LA LETTERA / Fuggire da un’amicizia fraterna

Non voler più proseguire un’amicizia che dura da molti anni può causare una profonda ferita

Vi scrivo perché sono rimasto turbato a causa di un mio caro amico che era più di un fratello. È stato lui che mi ha fatto lo studio della Bibbia più di venti anni fa. Da allora diventammo amici inseparabili, ci siamo frequentati, uscivamo spesso in servizio e abbiamo lavorato insieme come nominati. Abbiamo vissuto momenti belli e siamo sempre rimasti in ottimi rapporti. Lui è un fratello molto capace, preparato e ha una conoscenza e una cultura superiore alla mia. Il suo impegno nell’organizzazione era notevole fin quando ha deciso, qualche anno fa, di non frequentare più la congregazione.

Mi disse che non voleva più rogne e che era stanco e amareggiato. Non aveva intenzione di uscire con me come avevamo sempre fatto, nemmeno per prendere un caffè al bar. Non ce l’aveva in particolare con me ma con gli anziani. “Lasciami fare la vita che voglio fare – mi disse – non voglio più sentire parlare di amore e di amicizia. La realtà che sto vivendo è molto diversa da quella in cui ho sempre creduto”. Si sentiva ingannato e a oggi non ne capisco le ragioni. Da allora è sparito. Lui è un fratello sensibile che si nasconde dietro una maschera da duro. So che non sta bene di salute e che non si cura come dovrebbe. Tutte le volte che ho provato a sentirlo mi ha risposto picche. Quando ho provato a parlargli, ricordandogli la nostra amicizia, mi ha risposto di non scherzare con i sentimenti, di lasciar perdere i sentimentalismi. Capisco tutto ma non si può buttare via un’amicizia fraterna durata 20 anni.

Gi.F.

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Ti ringraziamo della tua lettera e di averci fatto conoscere i tuoi sentimenti al riguardo. Apprezziamo gli sforzi fatti per riprendere l’amicizia di un tempo e gli sforzi che avresti voluto fare per aiutarlo a riprendersi. Ti incoraggiamo a non mollare, cercando comunque di rispettare sia la privacy che la sua scelta. Da quello che sappiamo, questa esperienza non è l’unica e quasi sempre le motivazioni che inducono un fratello ad allontanarsi si ripetono in continuazione. Mantieni vivo il tuo spirito fraterno e amichevole.

Leggendo e rileggendo la tua lettera abbiamo trovato alcuni spunti che ti possono aiutare a fare alcune riflessioni. Anche se a te può sembrare che il tuo amico non si curi, abbiamo l’impressione che invece è più vivo che mai. Paradossalmente sembra che sia il tuo stato d’animo a risentirne di più. Pur condividendo il fatto che secondo te la tua lunga amicizia sia stata buttata via, che la scelta di questo fratello sia in apparenza inspiegabile, che non bisogna scherzare con i sentimenti, nonostante tu lo descriva come un uomo sensibile mascherato da duro, forse è questa tua percezione dell’altro la chiave di lettura di questa storia. Ci sembra che tu abbia caricato eccessivamente questa amicizia che può essere vista come un carico pesante. Il troppo affetto fraterno a volte può essere controproducente se non viene fatto in modo equilibrato. Alcuni reagiscono in maniera inaspettata a un rapporto che sembra consolidarsi ogni giorno di più.

Per quanto riguarda il suo rapporto con gli anziani, tieni presente che alcuni di questi anziani manifestano in congregazione dosi di altruismo che sfociano in un’etica della filantropia più apparente che di sostanza. Altri invece lo fanno con buoni motivi. C’è da chiedersi se lo fanno perché si sentono spinti da un amore veramente altruistico o per compensare un vuoto affettivo e spirituale? Forse il tuo amico sente molto il disagio di un rapporto frustrante con altri anziani per i motivi sopra descritti e invece sente poco il tuo appoggio emotivo e spirituale? Forse si è reso conto che l’amore altruistico di questi anziani è tanto fumo e poco arrosto? Il tuo disaccordo nella sua decisione o fargli notare che la tua lunga amicizia sia stata messa da parte in maniera così brusca o gettata al vento, lo ha irrigidito ancor di più nelle sue posizioni? Hai valutato se ora ti “vede” come tutti gli altri? Sono dettagli non importanti ma da non trascurare.

Questa sensazione di turbamento che ci racconti, forse non viene percepita come pensi o condivisa appieno dal tuo amico, che potrebbe aver scelto in modo più o meno consapevole di essere libero, di uscire dalle regole e da uno stile di vita che non sente più suo. E’ probabile che non era più felice come una volta. Magari ha provato a soffocare certe sensazioni oppure non è riuscito a trovare altre alternative, se non quella di andarsene via e di rifarsi una nuova vita. Il riconoscimento per sentirsi di nuovo felice forse lo ha trovato in altri campi o in altre forme di riconoscimento non più riconducibili alla vita passata. Immersi come siamo nel nostro tran-tran teocratico e nelle nostre abitudini, ci rimane difficile spiegare i comportamenti di alcuni che non si adeguano più al sentire della maggioranza. Tuttavia, rispettiamo a prescindere le loro scelte con la dovuta ragionevolezza e speriamo che un giorno le cose cambino, sia nella vita di questi fratelli lontani, sia nei corpi degli anziani.

i.i

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