E’ LA TUA BATTAGLIA NON ABBANDONARLA

Nel gergo militare, il fronte è il punto d’incontro con il nemico, dove una delle due parti schierate tenta di prendere possesso della posizione del fronte dell’avversario. Il “fronte” non è soltanto un termine bellico. Ogni cristiano, nella vita di ogni giorno, ha il suo fronte di battaglia. E’ il luogo dove incontra la paura, dove arranca, soffre e si misura con le avversità.  Il nemico è potente e invisibile, si serve di uomini malvagi e delle debolezze umane per attuare le strategie di vittoria e per spezzare le resistenze del cristiano. 

In ogni strategia bellica, per la vittoria sono fondamentali diversi fattori: la sorpresa, la preparazione, l’addestramento, la dotazione di armi efficaci, il coraggio e la resistenza. E’ nella battaglia che il cristiano si sente vivo. E’ sul fronte della vita che impara a soffrire, a stringere amicizie fraterne, a conoscere i suoi commilitoni cristiani, a compiere gesti sensati. Qui si scopre, oltre alla durezza della guerra, anche il vero amore e il senso della battaglia. Inoltre i migliori amici, quelli che si sostengono a vicenda e si fanno forza, si trovano in prima linea.

Il mondo ha bisogno di questi eroi, che sanno lottare strenuamente con i demoni, con la sofferenza che ti prende, ti mastica e ti sputa. I grandi strateghi dicono che la vittoria è tutta questione di resilienza, una virtù che aiuta il combattente a superare le avversità e a migliorarsi. E’ una capacità che fa nascere dal dolore la saggezza, dalla paura il coraggio e dalla sofferenza la forza.

Non tutti capiscono il senso di questa battaglia che affronti giorno dopo giorno. Non tutti sono consapevoli, che fra questi cristiani ci sono moltissimi altri cristiani che combattono senza addestramento, senza equipaggiamento, senza l’aiuto di altri fratelli, a volte senza l’appoggio di una comunità che li sostenga. Ciononostante, il travaglio che stanno vivendo, li aiuta ad accumulare grandi riserve di energia. Sporcarsi le mani con il dolore è un’occasione per crescere. Comunque, non necessariamente la paura porta al coraggio, il dispiacere alla comprensione o il tormento faccia diventare migliori. Il dolore può fare a pezzi, la paura azzopparti.

Certe testimonianze scritte nella Bibbia, che vengono da lontano, dall’inizio dei tempi, possono aiutare il cristiano a comprendere a fondo la resilienza e il coraggio. Sono testimonianze che hanno superato la prova del tempo. La resilienza è una virtù antica quanto l’umanità. Quando leggi queste testimonianze, annota, evidenzia, applicale ai tuoi bisogni.

SII CORAGGIOSO! è il tema dei prossimi congressi estivi, dove si rimarcherà quanto sia potente la fonte della forza: Geova. Inoltre, saranno presi in considerazione diversi di questi esempi di coraggio. Salomone, che ricevette parole di incoraggiamento da suo padre Davide: “Sii coraggioso e forte, e mettiti all’opera. Non aver paura e non provare terrore, perché Geova Dio, il mio Dio, è con te. Non ti lascerà né ti abbandonerà, ma sarà con te finché tutto il lavoro per il servizio della casa di Geova non sia completato. (1 Cronache 28:1-20). Al suo popolo: “Nessun’arma fabbricata contro di te avrà successo” (Isaia 54:17). Hanania, Misael e Azaria, il cui fuoco della fornace “non aveva avuto alcun effetto”. (Daniele 3:27-29). Aquila e Priscilla che rischiarono la vita per Paolo (Romani 16:3, 4). Stefano, primo martire cristiano (Atti 6:11, 12). Giosuè e Caleb (Numeri 14:7-9). Iael (Giudici 5:23). Giona (Giona 1-4) e altri ancora.

