La ricerca degli inattivi continua

fanfara

Per incoraggiare o per condannare?

Abbiamo ricevuto da un nostro lettore un lungo commento che riguarda gli inattivi e che ci è parso illuminante per la sua analisi sulle varie voci che si stanno rincorrendo in questi giorni sul Web a proposito della direttiva di considerare come un disassociato il Testimone inattivo che pratica in maniera impenitente un peccato. Ringraziamo il fratello e riportiamo il testo del commento.

Dopo aver suonato la fanfara per due anni nella ricerca degli inattivi, con ogni probabilità, dai rapporti ricevuti, si sarà scoperto che molti di essi non hanno nessuna intenzione di tornare indietro. Forse, gli anziani, non si aspettavano questa reazione, né che fossero così determinati a chiarire, non i vecchi motivi per cui si sono allontanati, ma le nuove ragioni per cui non vorrebbero più rientrare.

Secondo me, il corpo direttivo e i corpi degli anziani, hanno sottovalutato il bagaglio di conoscenza che gli inattivi hanno acquisito in questi ultimi anni tramite il Web. Forse hanno pensato che un Testimone che si allontana dall’organizzazione sia all’oscuro di tutte le vicende che hanno coinvolto ultimamente la stessa organizzazione o perlomeno che non fosse così bene informato.

Hanno dovuto ricredersi. Tra i più informati, di quello che sta succedendo dentro e fuori l’organizzazione, sono appunto gli inattivi, forse più degli stessi oppositori e sicuramente sanno più cose degli stessi testimoni di Geova attivi.

I recenti cambiamenti strutturali interni, le varie denunce sui casi di pedofilia, le molte storie personali di ostracismo perpetrate nei confronti di molti proclamatori attivi diventati inattivi loro malgrado, le evidenti falle nei meccanismi di difesa dell’organizzazione dagli attacchi sempre più insidiosi e documentati, i cambiamenti confusi che riguardano alcuni insegnamenti, la richiesta sempre più esplicita di richieste di contribuzioni e soprattutto (secondo me) l’incapacità degli anziani e la loro scarsa preparazione con la quale hanno affrontato questa campagna sugli inattivi con l’opuscolo Ritorna a Geova, ha fatto sì, che una iniziativa dallo spirito nobile e scritturale si sia trasformata in un’autentica débacle per gli anziani e il corpo direttivo.

Da quanto mi risulta, gli incaricati di visitare gli inattivi erano talmente impreparati da non superare nemmeno le più banali obiezioni. Come si dice, in molti casi, sono andati via con la coda tra le gambe.

Tutti questi fattori dimostrano quanto gli anziani siano lontani dai reali problemi che coinvolgono gli inattivi. Chi non è dentro il loro mondo non potrà mai capirli pienamente. A motivo di questi risultati inconcludenti e insoddisfacenti, il corpo direttivo sta valutando l’idea di non suonare più la fanfara della ricerca ma di dare l’aut aut, in particolare a una grossa fetta di inattivi.

In questo congresso, non ci sono statistiche che indicano il numero degli inattivi rientrati né il solito video strappalacrime. Ai congressi estivi, tramite questa direttiva, si vuol far capire chiaramente a una parte di inattivi “attivi”, che:

“Caro inattivo, questa è la tua ultima possibilità, o cambi condotta o è guerra. I nostri anziani, incaricati di cercarti, ci hanno riferito che guardi siti apostati o siti che ci criticano, addirittura siamo venuti a conoscenza che ci sono molti inattivi che sono i fautori di questi siti e che scrivono anche molti degli articoli pubblicati.

Gli anziani hanno preso nota di questo tuo atteggiamento sleale nei confronti dell’organizzazione e dei suoi rappresentanti e da questo momento se non cambi condotta sarai considerato alla stregua di un omicida, di un fornicatore, di un adultero, di un drogato, un alcolizzato, un ladro, un fumatore, un dissoluto.

Sì, perché per noi testimoni di Geova non c’è nessuna differenza tra tutti questi gravi peccati, l’uno vale l’altro, anzi se proprio vuoi saperlo, quello di fare comunella con gli apostati, diventare un ribelle, un simpatizzante o uno loro, è il più grave di tutti”.

La vedo dura per gli inattivi, non tanto per questa tardiva presa di posizione radicalizzata, quanto per la corazzata di anziani che sta scaldando i muscoli per la guerra finale agli inattivi e tappare la bocca a questi “apostati fratelli”, che tutto sommato dicono molte cose vere e che tanti pensano, ma non hanno il coraggio di dirlo apertamente. Sono già armati di tutto punto, con la “ramboide” determinazione di scovare uno per uno gli inattivi nel loro territorio.

A generare ancor più confusione tra le corazzate di anziani con la bava alla bocca, è il secondo discorso di sabato sugli inattivi, dove si incoraggiano gli anziani e i proclamatori attivi a essere calorosi e amorevoli con gli inattivi nell’aiutarli a ritornare. La confusione non è tra gli inattivi o tra i fratelli sinceri che si presteranno di nuovo (e forse più preparati di prima) a collaborare con il corpo direttivo nella ricerca congiunta di questi fratelli che non si associano più.

Ma la confusione è nella testa di coloro che amano la vendetta e non la giustizia misericordiosa. Questi si fermeranno al solo discorso di venerdì. L’altro, quello del sabato non gliene importa nulla. A tempo debito sapremo. Io mi auguro che sia il discorso di sabato a toccare i cuori dei fratelli.

Non si può comunque avere le fette di mortadella negli occhi e non chiedersi: Guerra o pace? Delazione o privacy? Ritorno o condanna? Trattarli da disassociati o da fratelli bisognosi? Lasciarli in pace e fregarsene di quello che fanno? La confusione potrebbe essere tale da far fatica a uscirne con le idee chiare. Preghiamo Geova che ci faccia trovare la strada per uscirci.

Per capire meglio questa disposizione e rifletterci sopra, riporto quanto scritto sul Ks alle pagine 73-74, i paragrafi 40-42:

Tenendo conto della durata del periodo di inattività della persona e degli altri fattori sopra indicati [Si dichiara ancora tdG? E’ conosciuto come tdG? La sua condotta influisce su altri, come nei casi di adulterio o di abusi sui minori? Rappresenta un “lievito” o influenza corruttrice? E’ disposto a incontrarsi con un comitato giudiziario?], gli anziani potrebbero decidere di tenere la cosa in sospeso. Prepareranno una relazione e se la persona manifesterà il desiderio di tornare, potranno chiarire tali questioni.

Se la condotta peccaminosa della persona è nota solo agli eventuali familiari credenti e la congregazione non ha preso nessun provvedimento, è probabile che i familiari credenti decidano di limitare notevolmente i contatti con lei, considerandola una cattiva compagnia.1 Cor. 15:33; W 85 15/7 p.19 par. 14.

Il dibattito nei giorni a venire, sarà lungo e spinoso.

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