Se le cose non funzionano più come prima vanno cambiate?

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«Non lasciare mai la strada vecchia per la nuova». Ma quando mai! Forse una volta. I cambiamenti moderni sono così veloci che questo proverbio sembra fuori dal tempo.

Non preoccupatevi eccessivamente se in congregazione alcuni stanno iniziando a guardarvi con sospetto perché non fate più le stesse cose come loro o la pensate in modo diverso. Il cambiamento spaventa sempre gli insicuri e gli ansiosi. Ma anche chi non lo è, tipo i fratelli abituati a un certo andazzo e che ci sguazzano dentro con un certo piacere. Alcuni che hanno tentato la strada del nuovo o che hanno lasciato il certo per l’incerto si sono trovati male, se non peggio di prima. Questo non vuol dire che tutti i cambiamenti sono dannosi. Il rischio è una componente della nostra vita. E’ ragionevole pensare che se un cristiano tdG sta bene, non si capisce per quale ragione dovrebbe cambiare vita. E meno male. Anzi va lodato. Bravo! Continua così. Ci rivolgiamo invece a tutti quelli che ricevono segnali di disagio dovute a certe attività che non li appagano più come un tempo.

La sindrome del pesciolino rosso. Consiste nella sensazione di essere osservati da tutti. Il pesciolino si muove liberamente nella sua boccia di vetro, anche se in uno spazio limitato. Può essere un limite ma anche una protezione. Se schizzasse fuori si suiciderebbe. Chi glielo fa fare: mangia gratis tutti i giorni e la sua casa è bell’e pulita. Cosa può volere di più dalla vita? Non corre neanche il rischio di essere mangiato da un pesce più grosso. Noi uomini non siamo pesci, eppure alcuni si sentono chiusi in uno spazio delimitato e non fanno altro che girargli intorno. Alcuni per sottrarsi a questo spazio che li soffoca, scelgono di abbandonare posti di lavoro ben retribuiti per spostarsi dove il bisogno è maggiore. Altri modificano il loro stile di vita per impegnarsi in opere meritorie. Hanno il coraggio di superare certi limiti per realizzarsi. Purtroppo, ci sono anche storie di fallimenti e delusioni: fratelli che pur uscendo da certi spazi limitati non hanno avuto fortuna. Pur di “non arrendersi” perlomeno ci hanno provato.

Chi si arrende senza provare, troverà sempre una scusa per dimostrare di non potercela fare. E non solo, si lamenterà in continuazione senza fare nulla di concreto per migliorarsi. Ad alcuni di questi piace lamentarsi. In questo modo mettono “le mani avanti” per non assumersi certe responsabilità. Se c’è l’occasione che diventino un Adone la scarteranno, attaccandosi a qualsiasi appiglio. Se gli regalate il giro del mondo in crociera su una nave di lusso vi diranno che soffrono il mal di mare. Più che la sindrome del pesciolino rosso, costoro sono affetti da bradipismo cronico. Sarà che a loro piace star male… Ci sono alcuni in congregazione che vivono come le novantenni, anche se hanno meno di quarant’anni. Anzi, le vegliarde sono più brillanti e più sveglie di loro. Basta guardare come questi quarantenni si vestono, si acconciano, mangiano e socializzano. Nemmeno i colpi di spada dell’Arcangelo Michele potranno spezzare un tale sortilegio. Ha più probabilità il pesciolino rosso di schizzare fuori dalla boccia e buttarsi nelle acque di un fiume che queste persone d’altri tempi di cambiare.

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Il cambiamento drastico può essere doloroso dal punto di vista affettivo e sentimentale. C’è sempre un certo prezzo da pagare. Tuttavia certe scelte sono inevitabili. Per alcuni l’esito può essere positivo, per altri negativo. Se certi cambiamenti esteriori sono difficili o impossibili, c’è sempre la possibilità di cambiare interiormente. Forse è il caso di apprezzare di più le cose che possediamo o che stiamo facendo. Forse ci sono lati del nostro carattere ancora sconosciuti che potrebbero valorizzare la nostra personalità. Certe qualità sono forse assopite nel nostro animo ed è giunto il momento di accenderle. Ci sono fratelli che hanno gli stessi nostri problemi, se non peggio, e vivono felici lo stesso.

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A volte il problema è l’autostima, pensare di non essere all’altezza della situazione. Le tue risorse e i tuoi doni non sono spariti irrimediabilmente perché sei diventato “inattivo”. Soltanto non fai più come prima certe attività. Ma sono quelle le “inattività” non le tue capacità spirituali e interiori. La tua ricchezza interiore è ancora viva e attiva, in alcuni casi anche più di prima. Per tentare un “ritorno” potrà sorprenderti ciò che può fare ancora il tuo spirito creativo. A volte per cambiare non sono necessari voli pindarici, basta avere un po’ più di fiducia in se stessi. Se non sei tu il primo a credere in te stesso, puoi aspettarti che lo faccia qualcuno al tuo posto?

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 (Cambiare vita – terza parte)

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