L’ansia non deve farci sentire in ansia

Un dossier sull’ansia pubblicato sul Corriere Salute del 21 novembre 2019

Si può gestire l’ansia sbagliata? Secondo il Corriere della Sera sì. In che modo? Prima di tutto è normale provare ansia, poiché si tratta di una reazione fisiologica e utile. Il problema è quando la preoccupazione diventa eccessiva.

Si sa che l’ansia interferisce con il sonno. In Italia, nel 2017, oltre due milioni di persone hanno fatto ricorso a una prescrizione antidepressiva. Secondo quanto riportato nell’articolo, “l’ansia appartiene alla sfera dell’affettività e può avere intensità e causa diverse”. Si presenta in tanti modi. Prima di tutto l’ansia è un allarme psichico che allerta in caso di pericolo, attivando e potenziando la capacità di affrontarlo.

L’ansia è sproporzionata quando procura malesseri del tipo: palpitazioni, insonnia, tremori, mal di testa, svenimento e altre forme. “Se necessari – secondo il Corriere – possono essere utili trattamenti di psicoterapia e farmaci specifici”, anche se non funzionano nell’immediato.

Un aspetto importante dell’ansia è il suo collegamento con il libero arbitrio, che se usato male diventa nocivo per sé e per gli altri.

L’ansia è uno stato di agitazione, di forte apprensione, dovuto a timore e incertezza. Nella Bibbia a volte questo sentimento viene descritto con l’espressione “inquietanti pensieri” (Salmo 94:19). L’ansia può essere causata da problemi di salute, economici, familiari o personali. Potremmo sentirci ansiosi anche per errori fatti in passato o per le difficoltà che pensiamo di dover affrontare in futuro.

Alcuni errori del passato possono aver indotto alcuni tdG ad allontanarsi dalla congregazione e potrebbero vivere il loro presente con difficoltà e il futuro con ansia.

La Torre di Guardia di febbraio 2020 contiene l’articolo di studio Lasciamoci consolare e coccolare da Geova, dove si esaminano tre personaggi biblici: Anna, il re Davide e l’apostolo Paolo, che con il loro comportamento sono un esempio per i cristiani di oggi.

Tutt’e tre ebbero preoccupazioni che causarono ansia. Anna, fu sopraffatta dall’ansia perché un componente della famiglia la trattava male; Paolo era assillato dalla “preoccupazione per tutte le congregazioni”; Davide fece degli errori che lo portarono a sentirsi schiacciato dall’angoscia. Nonostante tutto Geova li confortò e li coccolò.

Come possono essere utili oggi i consigli biblici che aiutarono queste persone ad affrontare le loro preoccupazioni?

  • Esprimere i propri sentimenti a Geova in preghiera per ritrovare la pace anche quando l’ansia non scompare.
  • Gli anziani possono farsi aiutare da fratelli maturi per andare incontro ai bisogni di altri; tutti abbiamo necessità di conforto e di fare affidamento alle Sacre Scritture.
  • Accettare la disciplina mettendo in pratica i consigli ricevuti e non ripetere gli stessi errori.
  • Se si vuole essere coccolati e consolati, lasciamo il peso delle nostre ansietà a Geova, specialmente quando possiamo fare poco o niente per risolverli. (Salmo 94:19).

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