La quercia robusta e la canna rotta

Una minuscola ghianda si stacca dall’albero, cade a terra e viene sotterrata da uno scoiattolo. Nel tempo, il seme germoglia e cresce fino a diventare una maestosa quercia, uno degli alberi più imponenti.

La quercia viene ammirata per la sua forza, la sua affidabilità e la sua resistenza. Spesso si ricorre all’espressione “sei forte come una quercia” per esprimere la grande stabilità sia fisica che emotiva di una persona. Una tale persona ha tutte le caratteristiche per vincere nella vita: resistenza, tenacia, forza di volontà, coraggio, fedeltà, speranza incrollabile, alti ideali, principi e valori.

Inoltre, una persona del genere, ha la tendenza ad aiutare le persone, è molto attenta ai bisogni altrui, sa ascoltare e incoraggiare, mostra generosità e riesce a dare protezione e sicurezza. Cristiani del genere sono una vera benedizione nelle congregazioni.

Quando si è spinti più dal dovere che dall’amore, il rischio è che queste qualità possano diventare una trappola, soprattutto quando si continua a portare il peso degli altri dimenticandosi dei propri bisogni. Ci si illude di essere forti in qualunque momento e in qualsiasi circostanza. Si comincia a fare le cose perché “si deve” e non perché “si vuole”.

La resistenza può diventare una debolezza, la forza di volontà un’abitudine, la stabilità insicurezza. In tanti anni di verità abbiamo conosciuto fratelli forti come la quercia diventare fragili come una canna. Oggi, sono pochi coloro che sono considerati delle querce nelle congregazioni, mentre abbondano le finte querce o le querce malate. E che dire delle “canne rotte”?

“Non schiaccerà la canna rotta” (Matteo 12:20)

Di solito le canne crescono in zone paludose e non sono piante robuste e stabili, anche se il fusto di alcune canne è contemporaneamente flessibile e abbastanza resistente. Sembra quindi che non la canna integra, ma ‘una canna rotta’ rappresenti gli oppressi e i sofferenti. All’epoca di Gesù, i capi religiosi ebrei, che si credevano delle querce in campo religioso, disprezzavano la gente comune. (Giov. 7:47-49) Era talmente trattata con durezza che questa gente poteva essere paragonata a ‘canne schiacciate’ dai piedi di un uomo.

Gesù, invece, mostrò compassione ai poveri e agli afflitti. (Matt. 9:35, 36) Le sue parole tenere, amorevoli, compassionevoli, non aggravavano lo scoraggiamento di chi soffriva.  Al contrario, rivolse loro un gentile invito: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”. (Matt. 11:28) Non schiacciò la canna rotta o spense, per così dire, l’ultimo sprazzo di vita di chi era come il lucignolo di una lampada. Al contrario, si prese tenera cura di coloro che soffrivano, raddrizzò la canna e ravvivò in loro la fiamma della vita.

Anche oggi molti hanno bisogno di compassione e incoraggiamento. I tdG non sono tutti delle querce, a volte somigliano a delle canne rotte. Non vogliamo indebolire i fratelli che hanno bisogno di aiuto, come i ‘fratelli lontani’. Cercare i difetti di questi fratelli lontani per giustificare la nostra mancanza di aiuto è cosa grave. Non è con la disapprovazione che si aggiusta una ‘canna rotta’.

Anche le insinuazioni possono scoraggiare e far allontanare definitivamente un fratello da Geova. Anche se non esiste una formula standard per incoraggiare, possiamo parlare e agire con umiltà. Se i nostri motivi sono sinceri e mostriamo rispetto, siamo buoni ascoltatori e agiamo in modo amorevole con i fratelli lontani, è improbabile che questi non siano toccati nel cuore.

Caro anziano, sei una quercia sana o una malata? Come tratti la ‘canna rotta’, colui che sta soffrendo come nel caso del fratello ‘lontano’? La raddrizzi o la schiacci?

In futuro pubblicheremo diversi articoli sulla “canna rotta” e “il lucignolo fumante”.

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA