La patologia dei malpensanti

calunnia botticelli

Sandro Botticelli, La calunnia, Galleria degli Uffizi, Firenze

Al centro della scena, Insidia e Frode sistemano i capelli di Calunnia, una bella donna che trascina nudo e impotente il calunniato davanti a re Mida, seduto sul trono della giustizia. Il re ha le orecchie d’asino per simboleggiare l’uso pessimo del giudizio. E’ affiancato da Sospetto e Ignoranza, cattive consigliere. Re Mida allunga la mano a Livore coperto di stracci e incappucciato per indicare come il rancore sia meschino e malcelato. A sinistra, per ultima e distaccata, la Verità, per tradizione nuda. La precede Penitenza in abiti funerei. Senza espiazione del male non segue verità.

Una categoria che vede il male anche dove non c’è.

“Malpensante” è chi è incline a pensare male, a formulare giudizi negativi sugli altri. E’ chi tende a vedere il male ovunque e a interpretare nel senso peggiore le azioni e il comportamento altrui. Sul malpensante pesa la condanna di quanti hanno bisogno di conforto. Il malpensante fa venire il mal di testa. Il suo volto è torvo dall’invidia ed è infiammato dal livore.

“A pensar male non si fa peccato” non ha alcun senso. Si fa peccato eccome pensando male del prossimo. Quelli che ragionano così fanno un’interpretazione sbagliata delle parole di Gesù di mostrarsi “cauti come serpenti”. Diversamente, il “benpensante” ha bisogno di sentirsi “buono tra i buoni” in modo da potersi costruire una corazza che lo difenda dalle minacce esterne e dalle paure interne. Il mal pensare è una malattia morale che distorce la percezione della realtà, ingannandosi di poterla controllare. Crea mostri fantastici e orribili.

invidiaI malpensanti si giustificano dicendo che “il male esiste” e che esso sia una realtà della nostra vita. Anche gli astri esistono ma non è l’astrologia, la chiave per comprendere la natura. La storia della religione abbonda di fatti poco chiari, di manovre oscure, di poteri occulti, di persecuzioni e di malefatte. Ai teorici del male non date mai un dito di ingenua cautela. Si prenderanno il braccio delle insinuazioni, dei sospetti, dei dubbi e delle ambiguità. La parola guarisce dal male, la parola ferisce col male. Parlare a sproposito può distruggere le amicizie, rovinare i matrimoni e persino una buona relazione con Dio. Me li ricordo bene questi capiscuola della dietrologia, demolitori dell’intelletto positivo, che hanno incrociato la mia vita durante i lunghi anni di servizio teocratico. Io, inattivo, sono stato spesso oggetto e vittima dei malpensanti. Giudicare favorevolmente gli altri può cambiare la vita. Parlare negativamente può rovinare la vita dei fratelli attivi. Facile condividere le sofferenze di un amico, difficile godere del successo di un fratello.

 

 

 

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