L’anziano INCOMPETENTE / 1

Come si fa a capire subito se un anziano è incompetente, senza dover aspettare anni o purtroppo constatarlo dopo che ha causato un grave danno emotivo e spirituale?

In senso biblico è competente chi “è adeguatamente qualificato per assolvere un determinato incarico”. (2 Corinti 3:5) Non tutti sono qualificati in congregazione per ricevere e ottemperare l’incarico di sorvegliante di congregazione. E non tutti gli anziani rispecchiano le norme spirituali. Non è per niente facile “capeggiare” sui fratelli. Quali segnali indicano se un anziano è capace o incompetente?

Bisogna dire che numerosi anziani sono uomini maturi e qualificati, pur con le loro caratteristiche, positive o negative. Pur rispecchiando i requisiti scritturali di anziano, ognuno ha il suo stile e la sua personalità. Non esiste l’anziano perfetto. Uno può eccellere nell’insegnamento, un altro nelle relazioni con i fratelli o nell’opera pastorale, altri ancora nel gestire i problemi o nell’organizzare le varie attività teocratiche. E’ raro trovare un anziano che sia bravo in tutto.

Di seguito, alcuni aspetti che indicano l’incompetenza degli anziani:

  • IL FARAONE DI TURNO. Si crede il capo supremo, quello che non sbaglia mai e che vuole sempre ragione. L’ultima parola è la sua. Accentra ogni cosa su di sé. Mette soggezione ai fratelli che hanno timore di avvicinarlo. Quando passa tra la folla dei fratelli, è convinto che se qualcuno malato gli tocca il lembo della giacca guarisce all’istante. Il suo parlare è sommesso e il suo incedere sicuro.
  • PROMETTE E NON MANTIENE. Tende a gonfiare i giudizi e le lodi. Parla sempre di voi in chiave ottimistica. Profetizza il vostro futuro in congregazione come servitore di ministero o anziano. Ma non vi addestra né vi porta a fare visite pastorali. Quando c’è la visita del sorvegliante e vi aspettate la nomina, lui è il primo a opporsi, adducendo scuse fantasiose o miglioramenti su cui lavorare in futuro. Non ha il coraggio di dirvi dove migliorare e continua a promettere, promettere, promettere. Alla fine, dopo molti anni e numerose visite di altri sorveglianti, siete sempre più disorientati e non capite come mai questo anziano continua a lodarvi e a farvi promesse. Alla fine vi stancate e mollate tutto. Alcuni sono diventati addirittura inattivi.
  • SI CONCENTRA SUI DIFETTI. Parla sempre in negativo. Ciò è dovuto al fatto che non gli interessano le qualità dei fratelli. E’ troppo concentrato sugli aspetti negativi da perdere di vista i doni degli altri. E’ cieco dei vostri sacrifici e degli sforzi che fate per mantenere la vostra integrità. Vede il male dappertutto, anche in Geova. Qualsiasi cosa tu faccia è sempre sbagliata, anche quando è scritturalmente giusta. Geova approva, lui condanna. A volte sembra che tratti i fratelli a pesci in faccia. E se qualcuno reagisce lo bastona. Se poi ti logori e molli tutto, lui è felice, così potrà dire a tutti che aveva ragione di comportarsi in questo modo.
  • VUOLE I FRATELLI A SUA IMMAGINE. Si crede Dio e per questo vuole i fratelli con lo stampino, il suo. Guai a essere diverso da lui. Sceglie sempre fratelli non capaci, ma ubbidienti, di fiducia, che stiano zitti e sottomessi. Considera la diversità un pugno allo stomaco. Ha l’abilità malefica di stoppare ogni iniziativa e di tarpare le ali agli spiriti liberi. Riesce a sedurre persino gli altri anziani e i sorveglianti in visita. Anche con alcuni di loro riesce a farli a sua immagine.
  • IL MICRO-ANZIANO. Sta sempre addosso a chi cerca di fare qualcosa di nuovo o diverso da lui. Non fa mai parlare. Parla soltanto lui: parla, parla, parla. Alla fine ti ha completamente rintronato che pur di non sentirlo più gli dai ragione. Non mette mai alla prova le capacità e i talenti degli altri. Difficilmente è d’accordo per darti un privilegio o per farti crescere spiritualmente. Se fai qualcosa di tua iniziativa contro il suo parere, ti porta in saletta, ti azzoppa e ti ritrovi su una simbolica sedia a rotelle. Diventi così un altrimenti abile spirituale. In pratica un handicappato teocratico. Lui è micro e per lui tutti gli altri devono essere altrettanto.
  • SENTI L’ANGOSCIA DENTRO QUANDO VAI IN SALA. Se non dormi la notte o incominci ad avere gli attacchi di panico già a casa tua, prima ancora di andare in Sala per l’adunanza, perché temi che questo anziano ti avvicini o parli di te dal podio, vuol dire che hai finito di vivere. Se un fratello non è gioioso di andare in Sala e di stare con altri è un sintomo che in quella congregazione qualcosa non funziona. Non stiamo dicendo che un tale anziano è un fetente, ma che evidentemente c’è forte incompatibilità con lui. Se continua a rincorrerti per la Sala, forse è meglio che cambi congregazione prima che ti morda spiritualmente.

Cari sorveglianti di circoscrizione e membri del Corpo Direttivo, non date sempre la colpa ai fratelli dei loro problemi e non giustificate questi nominati usando la clava dell’ubbidienza e della sottomissione. Quando i fratelli non si sentono apprezzati e gratificati, prima o poi se ne vanno. Non date in mano a questi ottusi la pistola fumante. Gli anziani incompetenti non riconosceranno mai i loro errori. Costoro scaricheranno addosso ai fratelli le loro responsabilità. Se a voi sta bene così, non lamentatevi se poi i fratelli si allontanano dalle congregazioni in preda alla disperazione o diventano vostri oppositori incalliti.

(Questo è il primo di tre articoli che riguardano l’incompetenza, l’incapacità e l’intelligenza degli anziani di congregazione).

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