La resistenza dei testimoni di Geova contro il nazismo

Col termine «resistenza» in tempo di guerra si indica di solito la lotta armata contro l’oppressore. Ma durante il periodo nazista, «resistenza» ha assunto il significato di qualsiasi tentativo deliberato di opposizione al regime nazista, per mezzo di atteggiamenti, posizioni e comportamenti.

In questo periodo, la «resistenza spirituale» dei testimoni di Geova incluse il rifiuto di compiere atti di culto o attività culturali. Il solo conservare la volontà di vivere era un atto di resistenza. Nei campi di concentramento lottavano per sopravvivere psicologicamente e fisicamente. Reti clandestine di reciproco soccorso aiutavano a procurare ciò che serviva per sostenersi.

Anche se il significato originale di «resistenza» era un tentativo consapevole di opporsi al regime nazionalista, essa include anche il rifiuto come forma di azione nei confronti del nazismo, che per motivi etici, politici, religiosi, sociali o personali auspicava la fine del regime, accettandone i relativi pericoli.

Quali erano gli strumenti di persecuzione nei confronti dei testimoni di Geova?

  • Denuncia, perdita del lavoro, divieto di lavorare, confisca dei beni, ritiro dei documenti, perdita dei benefici pensionistici e previdenziali, altre perdite personali.
  • Imprigionamenti, custodia cautelare, internamento, violenze fisiche.
  • Pressione fisica e psicologica ai bambini, espulsione dei bambini dalle scuole e tentativi di rieducarli presso famiglie adottive o riformatori nazisti.
  • Violenze fisiche mortali, condanne capitali come ad esempio per il rifiuto del servizio militare.

Quali erano le forme di resistenza dei testimoni di Geova?

  • Rifiuto all’obbedienza assoluta, niente saluto nazista a Hitler o alle bandiere, rifiuto di uniformarsi, di non partecipare a elezioni e di appartenere a organizzazioni di massa naziste, rifiuto categorico della guerra e della produzione bellica.
  • Riorganizzazione clandestina attraverso riunioni in piccoli gruppi, creazione di una rete per la distribuzione di materiale cartaceo, introduzione clandestina di pubblicazioni nei campi di concentramento.
  • Ripresa delle attività missionarie, campagne con volantini in Germania e campagne di informazione all’estero.

Quali erano i motivi dello scontro?

  • Purezza razziale e superiorità dei tedeschi con forte antisemitismo. I testimoni di Geova si opponevano a qualunque forme di razzismo.
  • Nazionalismo, con lo scopo di estendere il potere della Germania e cieca obbedienza a Hitler. Il carattere confessionale dei Testimoni sottintendeva l’uguaglianza fra i popoli.
  • La neutralità politica dei Testimoni e il loro rifiuto di giurare fedeltà allo Stato nazista.

Nel 1933 i testimoni di Geova erano un piccolo, pacifico gruppo di cristiani, che in Germania contava circa 25.000 membri. Quando i nazisti andarono al potere, i testimoni di Geova vennero presi di mira come nemici dello Stato.

Complessivamente, oltre 6.000 testimoni di Geova tedeschi e di altri paesi europei furono internati. In totale, circa 1.500 Testimoni morirono nelle prigioni e nei campi di concentramento nazisti per le condizioni disumani cui erano costretti. Altri morirono poco dopo essere stati liberati alla fine della Seconda guerra mondiale. Quasi 400 Testimoni furono giustiziati in Germania e nei paesi sotto il regime nazista. La maggior parte delle vittime fu decapitata.

Altri furono fucilati o impiccati senza un regolare processo, principalmente per obiezione di coscienza. Altri ancora furono uccisi nelle camere a gas o con iniezioni letali, altri furono sottoposti a esperimenti medici che ne causarono la morte.

Furono l’unica categoria religiosa a sé stante, per questo motivo dal 1937 furono contrassegnati da un triangolo viola. Nonostante ogni Testimone, a differenza di tutti gli altri gruppi, avrebbe potuto essere rilasciato dai campi di concentramento, se avesse firmato una dichiarazione di abiura, solo pochissimi la firmarono.

Ogni anno, in occasione del Giorno della Memoria pubblichiamo un articolo in ricordo di questi nostri fratelli. I testimoni di Geova non erano degli eroi della resistenza né aspiravano al martirio. Volevano semplicemente rispettare le proprie convinzioni cristiane.

Quest’anno il Giorno della Memoria si celebra lunedì 27 gennaio

Oggi, ognuno di noi potrebbe trovarsi di fronte ad interrogativi, come questi: Quando è giusto seguire gli altri e quando invece è giusto difendere le proprie convinzioni? È possibile rispettare le proprie convinzioni di fronte a gravi minacce? Ne vale la pena? La coscienza e lo spirito umanitario vanno anteposti alle leggi nazionali? Se sì, in quali casi?

Conoscendo le azioni di questi fratelli e sorelle, ogni lettore di questo sito sarà in grado di analizzare e salvaguardare la propria identità spirituale. Queste storie di straordinarie resistenze spirituali possono aiutare ogni lettore a vedere oltre i confini della sua identità e ad essere tollerante verso il prossimo. Cosa, oggi, abbastanza difficile da praticare nell’era del Web.

Pensando che sarebbe stato messo a morte come suo padre e suo fratello, Franz Wolfhart scrisse la poesia “Rimango saldo”.

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Vedi anche:

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Approfondimento storico:

 

Triangoli Viola, Claudio Vercelli, Carocci editore

La loro storia, oltre a testimoniare della forza dei convincimenti interiori, è parte della più generale vicenda delle opposizioni e delle resistenze civili che accompagnarono gli anni cupi del totalitarismo nazionalsocialista.

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