La speranza è una fiamma sempre accesa

Riflessi filocalici

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La fiamma dritta vola verso il cielo, inclinata sale in alto, rovesciata si rialza.  La fiamma della speranza conosce una sola via: il cielo.

Dobbiamo imparare a vedere con occhi nuovi la realtà che ci è stata insegnata a credere, non con lenti rosa com’è stato fatto fino a oggi, né con lenti affumicate per vedere tutto grigio intorno a noi. Dobbiamo uscire dalla concezione paradisiaca di cui ci siamo imbevuti e inebriati nel corso degli anni.

La realtà è ben diversa da come ce l’hanno fatta immaginare. Dobbiamo guardare la realtà con il telescopio e guardarci dentro fino a vedere lontano, la luce che splende nell’universo della fede.
La vita reale va vissuta senza frenesia, che è la madre di tutte le ansie e di ogni frustrazione. La frenesia è la padrona assoluta del tempo e rende schiavi chi ne soffre. Inoltre, la vita va vissuta senza quelle paure che tolgono sicurezza e rendono inutili. Non si può andare in crisi per timore dei giudizi altrui, per paura di essere se stessi, di non poter esprimere liberamente ciò che pensiamo o siamo.

Bisogna lottare avendo chiaro in mente quello che vogliamo raggiungere, anche quando dobbiamo lottare contro forze amiche, come fece Giacobbe con un angelo per una notte intera. Penuel, il luogo di tale lotta, vuol dire “a faccia a faccia con Dio”. Senza lotta non c’è speranza, anche contro il fuoco amico.

La speranza non è per i pigri e per gli amanti delle comodità, né per i rassegnati o per i pessimisti che si strascicano lungo il cammino della verità. Non lo è nemmeno per i facili ottimisti e i farfalloni. Questi non rischiano mai, poiché sono indifferenti e assopiti nel loro benessere divertente. La speranza è per i cuori che ardono di Spirito e sono risoluti a farlo agire sulla loro vita.

Chi ha speranza non si lascia facilmente suggestionare dagli altri né si lascia assimilare per paura di essere scomunicato e allontanato dal gruppo. Gruppo cui molti si sono agganciati e hanno ceduto mente e cuore a chi li guida. Chi ha speranza non è un copia e incolla che serve Dio allo stesso modo di un click di una tastiera. Chi ha speranza non ha il “torcicollo” perché guarda sempre le sue spalle per paura che qualcuno gli faccia del male. Questi bacchettoni dallo zelo esagerato, questi collitorti dalla mentalità legalista e formale sono senza speranza.

La speranza è responsabilità e va oltre la stanchezza della vita, della tentazione di arrendersi e mollare tutto. La speranza non si dona agli altri né si può ricevere, poiché è personale. La speranza si può coltivare insieme con altri che sperano nelle stesse cose, aiutandosi così a vicenda.

bibbialettura

Ogni cammino ha i suoi inciampi. Le pietre d’inciampo a volte sono appuntite e sporgenti. A volte lisce e rotonde. Quando si cade, è difficile non farsi male. Non si possono evitare gli inciampi, così come non si possono spaccare tutte le pietre che s’incontrano per strada.

Non si può decidere di fermarsi per evitare di incappare in altri inciampi.  Il cammino cristiano non è per nulla agevole, nemmeno per chi ha forte in sé la speranza. Non solo i deboli e gli sprovveduti, ma anche il forte inciampa. La speranza non delude mai, perché essa è un dono di Dio. Perdere la speranza significa che non pensi più di raggiungere un obiettivo che prima ritenevi possibile.

Esiste una delusione che viene dal futuro e che spesso vanifica il presente. E’ la continua ricerca di quello che vorremmo essere e che mai diventeremo. Sono le illusioni delle nostre attese, realtà immaginate e quasi mai irrealizzabili. E’ saggio vedere lontano e oltre, ma la realizzazione spesso dipende molto da cosa si vuol vedere e dai motivi che spingono a cercare.

