Le bende di Lazzaro

“Lazzaro, vieni fuori!” E lui venne fuori con tutte le bende addosso.

Lazzaro “venne fuori con i piedi e le mani avvolti ancora in fasce, e il viso avvolto in un panno”. Uscì, quindi, dalla tomba col viso ancora avvolto nel sudario e il corpo arrotolato di bende. Impossibilitato a sciogliersi da solo le bende, Gesù disse ai presenti: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. (Giov 11:44)

Lazzaro esce dal sepolcro come una mummia e ha bisogno che qualcuno lo aiuti a liberarsi dalle bende. Gesù comanda ai presenti di aiutare Lazzaro a togliersi le bende di dosso e a lasciarlo andare. Gesù non compie tutto da solo, affida a persone che amavano Lazzaro il completamento del miracolo.

Nell’illustrazione si vedono due uomini che aiutano Lazzaro a togliersi le bende

 IL SEPOLCRO DELL’INATTIVITA’

Metaforicamente parlando, possiamo fare un parallelo tra questo episodio e il ritorno in vita di fratelli che si erano allontanati dalla famiglia di Geova. Il merito di “risuscitare” i fratelli lontani, dal “sepolcro dell’inattività” spetta sicuramente a Gesù, che conosce le pecore che suo Padre gli ha affidato. Ma, ha anche bisogno che il suo lavoro sia ultimato in maniera spirituale e progressiva dai suoi discepoli, che possono essere i familiari, gli amici o i fratelli della congregazione.

Il fratello che ritorna ha bisogno di aiuto, non può togliersi le “bende” che lo immobilizzano e gli impediscono di poter camminare in modo giusto. Forse è ancora paralizzato nei movimenti dovuti a fatti traumatizzanti del passato. Forse quei legami gli sono stati messi addosso da altri o da questo sistema e ha bisogno che qualcuno lo aiuti a scioglierli.

Con le bende addosso è difficile che la vita, quella che si era arresa, possa rialzarsi e uscire dalle grotte buie sigillate da grosse pietre. Gesù si è fidato dei presenti al miracolo. Erano lì a piangere con le lacrime il loro amico Lazzaro. Era gente che voleva veramente bene e soffriva per tale morte inaspettata. Anche Gesù ha pianto per il suo caro amico. Ci teneva tanto a riportarlo di nuovo in vita.

Il fratello lontano è tornato in vita, ma ha bisogno del vostro aiuto, della vostra cura, del vostro rispetto. Ha bisogno di essere lasciato andare dopo essersi ripreso stabilmente e di vivere con libertà la sua nuova vita cristiana.

Qualsiasi tdG crede nella resurrezione in una vita futura. Esiste, però, una resurrezione alla vita cristiana e alle sue attività, che riguarda i fratelli lontani, che hanno perso la loro vita spirituale e sono in attesa di essere “risorti”. E’ a questa resurrezione che guarda Gesù ora. Faremo la nostra parte fraterna con questi lontani che devono di nuovo la vita a Gesù?

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