Quell’autorevolezza da elogiare

La persona autorevole gode di stima e di fiducia e ottiene molto di più rispetto a chi si limita a “fare” il capo senza averne i requisiti.

Autorevole è una persona che si tiene in gran conto per il suo comportamento adeguato alle circostanze e per la competenza dove agisce. Non solo non si esalta e riconosce i suoi limiti, ma è in grado di risolvere i problemi con lungimiranza. Autoritario, invece, è colui che fa valere in modo intransigente la sua autorità su altri, talora duramente. Autorità ha quasi sempre relazione con la gerarchia e il potere, mentre l’autorevolezza implica il carattere di una persona, il suo animo. L’uno non esclude l’altro. Si può esercitare autorità con autorevolezza.

Spesso, l’efficienza è apprezzata più dell’autorevolezza. Oggi, in ogni campo, anche in quello della religione, è più facile trovare guide spirituali che hanno una moderna visione aziendalista basata sull’efficienza piuttosto che sull’autorevolezza biblica. C’è comunque da sottolineare che in questi ultimi tempi alcuni che hanno responsabilità nelle comunità religiose stanno riscoprendo quella saggezza spirituale di un tempo.

Ad esempio, nelle congregazioni dei testimoni di Geova, ci sono anziani e sorveglianti che hanno preso coscienza della necessità di cambiare una certa mentalità che c’è tra loro stessi, mettendo al centro della struttura organizzativa il proclamatore e i suoi bisogni. Si tratta di un’etica basata sui valori cristiani che ha lo scopo di far crescere spiritualmente i proclamatori basandosi anche sulla volontà di ognuno per migliorarsi.

IL GIUSTO MODO DI MOSTRARE AUTOREVOLEZZA

L’autorevolezza ha relazione con la ragionevolezza, con l’adattarsi alle circostanze e con la disponibilità a modificare una propria linea di condotta. In una circostanza, Gesù fece ciò che per tre volte aveva indicato di non fare. (Matteo 15:21-28) Oggi, ci sono nelle congregazioni, anziani che non trattano più certi problemi come hanno fatto in passato con gli inattivi. Si sono accorti che certi metodi sono ormai superati. Si sono perciò aggiornati e adattati alle nuove situazioni.

Un anziano non riusciva a capire perchè certi fratelli diventano inattivi, fin quando non  gli capitarono eventi improvvisi e dolorosi che lo stavano fiaccando nello spirito e nella carne. Ci fu un momento in cui stava per abbandonare la verità. Fu allora che capì quanto sia difficile mantenersi attivi. Si rese conto che alcuni più che decidere di diventare inattivi si ritrovano d’un botto a esserlo senza volerlo. Da allora, questo anziano, ha cominciato a lodare i fratelli per ciò che fanno invece di giudicarli per quello che non fanno.

Molti, più autorità acquisiscono, meno ragionevoli diventano. Temono per la loro autorità e si sentono costretti a proteggerla dalle minacce in maniera gelosa, come se concedere un certo grado di autorità ad altri possa pregiudicare la propria.

Il vero anziano sa che il raggiungimento di obiettivi tecnici e organizzativi emozionano fino a un certo punto. Ma sa anche che il suo scopo principale è quello di trasmettere qualità cristiane che sanno emozionare e riscaldare il cuore. E’ più facile collaborare con uomini che sanno relazionarsi con la congregazione piuttosto che con uomini noti soltanto per la loro efficienza, per le loro capacità organizzative e per la loro inflessibilità.

L’anziano mostra la giusta autorevolezza quando è consapevole delle difficoltà del ruolo che occupa; quando è umile e imparziale con i fratelli; quando sa apprezzare i meriti e correggere amorevolmente le loro mancanze; quando è pronto e disponibile a rendere conto del proprio operato, correggendosi in tempo e facendosi correggere se necessario anche dagli altri.

Lo scopo principale di chi esercita autorità nelle congregazioni è di aver cura del gregge e garantire i principi cristiani, orientandone i comportamenti e condividendoli. Chi è autorevole non è visto dai fratelli come quello che punisce, ma come una protezione.

TUTELARE I CORPI DEGLI ANZIANI

“Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto […] a chi il rispetto, il rispetto”. Rom. 13:7 (CEI) Ogni cosa nell’Universo è ordinata in modo tale da essere funzionale alla sua crescita. Autorità è sinonimo di ordine e responsabilità e queste qualità sono necessarie per il buon funzionamento delle congregazioni. Se esercitata, dagli anziani, con il giusto equilibrio, facendo al meglio il proprio dovere, è più facile accettare l’autorità in modo volontario piuttosto che accettarla controvoglia in quanto imposta da leggi e regolamenti.

I corpi degli anziani prima di discutere fra loro i provvedimenti da adottare per il beneficio delle congregazioni, dovrebbero prima preoccuparsi di fare il loro dovere. Sono loro i primi a dover mettere in pratica quello che dicono. Quando danno l’esempio meritano più che il nostro rispetto. Nessuno è giustificato se non mostra rispetto e nessuno è legittimato se non fa il suo dovere perché altri non fanno il loro. Chi si limita solamente al dovuto e al necessario, mostra un atteggiamento negativo verso se stesso, gli altri e soprattutto nei confronti di Geova.

La congregazione che apprezza gli sforzi degli anziani e li loda è una vera forza motivante. I nuovi tendono a imitare questi esempi eccellenti e una volta acquisita la consapevolezza di far parte di una “grande famiglia cristiana” diventa più semplice trasmettere loro i valori della fede in Geova. “Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra [parla con gentilezza] aggiunge persuasione. (Prov. 16:21) Naturalmente, “parlare con dolcezza” vale anche per gli anziani nei confronti di tutti, attivi e inattivi.

IL LOGO JW.ORG E IL VILLAGGIO GLOBALE

L’ultimo logo che i testimoni di Geova si sono dati è stato oggetto di critica e di approvazione. Il logo, oltre a essere un segno di autorevolezza, è uno strumento di riconoscimento immediato e simboleggia in maniera sintetica il pensiero di chi lo adotta. E’ perciò uno strumento strategico per la comunicazione globale e digitale. Riesce a trasmettere con una semplice immagine il suo messaggio principale.

Spesse volte comunica “qualità”. Se il logo ha finalità spirituali di grande importanza etica, non solo le comunità che ne fanno parte crescono, ma vengono anche consolidati i principi cristiani che si vogliono condividere. Il logo è il marchio di presentazione di ogni gruppo che tende a mostrare il meglio di se stesso. E’ il biglietto di presentazione di ogni organizzazione. Non è il logo in sé ad assumere una fisionomia sbagliata, ma come in tutte le cose è l’uso giusto o sbagliato che se ne fa.

L’errore peggiore che un nominato autorevole possa fare è quello di assecondare le espressioni denigratorie. E’ da ingenui e da insensati cercare la simpatia e il consenso di queste persone. Chi è autorevole si rivolge a chi è corretto nell’esprimersi con sobrietà e a chi cerca di crescere verso obiettivi spirituali e gratificanti per tutti. Queste forme edificanti sono praticate e apprezzate dalle persone educate, che amano vivere la loro fede in luoghi decorosi, resi tali dal comportamento dei singoli. Solo in questi ambienti si favorisce la crescita spirituale e l’autorevolezza degli adoratori di Geova.

(Autorevolezza – continua)

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