La semina tra i cattolici inattivi

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Alcuni punti della relazione del cardinale Wuerl, tenuta in occasione dell’apertura della sedicesima congregazione generale, utili alle parrocchie, per aiutare gli inattivi cattolici a ritornare nella Chiesa.

Una “iniziativa diligente e coerente verso i cattolici inattivi a livello personale” e un invito alla pazienza, perché “la crescita del seme della fede richiede tempo” sono giunti dall’arcivescovo di Washington, Donald Wuerl, nel corso della relazione che ha tenuto il 17 ottobre 2012, in apertura della sedicesima congregazione generale. Riportiamo uno stralcio di alcuni punti della relazione, utili alle parrocchie, per aiutare gli inattivi cattolici a ritornare nella loro Chiesa. (Il grassetto è nostro).

Ci è stato ordinato di trasmettere fedelmente al mondo il Vangelo di Gesù Cristo. L’evangelizzazione è la missione primaria della Chiesa… Il dovere di annunciare la verità salvifica non è soltanto responsabilità del clero e dei religiosi. Anzi, il Sinodo ha sottolineato l’importante ruolo di ogni discepolo di Cristo nella missione di diffondere la fede. La discussione ha accentuato la partecipazione decisiva e vitale di ogni cattolico alla missione evangelizzatrice, in particolare mediante l’impegno solerte e grazie ai doni dei fedeli laici…

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Come può la Chiesa promuovere in tutti i battezzati una maggiore consapevolezza della loro responsabilità missionaria ed evangelizzatrice? La nuova evangelizzazione, implica andare incontro a coloro che, avendo udito parlare di Cristo, avevano cominciato a praticare la fede, ma per qualche motivo l’hanno abbandonata. Come può la comunità cristiana diventare più consapevole dell’importanza di questa attività catechetica ed educativa? …

Molti interventi hanno fatto notare la grande ignoranza della fede e perfino dei suoi rudimenti, che prevale anche in quei Paesi che hanno alle spalle una lunga storia cristiana… Alcuni hanno sottolineato che non basta presentare semplicemente il cristianesimo e i valori cristiani su internet o in film religiosi. È necessario entrare nel linguaggio dei nuovi media. La Chiesa ha bisogno di apprendere l’arte della comunicazione dalla prassi concreta delle moderne comunicazioni sociali.

È necessaria… una catechesi che promuova la nostra crescita spirituale… Il nostro impegno personale non si esaurisce nella nostra iniziativa individuale… La cultura è l’ambito della nuova evangelizzazione. La cultura si riferisce all’agire quotidiano, alle varie reti di comprensione e di significato che sono all’origine delle numerose connessioni quotidiane fra la persona, la comunità e la società. La cultura forma un legame vitale che collega la persona alla comunità e la comunità alla società…

Altri ancora hanno ricordato al Sinodo che l’attenzione agli infermi e ai sofferenti è un elemento essenziale dell’evangelizzazione. I malati e i disabili sono in grado di diventare agenti dell’evangelizzazioneIn che maniera la Chiesa può aiutare tutti i battezzati a vivere la fede cristiana e a rendere un servizio di testimonianza alla forza trasformante di Dio nella nostra storia? …

Molti padri sinodali hanno evocato una nuova Pentecoste, vedendo nell’azione odierna della Chiesa, animata dallo Spirito Santo, un riflesso dell’energia della Chiesa delle origini, quando gli apostoli hanno cominciato a portare i primi discepoli al Signore… In tutta la Chiesa le parrocchie sono i luoghi deputati in cui si svolge la maggior parte della vita della Chiesa. L’importanza delle parrocchie nello sviluppo della nuova evangelizzazione è stata sottolineata spesso, poiché si tratta del locus in cui avviene buona parte dell’esperienza delle persone nella Chiesa. Nel contempo, è stata riaffermata la necessità di sottolineare l’importanza delle piccole comunità di fede come fondamenti per l’azione della Chiesa odierna per realizzare una nuova Pentecoste… Ogni pastore deve essere in condizioni di lavorare con tutti coloro che gli sono stati affidati e non limitarsi a una piccola parte del gregge….

