L’ADULTERA E IL DITO NELLA POLVERE

Un racconto che ha sempre affascinato per la scena rappresentata. Questi scribi e farisei, attaccati alla Legge, continuano a fare delle brutte figure di fronte alla sapienza misericordiosa di Gesù. Anche in questo caso rimangono con un palmo di naso.

Rimane sempre in sospeso il significato del dito che scrive per terra. Sembra un particolare di poco conto, ma allora perché l’evangelista lo sottolinea per due volte? In tanti si sono scervellati per dare una spiegazione. Francamente non so darla nemmeno io. Non credo comunque che si trattasse di uno scarabocchio o che Gesù faceva finta di scrivere chissà cosa. Vabbè, andiamo avanti.

LA DONNA SORPRESA IN ADULTERIO (GIOVANNI 8:1-11)

Sono gli scribi e i farisei a condurre la donna da Gesù. Sempre loro quando c’è di mezzo una violazione della Legge. La donna è stata sorpresa in flagrante e trascinata lì a forza per essere giustiziata. Come in un comitato giudiziario Gesù ne prende le difese, senza neppure chiedere se è pentita. Gesù non alza nemmeno lo sguardo, come se il suo sguardo non va mai sul peccato ma sulla sofferenza che il peccato produce. Non guarda in faccia né la peccatrice né i loro accusatori.

“Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei… uscirono uno per uno, a cominciare dagli anziani, ed egli fu lasciato solo, come pure la donna che stava in mezzo a loro”. Se ne andarono tutti, cominciando dai più vecchi. Gesù, nel silenzio del momento, si drizza e con tutto il rispetto che merita la donna non la condanna. La chiama “donna” usando lo stesso nome con cui ha chiamato sua madre durante le nozze di Cana. Qualunque peccato abbia commesso, ora è tutto azzerato. “Va; da ora in poi non praticare più il peccato”. Gesù guarda il suo futuro e non più il suo passato. Vede oltre.

Commovente! Anche stavolta lucciole per lanterne. Hai sorvolato sul dito che scrive per terra perché non sai cosa significhi. È proprio quello l’essenziale e tu non hai saputo coglierne il particolare. Un tribunale allestito al momento, un’accusa senza difesa. Da una parte la turba e quella Legge applicata in maniera spietata: la lapidazione. La solita Legge che non assolve, che sa solo condannare. Dall’altra Gesù, venuto a salvare prima ancora che condannare. E in mezzo ecco l’umanità! Adultera, fornicatrice, peccaminosa. E mentre l’accozzaglia invoca la sentenza, Cristo tace, chinato a scrivere col dito per terra, nella polvere.

“Chi di voi è senza peccato… E chinatosi di nuovo scriveva per terra”. Amico mio, se guardi la storia del mondo, troverai che le leggi, i codici, le regole, sono scritte sulla sabbia che il vento spazza via disperdendole nel tempo. Civiltà intere sono scomparse con tutte le loro leggi. Ecco perché Cristo scrive per terra. Fa vedere a quella marmaglia che rappresenta la Legge qual è la vera consistenza del suo giudizio: scritto nella polvere che il vento e il tempo spazzeranno via. Non è la Legge che salva e loro, andandosene via con la coda tra le gambe, forse nemmeno stavolta hanno capito. Allo stesso modo, se ne sono andate tutte le legislazioni antiche, non rimangono altro che rovine del loro lontano passato.  

Gesù emette il suo giudizio alla donna. Non le dice va e non peccare più, ma le dice di “non praticare più il peccato. Il non praticare il male è il segno di una volontà al servizio di Dio. Ama il prossimo come te stessa con lo stesso identico amore che Iddio ha per te. La donna ora è rinata, dopo il giudizio vero, non quello della Legge che condanna, ma quello dell’amore che salva. Quel giudizio scritto in maniera indelebile nel cuore della donna non sarà mai cancellato, perché Gesù quando scrive nei cuori degli uomini, lascia tracce incancellabili.

                          Coraggio amico

                                                                                                                                          La tua asina di Balaam

Forse è il caso che parli con qualcuno esperto in conoscenza della Scrittura per sapere cosa ne pensa. Ma qualcosa mi trattiene: è come se volessi tradire un segreto. E questa asina, ora mi chiama pure amico. Cosa devo fare?

(continua)

LE PRECEDENTI LETTERE:

  1. IL FICO SECCO
  2. IL RITORNO A CASA DEL FIGLIO
  3. I LAVORATORI DELL’ULTIMA ORA

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