La stupidità? Più pericolosa della malvagità!

«La stupidità è un nemico del bene assai più pericoloso della malvagità. Contro il male si può protestare, si può smascherarlo, se necessario ci si può opporre con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell’autodissoluzione e lascia sempre un senso di malessere nell’uomo. Ma contro la stupidità siamo disarmati».  

A pronunciare queste parole è stato Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco, poco prima di essere impiccato in un campo di concentramento.

Secondo Bonhoeffer, il male può essere combattuto e, forse, anche sconfitto, ma la stupidità richiede un «atto di liberazione» interiore ed esteriore.

«Qui non si può ottenere nulla, né con proteste, né con la forza; le motivazioni non servono a niente. Ai fatti che sono in contraddizione con i pregiudizi personali semplicemente non si deve credere… Nel far questo lo stupido, a differenza del malvagio, si sente completamente soddisfatto di sé; anzi, diventa addirittura pericoloso, perché con facilità passa rabbiosamente all’attacco. Perciò è necessario essere più guardinghi nei confronti dello stupido che del malvagio. Non tenteremo mai più di persuadere lo stupido: è una cosa senza senso e pericolosa».

Riguardo alla relazione che c’è tra stupidità e potere, il teologo afferma:

«Ci sono uomini straordinariamente elastici dal punto di vista intellettuale che sono stupidi, e uomini molto goffi intellettualmente che non lo sono affatto. Ci accorgiamo con stupore di questo in certe situazioni, nelle quali si ha l’impressione che la stupidità non sia un difetto congenito, ma piuttosto che in determinate situazioni gli uomini vengano resi stupidi, ovvero si lascino rendere tali… Perciò la stupidità sembra essere un problema sociologico piuttosto che un problema psicologico». 

Sull’ostentazione religiosa, aggiunge:

«Provoca l’istupidimento di una gran parte degli uomini… Il processo secondo cui ciò avviene, non è tanto quello dell’atrofia o della perdita improvvisa di determinate facoltà umane – ad esempio quelle intellettuali – ma piuttosto quello per cui, sotto la schiacciante impressione prodotta dall’ostentazione di potenza, l’uomo viene derubato della sua indipendenza interiore e rinuncia così, più o meno consapevolmente, ad assumere un atteggiamento personale davanti alle situazioni che gli si presentano.

Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente, ma con slogan, motti, ecc. da cui egli è dominato… Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale».

Come ci si può liberare della stupidità?

«La stupidità non potrà essere vinta impartendo degli insegnamenti, ma solo da un atto di liberazione. Ci si dovrà rassegnare al fatto che nella maggioranza dei casi un’autentica liberazione interiore è possibile solo dopo essere stata preceduta dalla liberazione esteriore; fino a quel momento, dovremo rinunciare ad ogni tentativo di convincere lo stupido…
La Bibbia, affermando che il timore di Dio è l’inizio della sapienza (
Salmo 111:10), dice che la liberazione interiore dell’uomo alla vita responsabile davanti a Dio è l’unica reale vittoria sulla stupidità… Tutto dipenderà in realtà dall’atteggiamento di coloro che detengono il potere: se essi ripongono le loro aspettative più nella stupidità o più nell’autonomia interiore e nella intelligenza degli uomini».

 In sintesi:

  • Lo stupido è più pericoloso del malvagio, perché è incapace di riconoscere la sua stupidità e contemporaneamente la malvagità. Per questo motivo è pericoloso persuadere uno stupido.
  • Alcuni, geneticamente sani, si lasciano instupidire. Il problema non è quindi intellettivo ma sociologico.
  • Schiacciato dall’ostentazione di potere, l’uomo rinuncia a combattere lo stupido che si trasforma in uno strumento privo di volontà, che ripete in continuazione slogan, parole altrui e frasi fatte.
  • Ci si può liberare della stupidità solo con la sapienza di Dio, attraverso un processo che incida interiormente, e che induca a una responsabilità delle proprie azioni davanti a Dio.

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