I catechisti hanno un ruolo capitale nella trasmissione della fede. È forse giunto il tempo di conferire loro un ministero istituzionalizzato, stabile nella Chiesa? In che maniera può la Chiesa assistere meglio i catechisti nel loro ministero, che è tanto importante? Alcuni Padri sinodali hanno menzionato il bisogno di ripristinare la tradizione kerygmatica cattolica al fine di parlare con coraggio la Parola di Dio, al tempo opportuno e non opportuno, di riprendere la voce profetica della Chiesa, di discernere i segni dei tempi che ci richiamano a una nuova evangelizzazione e di impegnarci nella proclamazione di una risposta cattolica a questi segni dei tempi…

Infine, è stato riconosciuto che la nuova evangelizzazione non è soltanto un programma momentaneo, ma una maniera di guardare verso il futuro della Chiesa e di vederci tutti impegnati nell’invito, rivolto anzitutto a noi stessi, a un rinnovamento della fede e poi a tutti coloro che ci attorniano in un’accettazione gioiosa della vita in Cristo Risorto…

Molti hanno messo in evidenza il ruolo dei laici nell’opera per la nuova evangelizzazione… il compito dei singoli cattolici è di richiamare la gente alla pratica della fede, con la parola, ma anche e soprattutto con le opere, con l’azione e con la nostra maniera di vivere…

Non sono mancati gli interventi che hanno messo in luce anche il fenomeno delle migrazioni, tanto diffuse ai giorni nostri. Succede spesso che i cattolici arrivano a un contesto nuovo e smettono di essere attivi nella loro fede. L’accoglienza e il loro inserimento nella comunità possono essere forme di nuova evangelizzazione.

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L’azione intenzionale e deliberata di un’iniziativa diligente e coerente verso i cattolici inattivi a livello personale seminerà nuovi semi, mentre rinnoviamo i nostri sforzi per proclamare la Parola di Dio e proporla nuovamente a coloro che ora sono lontani dalla Chiesa. Il Seminatore ci affida i semi. Conosciamo ormai le nostre difficoltà, tensioni, inquietudini, peccati nonché la nostra umana debolezza. Il seme è l’inizio della fecondità. Piantare il seme ci richiede di vivere la Parola di Dio e di condividerla con gioia.

Secondo questo documento, la Chiesa Cattolica, intende dare un mandato stabile, oltre che ai sacerdoti, anche ai laici e ai catechisti che operano attivamente nelle parrocchie, affinché per mezzo di una moderna opera di evangelizzazione, aiutino i cattolici inattivi (inclusi i malati, i disabili e gli immigrati) a ritornare nella Chiesa madre.

La versione integrale è stata pubblicata sull’Osservatore Romano del 19-10-2012 ed è possibile leggerla integralmente sul sito nuovaevangelizzazione.org

htttp://www.nuovaevangelizzazione.org/index.php/sinodo-sulla-nuova-evangelizzazione/73-sinodo-dei-vescovi-17-ottobre

Preparare i giovani cattolici inattivi attraverso un’adeguata catechesi è stato sottolineato in un articolo del 2012 dall’agenzia Salesiana ANS, che riassumiamo:

Agli occhi di molti la Chiesa istituzionale ha abbandonato il Vangelo. Soprattutto i giovani non tollerano più gli scandali e una liturgia oramai datata. La Chiesa colloca molti di questi giovani nella categoria dei “non ecclesiali”, cioè cattolici secolarizzati, inattivi, che frequentano la chiesa solo in rare occasioni. Altri giovani cresciuti in una famiglia, dove si pratica ancora il Cattolicesimo, hanno frequentato da bambini la Chiesa, ma ora non lo fanno più. Pochi potrebbero restare indifferenti se avessero l’opportunità di sperimentare con umiltà, onestà e integrità il Vangelo. L’occasione per ri-evangelizzare esiste ancora. È anche il caso di sviluppare una forma adeguata di catechesi.

http://www.infoans.org/2.asp?Lingua=1&sez=2&sotsez=13&doc=8057

 

 

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