La fuga senza ritorno di tanti riformatori che non vollero conformarsi

Perseguitati dalle gerarchie ecclesiastiche per le loro idee innovatrici e riformiste, accusati di eresia e blasfemia, scomunicati o disassociati, costretti all’abiura o all’esilio, marcirono in galera, furono arsi vivi, alcuni noti alla storia, altri sconosciuti.

Questi uomini di fede hanno avuto il merito di aver dato un grande contributo al rinnovamento del pensiero delle loro chiese e congregazioni. Hanno sparso il germe del rinnovamento e lo hanno diffuso in lungo e in largo con coraggio, a rischio della loro vita.

Sono un intreccio di storie, di vite diverse, di energica diffusione della conoscenza della Bibbia e aperti al progresso umano, vittime di bassezze religiose, di continue ricerche della verità e di solidarietà insperate. Bernardino Ochino, Iacopo Aconcio, Giulia Gonzaga, Lelio e Fausto Sozzini, Miguel Serveto, Olimpia Morata, Giorgio Siculo, Valentino Gentile, Francesco Pucci, Marcantonio De Dominicis, Tommaso Campanella, sono nomi che per la maggioranza delle persone dicono poco, forse nulla.

Considerati peste ereticale, pur in fuga senza ritorno, costretti ad abbandonare le loro famiglie, che ne pagarono le conseguenze, affrontarono sospetti, inganni e tradimenti, ma che lasciarono spunti di riflessione, difendendo la libertà di culto e di pensiero, promuovendo il sano dubbio come mezzo per giungere alla verità. Cedettero i loro corpi alla paterna cura degli inquisitori.

La caccia agli eretici è cosa del passato? No, la caccia non è mai finita. Ancora oggi sono in tanti coloro che vengono espulsi dalla loro religione perché non più d’accordo con certe dottrine, insegnamenti e modi di fare. O semplicemente perché hanno idee talmente innovatrici da precorrere i tempi. Non pochi di loro sono diventati inattivi. Cristiani che hanno lasciato un’impronta nelle congregazioni. Cristiani che hanno saputo vedere oltre l’orizzonte. E questo ha creato reazioni a livello gerarchico, perché attecchisce sempre quella zizzania che è l’invidia. Chi si batte per il dialogo tra ragione e fede è sempre ostacolato e l’avere più ingegno del comune è sempre una grande colpa agli occhi dei mediocri.

Spesso sono gli inquisitori a creare gli eretici.

Umberto Eco, Il nome della rosa.

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Eresia: il significato originario era «presa, scelta, elezione, inclinazione, proposta» e designa la negazione di alcuni dogmi o verità di fede insegnati dalla Chiesa di appartenenza. Diversamente dallo scisma, l’eresia non implica la volontà di separarsi dall’autentica Chiesa, che l’eretico ritiene anzi di rappresentare.

Figure in alto, da sinistra a destra: Ochino, Aconcio, De Dominicis, Campanella, Morata, Gonzaga.

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APPROFONDIMENTI:

Uscita di sicurezza

 

 

 

Un affettuoso addio alla Chiesa

 

 

 

 

 

Un grande scrittore disassociato

 

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