LE CICATRICI? FERITE GUARITE!

“Siamo fatti in maniera tremendamente meravigliosa”, scrisse il re Davide nel Salmo 139:14. Quell’avverbio “tremendamente” rende il meraviglioso modo come Dio ha creato l’uomo ancor più straordinario. L’uomo è la meraviglia delle meraviglie creative.

Una delle tante straordinarietà del corpo umano è la prodigiosa capacità di autoripararsi. In presenza di ferite, graffi o punture, un corpo sano innesca una serie complessa di eventi programmata per risanare ogni genere di ferite rinforzandone i tessuti. Se il Creatore ha progettato il nostro corpo perché sia in grado di riparare le ferite, abbiamo motivo di credere che può aiutarci a guarire anche dalle ferite emotive (Salmo 147:3).

C’è differenza tra le ferite fisiche e quelle che la Bibbia definisce uno “spirito abbattuto” o un “cuore rotto”, cioè quelle afflizioni mentali e interiori, che come quelle fisiche provocano grandi sofferenze, lasciando, a volte, cicatrici indelebili.

La cicatrice fisica è un segno visibile che rimane sulla pelle dopo che la ferita si è rimarginata. La cicatrice psicologica è un segno lasciato nell’animo da un’esperienza dolorosa, il cui ricordo sarà per sempre visibile nella nostra mente.

Spesso, la nostra percezione corporea di una cicatrice non corrisponde a quella che gli altri hanno di noi, che l’avvertono in maniera del tutto diversa. Ciò non è dovuto a una mancanza di sensibilità, ma al modo come essi ci percepiscono nella loro realtà. Mentre noi ci preoccupiamo di un segno evidente concentrandoci solo su una piccola parte del corpo, cercando di nasconderla perché ce ne vergogniamo, loro invece vedono la nostra personalità nel suo insieme.

Nascondere le proprie cicatrici (fisiche ed emotive) può sembrare per alcuni la soluzione migliore. La convinzione che le proprie cicatrici rendano la persona orribile condiziona non poco chi ne soffre. In realtà, le ferite della vita parlano di noi più di quanto noi parliamo di esse. Spesso le cicatrici vengono interpretate dall’esterno come un simbolo di forza e coraggio, una testimonianza evidente di qualcosa di nobile e straordinario.

Dopo la morte di Gesù, i discepoli ebbero paura e serrarono le porte per timore dei giudei. In quella circostanza, Gesù apparve e “mostrò loro le mani e il fianco”, due parti del corpo con i segni evidenti delle ferite ancora aperte. (Giovanni 20:19,20; 25-28) La reazione dei discepoli fu sorprendente, essi furono “pieni di gioia”. Quelle ferite non ancora cicatrizzate si dimostrarono un segno di certezza riguardo alle promesse future. Esse ebbero un impatto positivo notevole sul futuro che li attendeva.

Gesù avrebbe potuto fare a meno di portare cicatrici sul suo corpo risorto: esso sarebbe potuto essere perfetto e immacolato. Invece ha scelto di conservare i segni della sua morte in modo che i discepoli potessero convalidare la sua identità. E, cosa ancora più importante, potessero essere certi che egli aveva superiorità sulla morte vincendola.

Gesù ha scelto di non cancellare quelle ferite, perché esse sono un segno riconoscibile del suo amore per il genere umano.  Gesù non si vergogna di mostrarle perché esse rappresentano in maniera significativa e preziosa la nostra salvezza. Quelle ferite sono il simbolo della vittoria su Satana e il peccato. Quelle cicatrici significano guarigione eterna. Ci ricordano che la perfezione è raggiungibile manifestando fede nel significato scritturale di quelle ferite.

Una vita, anche se fatta di sofferenze vale la pena viverla nel Signore. Chi porta su di sé le cicatrici fisiche o spirituali dovrebbe farlo come quando si portano addosso i gioielli preziosi. Mostrare le ferite della vita, guarite grazie alle ferite di Gesù, ricorda il dolore che si è saputo sopportare e superare con la fede e l’amore. Un coraggio che vale la pena mostrare senza nessuna vergogna, perché quasi sempre le ferite della vita, una volta cicatrizzate, diventano un segno dell’approvazione di Geova.

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA