mente, per provare a voi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio”. Ciò che conta è il rinnovamento della nostra personalità. Anzi, dobbiamo essere preparati ai cambiamenti inaspettati, soprattutto quelli che facciamo fatica ad accettarli. Di fronte ad essi solo la pace di Dio può sostenerci.

I veri cambiamenti si faranno con il Regno di Dio, mentre oggi possiamo soltanto chiedere aiuto a Dio di fare quei cambiamenti necessari per arrivare integri nel Nuovo Mondo, oppure se siamo interpreti di cambiamenti che non ci aspettavamo, pregare Geova che ci rafforzi nello spirito. Il punto quindi è: quello che mi dovrebbe preoccupare non è il cambiamento in senso strutturale, dottrinale, profetico della congregazione mondiale, ma che tipo di cambiamento sto facendo personalmente per essere approvato da Dio.

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