La canna che non si spezza e il lucignolo che non si spegne

Fuori tempo massimo?

 Dopo aver vissuto attivamente per molti anni tra i testimoni di Geova, l’esperienza dell’inattività è un’occasione per riflettere sulla superficialità del cristianesimo contemporaneo. Dopo il battesimo, cresciamo e affrontiamo prove che ci aiutano a riflettere sulle parole di Gesù riguardo alla nostra condizione di “canna rotta” e di “lucignolo fumante”. (Mat 12:20) Il peccato non ci abbandona mai, c’è sempre un residuo di corruzione nel nostro cuore. Le prove possono indebolirci o renderci forti.

E’ in questi momenti che la misericordia di Dio si rinnova. Ma è anche in questi momenti di prove e tentazioni, quando si è ancora parte attiva della congregazione, che ci si rende conto di essere simile a una canna rotta. Dopo molti anni di inattività, alcuni non si sentono più una canna rotta né un lucignolo fumante. Anzi, si sentono un altro, cui è difficile dare una connotazione: non una persona del mondo e nemmeno il Testimone di un tempo.

Spesso ti chiedi chi sei senza trovare una risposta. Un ibrido, un metacristiano, un enigma? Cosa in realtà sei? Eppure, non hai mai perso la fede in Dio e a modo tuo stai combattendo contro forze oscure che vogliono abbatterti.

Che oggi, due anziani, vengono a casa tua per aiutarti a rialzarti e a fortificarti, quando avrebbero dovuto farlo in passato, nel periodo in cui avevi realmente bisogno, ti può sembrare fuori luogo, fuori tempo massimo. Ti sembra tutto anacronistico, non è vero? E’ questo uno dei problemi che gli anziani e i sorveglianti non hanno ancora capito. Si deve agire quando è il momento e non fuori tempo massimo. Caro fratello lontano, è comprensibile che tu abbia dei dubbi su questa iniziativa fuori tempo degli anziani. Ma l’uomo è uomo, mentre Dio è Dio. (Osea 2:14) C’è una notevole differenza.

“Ogni cosa ha il suo tempo” scrisse il saggio re Salomone. (Eccl 3:1) Dio è il tempo e ogni cosa ha il tempo di Dio. Forse, per Dio è arrivato il momento di decretare la fine del tempo della tua lontananza. Chi può saperlo, se non tu e Geova? Anzi, forse solo Dio. Se gli anziani si sono dimostrati inattivi in questo compito, non vuole dire che Geova è rimasto comodamente seduto con le mani in mano. Dio non è mai inattivo e non ragiona come tale. Geova prevale in noi anche quando ci lascia andare nel deserto della vita. Anche là ci parla nel nostro cuore. (Osea 2:14)

Anche se le forze oscure non possono impedire di servire Dio, possono comunque ostacolarne il cammino. Il problema dell’allontanamento è che spesso ci dimentichiamo degli strumenti che Dio ci mette a disposizione per superare i momenti di sconforto. Cristo è morto per redimerci dal peccato e ci è riuscito. Lo Spirito Santo ci eleva dallo sconforto e dallo scoraggiamento. Ci eleva a Dio, anche quando i nostri sospiri sono inesprimibili.

La sua Parola ci conforta e rafforza la nostra speranza. Il fondamento del nostro credere è Gesù e nessun altro. E’ lui che si rivolge calorosamente a tutti quelli che hanno il cuore travagliato e la mente aggravata dai pesi di questi vita. (Mt 11:28) Lui non spezzerà “la canna rotta e non estinguerà il lucignolo fumante”. (Mt 12:20)

Nessuna creatura umana può sostituirsi allo Spirito per consolare chi è di spirito contrito e abbattuto. Di fronte a questa offerta di amore da parte di Dio, chi è lontano dovrebbe riconsiderare con grande riverenza un tale invito.

Se vi siete dedicati a Dio quando la vostra conoscenza era limitata e la potenza spirituale emetteva i primi vagiti, ancor di più dovreste farcela ora, con tutto il bagaglio di esperienza di conoscenza e di vita che vi portate addosso. Quanto aiuto e sostegno potreste dare ad altri fratelli che soffrono la stessa sofferenza!

Due cose impediscono la pace dei cristiani: la loro fragilità e il timore di non farcela. Noi che scriviamo non ci preoccupiamo degli incarichi, della visibilità, degli edifici, del bancomat, come fanno tanti responsabili delle pecore di Cristo. Noi ci preoccupiamo delle “canne rotte” e dei tanti “lucignoli fumanti” che si stanno spegnendo nelle congregazioni e nei luoghi lontani.

Quanto riusciamo nel nostro intento non lo sappiamo, anzi, onestamente diremmo poco. Se qualche volta ci riusciamo, sia lode a Dio, altrimenti non abbiamo nulla da rimproverarci. Abbiamo fatto quello che potevamo.

 Fine prima parte

 Il secondo articolo avrà come titolo: Guardate Cristo e non gli “spezzacanne”.

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