Lascia stare la «pagliuzza» guarda altro

Prima di giudicare gli altri, sei così sicuro che la percezione che hai di te stesso corrisponda alla realtà? Non è ciò che sappiamo delle persone che ci induce a giudicarle, ma le immagini che ci costruiamo di loro.

Costruire immagini delle persone è necessario per poterci capire qualcosa. Il problema è che le immagini che costruiamo non corrispondono quasi mai a ciò che le persone sono realmente.

Spesso prendiamo cantonate valutando una persona cattiva come buona e viceversa. Il giudizio che diamo dipende da quello che osserviamo personalmente, altre volte le informazioni ci pervengono da altre fonti.

Tutti indossiamo maschere comportamentali e lo facciamo per mascherare i nostri difetti. Queste maschere le indossiamo per apparire migliori di quello che siamo realmente. Questa immagine diversa, che per primi noi adottiamo, ci aiuta a capire che se lo facciamo noi, lo fanno anche gli altri. E se tutti si mascherano, allora il mondo è una gran mascherata.

«Il cuore è più ingannevole di qualunque altra cosa ed è pericoloso. Chi lo può conoscere?» (Geremia 17:9)

Ci vuole coraggio per guardare “la pagliuzza” nell’occhio dell’altro, quando noi ne abbiamo forse una più grande. Se fossimo in grado di percepire la verità su noi stessi, saremmo in grado di percepire anche la verità sugli altri e, di conseguenza, ogni falsità scomparirebbe dalla nostra vita.

Se fossimo in grado di percepire anche le nostre colpe, saremmo in grado di percepire le colpe degli altri e quindi non ci inganneremmo e non ci faremmo ingannare da nessuno. Poiché siamo pieni di difetti, è quasi inevitabile che vediamo i difetti dell’altro.

La questione, tuttavia, non è vedere i difetti dell’altro, ma che tipo di atteggiamento dovremmo adottare. Vedere i difetti reali di altri, può essere considerato una cosa naturale, tuttavia, se vediamo difetti che non esistono, allora c’è qualcosa che non va in noi.

Spesso, i difetti che vediamo sono i nostri stessi difetti proiettati su altre persone. Ogni volta che vediamo un difetto in qualcuno, se ci dà fastidio, è perché abbiamo quello stesso difetto nascosto in noi.

Una volta che ci siamo liberati dei nostri difetti, non è nostro compito correggere i difetti degli altri. A meno che non ci venga richiesto o siamo preposti a far questo, soprattutto quando un difetto può danneggiare.  (1 Tessalonicesi 5:14).

  • Il difetto nel Vocabolario Treccani: [dal lat. defectusus «il venir meno», der. di deficĕre «mancare»]. Imperfezione fisica o morale, e in genere qualsiasi cosa che costituisca imperfezione. Stato di colpa, di chi ha commesso un errore, una trasgressione.

Nella Bibbia il difetto è associato alla debolezza. Per Geova tutti i suoi servitori, compresi quelli che sembrano più deboli, sono ‘necessari’. (1 Corinti 12:21-23)

Cosa fare con i difetti nascosti? Chi si sente difettato può riflettere sulle parole di un affranto Davide, dopo che peccò con Betsabea: “Un cuore rotto e affranto, o Dio, tu non disprezzerai”. (Salmo 51:17)

Davide, sinceramente pentito, sapeva di potersi rivolgere a Dio e contare sulla sua misericordia. “Non schiaccerà la canna rotta e non estinguerà il lucignolo fumante”. (Matteo 12:20; Isaia 42:3) Geova e Gesù provano sentimenti di indulgenza e di umana comprensione verso chi ha una debolezza e desidera ricevere il loro aiuto (Ebrei 4:15).

“Ai deboli divenni debole”. (1Corinti 9:22)

L’apostolo Paolo consigliò: “Noi, però, che siamo forti dobbiamo portare le debolezze di quelli che non sono forti, e non piacere a noi stessi”. (Romani 15:1) E’ questo il vero spirito cristiano, altro che vedere “pagliuzze” dappertutto.

Se hai un difetto non autocommiserarti, fai di tutto per risolverlo. Rimuginare ti fa venire, l’emicrania prima e la depressione dopo. Non ti conviene ammalarti per un difetto, anche quando provi un senso di appagamento nel commiserarti.

Invece, comincia a concentrarti su pensieri positivi e scritturali, invece di dare importanza a post ostili e aggressivi sul web. Leggi articoli di taglio positivo che trovi nella religione in cui credi e ne fai parte. Infine, conversa più a lungo con fratelli che possono incoraggiarti e fai di tutto per imitarli. In questo modo ti abituerai a vedere i pregi e non i difetti.

Se hai la pessima abitudine di parlare dei difetti dei fratelli e dell’organizzazione, rifletti su queste parole di Fabrizio Caramagna:

«Lei parlava, descrivendo i suoi difetti e i suoi limiti. Io ascoltavo, riscrivendo i suoi pregi e la sua bellezza».

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La foto di copertina in alto: Guardare i difetti allontana.

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