La forza della ragione contro il potere occulto

La ragione e il pessimismo in Leonardo Sciascia. Riflessione di una “somiglianza”

La Sicilia è la terra di Sciascia, oltre che terra di contraddizioni: bellezze naturali e fatica di vivere; genuinità aperta dei siciliani ma anche poteri nascosti. Un potere occulto, mafioso, in grado di rendere impotente persino la ragione. La vita di Sciascia è segnata dall’impegno contro le sopraffazioni di questi poteri. Le sue opere sono una denuncia civile, nonché l’espressione di una passione per la giustizia e per la ricerca della verità. Gli ultimi anni della sua vita sono caratterizzati da un forte pessimismo, evidente negli scritti.

Sciascia non era un credente ma neanche un mangiapreti, era un agnostico, amante della verità dimostrabile e rispettoso di qualsiasi credenza degna di rispetto. La forza della ragione in cui credeva non era quella che in genere si usa a senso unico, come fanno tanti per dimostrare di avere ragione in ogni caso.  Quando ci si intestardisce a volere a tutti costi ragione, alla fine si finisce per diventare irragionevoli. Lo scrittore siciliano si nutre di buonsenso pur odiando il denaro, il potere e alla meschinità dogmatica contrappone il dubbio come migliore antidoto. Le sue denunce lo portano a diventare un polemista, a essere per molti una coscienza civile; denunce che gli procureranno molti nemici.

Questo atteggiamento è un po’ il destino di quelli che a un certo punto della loro vita spirituale e religiosa si rendono conto che tutto quello che hanno voluto, in realtà non c’è mai stato e che al momento non c’è e mai ci sarà. La ragione contrapposta alla fede ha contribuito con la sua forza a indebolirla fino a farla naufragare. Da qui nasce il pessimismo che caratterizzerà il corso della propria vita. La perdita della fede nella speranza per cui si è lottato e creduto per lungo tempo, rende il credente sempre più pessimista. Un tale pessimismo è inconcepibile all’interno di un gruppo, associazione, chiesa o congregazione e non è ammissibile esprimerlo liberamente, soprattutto se riesce a influenzare anche altri membri. Per Sciascia, non è permesso essere pessimisti nemmeno di fronte al pessimo. E allora cosa fare se non vuoi finire nell’inattività o essere disassociato? Esultare meschinamente: allegria, allegria.

 

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   Elogio della fuga

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