Malati di giuridismo

 

LazatteradellaMedusaLa zattera della Medusa, Théodore Géricault, Museo del Louvre, Parigi

Dal diario di un inattivo. Maggio 2013.

Altro grave problema nelle congregazioni è l’autoritarismo. Non metto in dubbio che la Congregazione mondiale debba essere investita di autorità; quando questa, però, si trasforma in autoritarismo, secondo me, la congregazione si nega e si corrompe, perché diventa chiusura e fine a se stessa.

Allora lo Spirito suscita i “ribelli obbedienti” che agitano le acque, disturbano, scandalizzano anche, ma inducono alla purificazione e all’autenticità della Parola di Dio. Sono questi “temerari dello Spirito” a fare la congregazione, a esporsi senza timore, nel tentativo di scoprire nuove forme, nuove vie. 
Sono proprio loro a comprendere che, la disciplina esercitata da anziani e sorveglianti, spesso, è a discapito della legge dell’amore, sacrificata sull’altare di un giustizialismo integralista a vantaggio dell’ordine costituito e della gestione di beni più materiali che spirituali.

Quando lo capiranno che i discepoli di Gesù non sono schiavi da disciplinare, ma i nostri fratelli e sorelle bisognosi del tocco della compassione e della misericordia. Quanti anziani e sorveglianti, ho incrociato nella mia vita spirituale, che nell’esercizio del loro incarico hanno smarrito l’autorevolezza dell’amore, perché amavano l’autorità.

Si sono ammalati di giuridismo, l’antica abitudine romana di prescrivere una soluzione giuridica per ogni problema umano. Costoro cercano di imprimere un carattere spirituale sotto il sigillo del magisterium, l’esercizio del loro ministero.

Alcuni vedono la congregazione come una zattera di naufraghi e derelitti che urlano il loro grido disperato d’aiuto.  Una zattera carica di affamati e assetati di spirito, di moribondi spirituali, di disperati che agitano al vento le pagine stropicciate e ingiallite della Bibbia e gli stracci sporchi dell’Organizzazione.

Chi vede questa zattera di profughi disperati, un barcone di clandestini che cerca di sbarcare presso spiagge sicure e accoglienti, resta negativamente impressionato e volge lo sguardo altrove. Chi, invece, riesce a scorgere tra le urla di questa ciurma disperata, anche la voce di Cristo, comprende che Gesù si confonde con loro, anzi è uno di loro.

Allora ogni cosa cambia. La realtà assume l’aspetto del vero soccorso, invocato da quanti vogliono navigare su una nave sicura, che sappia affrontare le tempeste della vita e sia in grado di condurre in salvo milioni di persone.

Pur con tutte le imperfezioni, non si può negare che la congregazione cristiana ha il volto dell’amore, essa è la Testimone dell’amore di Dio. Pur considerata straniera e sconosciuta in questo mondo, in lei si scorgono i lineamenti di Cristo.

E’ difficile accostarsi alla Congregazione, vederla con occhi limpidi e col cuore puro e non accorgersi che ha il potere di attrarre e affascinare. Ed è per queste ragioni che il mio cuore di inattivo si lacera dal dolore. E continua a urlare dalla zattera come un naufrago disperato in attesa di un soccorso.

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