Leggere la Bibbia e meditare su di essa infonde speranza

La speranza è azione non agitazione. Non sono le agende zeppe di impegni teocratici che riempiono la nostra vita di soddisfazioni. La speranza si coltiva con ritmi pacati che permettono di concentrarsi soltanto sulle cose necessarie. La speranza non fa calcoli né riflette a lungo prima di muoversi. Non è indecisa, facendo un passo avanti e tenendo fermo l’altro. Non saltella come un canguro per evitare le pietre d’inciampo. La conoscenza biblica e l’esperienza della nostra vita aiutano a “vedere” tali pietre e a evitarle.

Ci sono realtà che vanno accettate per quelle che sono, senza isterismi e arrabbiature. E’ inutile perdere la testa (con cervello incluso), prendersela con le pietre, spaccarle o prenderle a calci. Farlo significa farsi male. Non sarà certo il nostro furore a levigare una pietra appuntita. Non serve nemmeno raccattarle e portarle con noi. Sarebbero solo un peso che rallenterebbe il cammino.

E’ logico che se si presentasse davanti a noi un problema grosso quanto un masso, non proveremmo nemmeno a spostarlo con le nostre forze. E’ difficile smuoverlo quando è intero, ma non quando è frantumato in mille pezzi. Bisogna camminarci “sopra” evitando di farci male se vogliamo andare avanti.

speranza

La speranza naviga in un cuore calmo e quieto e annega in un cuore agitato e turbolento. Ci sono alcuni che non vogliono comprendere e accettare il fratello che sta vivendo momenti oscuri della sua esistenza. Chi non capisce questo e non fa nulla per aiutare il fratello, quando gli capiterà (e gli capiterà) di vivere nell’oscurità non potrà aspettarsi di ricevere quell’aiuto che lui si è rifiutato di dare.

La speranza non risiede in un cuore ferito che non vuole guarire. Il perdono, in questi casi, è la miglior medicina. Addestra il lupo che è in te, se vuoi diventare una pecora di Cristo. La speranza aiuta a individuare i veri amici di cui fidarsi. Essi sono solidali e pronti a intervenire in soccorso per sanare le ferite sanguinanti, prima che diventino cancrena. Sono questi i veri infermieri dello Spirito soccorrevole di Dio, che opera nel grande ospedale delle imperfezioni e del peccato. Un infermiere e un medico che non prestano assistenza a cosa servono?

La speranza ha le ali leggere e robuste, ma non pesanti come il piombo. E di piombo a pallettoni ce n’è abbastanza nel mondo, ma anche nelle congregazioni a disposizione di anziani fucilieri. La speranza è sorella della fedeltà. Chi è fedele nel minimo ha speranza nelle piccole cose, anche quelle che in apparenza sembrano insignificanti. Gli occhi di Dio sono lucidi e vedono anche le piccole cose che gli rendiamo.

Chi è fedele guarda la speranza anche quando non comprende. Le sue orecchie sono così grandi da udire in lontananza la voce di Dio che sussurra: “Non mollare, ce la puoi fare” “Fatti coraggio, io sono con te”. La fedeltà trasforma la speranza in una forza potente per andare avanti. Dal dolore nasce la speranza e le difficoltà della vita la rendono una fortezza.

La nostra vita è un sentiero che porta a una montagna alta e rocciosa. Non sempre il percorso è lineare. Più in alto si sale più ampia è la vista della pianura. Soltanto quando si raggiunge la vetta, la speranza cessa. Solo allora, ci si dimentica del dolore e delle sofferenze patite prima di arrivare in cima alla montagna. La speranza scrive con l’inchiostro celeste la storia della nostra vita.

La speranza è la fiamma che arde nel nostro cuore. In qualsiasi modo si cerchi di piegarla, essa guarderà sempre in alto, nel cielo. Soltanto tu puoi spegnerla o alimentarla verso una vita che prosegue in un tempo senza fine.

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