Invito alla Commemorazione 2020

Ogni anno i testimoni di Geova fanno uno sforzo speciale per invitare persone, che perlopiù non conoscono, alla cerimonia che commemora la morte di Gesù Cristo. Gli inviti sono rivolti anche a quei fratelli che non si associano attivamente alla congregazione e che conoscono già.

Perché solo gli anziani?

Siamo a conoscenza di fratelli lontani che non sono stati invitati dagli anziani (anzi, non si sono mai visti), ma da qualcuno dei familiari. Toccati nel cuore dall’evento, hanno deciso di ritornare a Geova come proclamatori della Buona Notizia del Regno. Se non fosse stato per i loro familiari, questi fratelli forse sarebbero rimasti ancora inattivi.

Come mai questa indicazione non viene fatta ufficialmente anche al resto della congregazione? E poi siamo sicuri che tutti i corpi degli anziani attuano questo invito che fa loro il CD? Ce lo auguriamo, perché le esperienze che raccogliamo dimostrano che sono, non gli anziani, ma qualcuno rimasto ancora amico al fratello inattivo o un loro familiare a invitarli alla Commemorazione.

Consegnare un invito e dire qualcosa di scritturalmente edificante non è esclusiva degli anziani. Tanti fratelli e sorelle sanno fare questo e molto bene. Ed è grazie alla loro perseveranza e al loro interesse amorevole che alcuni fratelli “inattivi” sono presenti per celebrare la morte di Gesù.

PS. Sì vabbè, sappiamo bene che la responsabilità è dei pastori della congregazione, che dovrebbero essere qualificati, empatici, amorevoli, calorosi, edificanti, eccetera, eccetera. Per questo motivo pubblichiamo qualcosa come promemoria su come gli anziani devono aiutare gli inattivi:

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Vedi parte in programma 9-15 marzo:

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Commenti (1)

  • una pecora qualunque

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    Purtroppo esiste una deriva elitaria che coinvolge sempre più la maggioranza degli anziani. A fine adunanza si raggruppano sempre (o quasi) tra loro a confabulare di chissà quali incombenze e perdono il contatto col resto dei fratelli.
    Gli inattivi, i dispersi, i dissociati, i disassociati sono spesso sofferenti spirituali, pecore smarrite o percosse.
    Spesso viene scaricato su di loro un eccesso di colpa e/o responsabilità che, in effetti, non sempre meritano.
    Saranno peccatori ma non anticristi o ingannatori, “persone che non confessano Gesù Cristo venuto nella carne” (2 Giovanni 7).
    (Matteo 9:13) “…e imparate che cosa significa questo: ‘Voglio misericordia, e non sacrificio’. Poiché io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.

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