La Commemorazione di Gesù

Commemorare ha relazione con il passato perché ricorda o celebra in forma solenne un importante personaggio, una data significativa, un avvenimento storico. L’Ultima Cena o Commemorazione della morte di Gesù è l’evento più sacro per i Testimoni di Geova. 

 Cari fratelli, sono un inattivo e un tempo frequentavo la Sala del Regno di […] ho assistito alla commemorazione di quest’anno e vi devo dire che […] e non mi sembra che questa sia stata come quelle di tanti anni fa. Una volta c’era più coinvolgimento, più passione, più solennità. […]

L’oratore ha parlato poco di quello che accadde quella sera a Gesù […] mi è sembrato più un discorso pubblico […] parlava delle promesse del Regno e di tutto quello che dovrebbe accadere nel futuro e poco degli avvenimenti passati. […] Nello sfondo del podio c’era una grande diapositiva di scene del paradiso futuro. Ho anche notato […] che si è parlato poco di chi prende gli emblemi. Chissà perché. Una volta veniva spiegato di più questo passaggio […]

Ero seduto in fondo, tra bambini che si muovevano in continuazione e genitori che si alzavano ogni momento anche durante le preghiere. Ho fatto fatica a seguire. Mi sono anche chiesto come facevano tutti coloro che erano presenti in ultima fila a seguire con attenzione il discorso.

Secondo me non hanno capito molto […] la mia non è una critica, continuo a rispettare i miei fratelli, ci mancherebbe che […] ma sinceramente non ho imparato nulla che già non sapevo, molte cose erano scontate […] Se qualcuno mi invita per una commemorazione mi aspetto che si parli di più di cose importanti del passato di Gesù, di fatti che hanno caratterizzato l’Ultima Cena e non di cose del paradiso, anche se fanno piacere. […]

In effetti, quella sera si è avuta la sensazione che si parlasse più del futuro che del passato. Molto dipende dallo schema e dalle istruzioni che l’oratore riceve. C’erano quattro domande a cui l’oratore avrebbe dovuto rispondere:

1- perché l’uomo deve essere liberato dal peccato e dalla morte;

2- chi sono quelli che riceveranno i benefici del sacrificio di Gesù;

3- chi prende gli emblemi;

4- riconoscenza per questo sacrificio.

Può darsi che un oratore si soffermi di più su qualche punto e meno sugli altri. Molto dipende dall’età dell’oratore, dalla sua esperienza, dalla sua indole. Siamo d’accordo che si è parlato poco (anche il presidente) delle persone invitate, dei parenti, degli inattivi e di chi si è allontanato.

Forse un tempo si faceva più leva su questi aspetti. Forse in alcune congregazioni si continua a farlo, forse in altre non più. Siamo d’accordo su un punto importante: si deve parlare di più di quello che accadde quella sera a Gesù e agli apostoli.

La morte della memoria è un retaggio dei distratti, di chi è affetto dal morbo di Alzheimer o di chi ha problemi di demenza senile. La Commemorazione di Cristo è la risurrezione della memoria. Ci aiuta a individuare le trappole che ci illudono di “avere memoria”.

Ricordiamo più gli aspetti negativi che quelli positivi. Il pericolo maggiore di chi pronuncia un discorso è quello di trasmettere informazioni senza sbavature, attenendosi letteralmente a quanto scritto nello schema. Si tratta di una memoria che non aiuta a comprendere cosa c’è dietro a un fatto. La vera memoria aiuta a descrivere, legge e spiega, racconta con passione, fa vibrare le corde del cuore commuovendo chi ascolta.

Quando le donne andarono al sepolcro di Gesù, si spaventarono per quello che videro, mentre due angeli a proposito di Gesù, dissero loro: “Ricordate come vi parlò mentre era ancora in Galilea” (Luca 24:6).  In questi casi è importante ricordare non solo quello che Gesù disse, ma soprattutto come lo disse. (Vedi l’articolo sui due discepoli di Emmaus).

C’è modo e modo di raccontare e ricordare. Quando Gesù parlava alle folle e ai discepoli, ridestava la memoria, quella che scalda i sentimenti e trasforma il cuore. Non bastano lo studio, la conoscenza, la buona volontà, il tempo dedicato a prepararsi, ci vuole il cuore che appassiona. Ricordare deriva dal latino recordari, derivazione di cor cordis ‘cuore’, in quanto ritenuto sede della memoria. Perciò, la Commemorazione di Gesù deve ridare al cuore quegli avvenimenti.

Quando il cuore pulsa tutto il corpo è vivo e reattivo agli stimoli. Perciò, chi assiste alla Commemorazione dovrebbe andare via più stimolato rispetto a quando è entrato in Sala del Regno. Se va via e ricorda ben poco non si capisce allora il motivo della presenza di quella sera. Ciò vale per chi pronuncia il discorso e presiede, ma anche per chi ascolta la storia della parte finale della vita di Gesù.

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