(Puoi scaricare il programma 2018 dal sito JW.org)

Spesso le battaglie non sono ingaggiate con il mondo, con il nemico, ma con te stesso. Quando fuori c’è il sole e tu non hai la forza per alzarti dal letto, allora cominci a capire che la battaglia più importante è quella per il controllo di se stessi. Non dimenticarti che siamo coraggiosi soldati di Cristo! (2 Corinti 10:4, 5;)

Hai vinto tante battaglie in passato, ti sentivi forte. Eppure, non ti sei mai sentito abbattuto come quel giorno in cui sei entrato in quella casa vuota e sei crollato a terra. Nessuno può mostrarsi resiliente al tuo posto. Può indicarti una direzione, un percorso, una meta, ma gli altri non possono portarti dove tu devi andare. Non devi cercare la perfezione, ma il meglio. E’ il meglio dove devi orientarti. Troppo spesso ci buttiamo in avventure convinti di avere le giuste competenze. Meglio concentrarsi sulle cose fondamentali. Molti che ti criticano sono codardi. Non solo sparano a zero su cose che loro per primi non intendono intraprendere, ma blaterano senza avere il coraggio di affrontarti. Non cedere a tali pressioni, sarebbe come sottomettere la tua volontà a dei codardi. Molte critiche sono soltanto ipotetiche. Non permettere che qualcosa di ipotetico ti impedisca di fare qualcosa di reale. E poi, chi ti critica ti ha realmente a cuore?

Abbiamo notizie di alcuni fratelli e sorelle che stanno valutando l’idea di abbandonare Geova e la congregazione. Altri sono sul punto di diventare inattivi, alcuni lo sono diventati da poco. Non lasciatevi prendere dallo sconforto. Si possono solo peggiorare le cose. Alcuni fratelli che all’inizio erano disperati, si sono rialzati grazie alla resilienza. Uno di loro disse: “Cominciai a vedere le opportunità che mi si presentavano, anziché gli ostacoli”. Inoltre, come tanti che affrontano problemi gravi, imparò molto sulla compassione e l’empatia.

Accetterai di trasformare le prove che stai affrontando in una sfida stimolante per la vittoria? I cristiani coraggiosi denunciano le ingiustizie, lottano per quello in cui credono, stanno fermi e risoluti di fronte alle fatiche e alle sofferenze. Soprattutto hanno una forza d’animo eccezionale, capace di affrontare i propri demoni e realizzare se stessi nonostante le ferite riportate. Questo coraggio non apparteneva soltanto a grandi uomini a cavallo del passato, ma anche a uomini fedeli di oggi.  Ricordati, la battaglia è tua e nessun altro può combatterla al tuo posto.

Tra tutte le virtù che possiamo imparare,
nessuna è più utile, essenziale alla sopravvivenza,
idonea per farci vivere meglio,
della capacità di trasformare le avversità in una sfida stimolante.

Mihaly Czikszentmihalyi

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Commenti (8)

  • Anonimo

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    I cristiani coraggiosi denunciano le ingiustizie?
    Non sia mai!! Saresti subito etichettato come il ribelle di turno.

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    • inattivopuntoinfo

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      Proprio per questo ci vuole coraggio.

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  • Anonimo

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    Il coraggio serve a poco quando vai a sbattere contro un muro di gomma. Tutto ciò che dirai sarà etichettato con la solita frase fatta: “Questo è il tuo punto di vista.”
    E credetemi in questi casi non basta il coraggio, ci vuole una forza sovrumana per poter resistere e andare avanti. Che Geova ce ne faccia dono ancora per molto. Buona domenica a tutti.

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    • inattivopuntoinfo

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      Vero e condivisibile, anche se il coraggio serve sempre anche quando si sbatte contro un muro di gomma. Perlomeno, ci permette di resistere e non abbatterci.

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  • Anonimo

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    mi manca l’adunanza, mi manca il non poter commentare in sala, mi mancano i discorsi, mi manca non poter fare il mio discorso dal podio. Non so che fare! preoccupazioni, problemi, mi angosciano!

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    • iabi

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      Scusa ma non capisco, se ti mancano tutte queste cose, perché non torni dì nuovo in Sala.

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  • Nina

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    Buongiorno a tutti.
    Non ho capito lo scopo di questo blog…volete far tornare le pecore a Geova o all organizzazione?

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    • inattivopuntoinfo

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      Buongiorno anche a te. Il mandato di “cercare le pecore di Cristo” è stato affidato ai responsabili delle congregazioni. La risposta alla tua domanda la trovi nelle sezioni: Noi di inattivopunto e Non arrenderti della Home Page. In molti articoli pubblicati abbiamo ampliato ancor di più il nostro pensiero. Noi facciamo conoscere un mondo sconosciuto, quello dei fratelli “lontani”, che paradossalmente lo è di più agli stessi tdG, ecco perché abbiamo scelto di chiamarci Inattivo.info, con il compito principale di informare. La scelta di tornare o non tornare non spetta a noi, ma agli stessi interessati. Noi rispettiamo qualsiasi decisione prendano.

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