La vera critica non distrugge la fede, la vera fede non ostacola la critica

capirechicomandaVoltaire

Non criticare tutto ciò che non capisci.

La verità è troppo potente perché si lasci bruciare dal fuoco di una fede acritica o da una critica incredula, perché la verità è per sua natura, il Fuoco inestinguibile di Dio. Gesù accese con la scintilla del suo coraggio e dell’amore le fiamme flebili assopite nei cuori degli uomini. Nessun alito di vento contrario avrebbe potuto spegnerle, anzi, il soffio leggero dello Spirito alimenta in maniera inesauribile queste fiamme che ardono nella lanterna della verità. Nessun uomo può spegnerle.

Gesù con la sua critica (“arte di giudicare”), ha corroso le basi ideologiche della gerarchia religiosa ebraica. Senza quella coraggiosa critica, mai intollerante, becera, negativa, affiancata da uno zelo coraggioso e genuino, non avrebbe mai potuto liberare il popolo di Dio dall’oscurità e dall’inganno. Non furono i suoi nemici ad accusarlo di critiche ingiuste nei loro riguardi? Non fu messo a morte per i giudizi che rivolse ai gerarchi religiosi del suo tempo?

Gesù ha criticato con parole sferzanti e con i fatti quanto di più sacro avevano: il digiuno, il sabato, il divorzio, l’amore per il prossimo e per il nemico, le tradizioni, l’interpretazione della Legge. Egli ha minato le norme e le istituzioni esistenti, i dogmi e le strutture. Ha stroncato i riti e le usanze, la solennità e le cerimonie, scatenando l’ostilità dei governanti religiosi del suo tempo.

Ha predicato un perdono senza fine, un servizio senza gerarchie, una rinuncia a servire Dio senza contropartita. Ha privilegiato i deboli, i poveri, i reietti, uomini e donne senza fede morale, senza Legge e contro la Legge. Ha condannato la punizione sui malvagi e ha esaltato il perdono e la misericordia.

Nell’interesse dell’uomo e per amore della verità ha proclamato una legge “migliore” della Legge. Da Nazaret, un paese sperduto, di nessun valore, arrivò un uomo qualunque, di umile estrazione sociale, circondato da uomini illetterati, senza cariche e dignità, che provenivano da terre criticate dai colti di Gerusalemme, quest’uomo riuscì con il suo coraggio di parlare e criticare, a ergersi sopra il Tempio e la Legge.

Senza critica vera non può esserci innovazione. Questa pretesa di Gesù è evidente nei discorsi e nelle sue azioni. Fa valere un’autorità che nessun uomo gli ha mai delegato. Egli fu giudicato un fanatico, un eretico molto pericoloso, un sobillatore, un ribelle. Le reazioni nei suoi riguardi furono veementi e le ostilità implacabili.

Per le sue convinzioni, Gesù fu arrestato, processato e condannato a morte. Ma non rinnegò mai una parola di quanto detto durante il suo ministero. Dalle sue parole nacque il vero cristianesimo, la vera verità. Anche ai nostri giorni, Gesù ha infuso coraggio a un numero incalcolabile di suoi seguaci, i cui nomi non compaiono negli annali della storia dei “gloriosi”, semmai in quella degli infami e dei traditori.

Innumerevoli emeriti sconosciuti, che hanno scelto il figlio del falegname di Nazaret come punto di riferimento della loro vita. Da lui hanno imparato cosa manca a questa società di egoisti, che si fa largo a gomitate pur di ricevere una piccola visibilità. Uomini che hanno dimenticato cosa sia l’umanità, che non vedono più l’umano nell’uomo, né lo Spirito in Dio.

criticaAl riguardo, è illuminante l’articolo Non vi piace essere criticati? riportato nella rivista Svegliatevi! dell’8 febbraio 1991. Accettate le critiche di buon grado; tenete a freno il vostro peggior critico; chiedete commenti specifici; calmate la persona che vi critica; badate al contenuto non alla forma; fate in modo che siano meno severe: sono i punti principali dell’articolo.

In esso si legge: “Se siete suscettibili quando altri vi criticano, forse avete difficoltà anche nel far notare agli altri le loro mancanze”. Inoltre, “Accettate di buon grado le loro critiche come opportunità per imparare qualcosa. Prendetele come qualcosa di positivo”. E ciò vale per tutti i cristiani.

Diversi anni fa, un lettore di Svegliatevi! scrisse una lettera agli editori, esprimendo il suo turbamento per le continue critiche, a volte maldicenze o calunnie, mosse dai testimoni di Geova alle altre religioni. Di seguito la risposta testuale degli editori:

Ci interessiamo sinceramente e amorevolmente di persone di tutte le religioni, ma quando le loro credenze e pratiche religiose sono false e meritano la disapprovazione di Dio, è una dimostrazione d’amore portarlo alla loro attenzione smascherando la falsità.

Gesù mise chiaramente a nudo l’erroneità delle pratiche  religiose degli scribi e farisei dei suoi giorni, dicendo che la loro religione era vana. (Matteo 15:1-14; 23:2-32) E’ la Parola di Dio a smascherare e condannare le errate pratiche religiose compiute in suo nome. Seguiamo le orme di Gesù se richiamiamo l’attenzione su ciò che la Parola di Dio dice, il che può risultare per l’eterno beneficio di quelli che ascoltano. (Svegliatevi! 8 luglio 1988 p.28)

Domanda: Quanto scritto dagli editori, è valido anche per gli anziani, sorveglianti e corpo direttivo, quando si fa notare con la Parola di Dio che stanno sbagliando? O vale solo per le altre religioni?

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